Nicolò Mardegan candidato NoixMilano elezioni 2016
INTERVISTA 3 Marzo Mar 2016 1131 03 marzo 2016

Mardegan: «Serve una nuova destra»

Parla il leader NoixMilano: «La sinistra è stata divorata dai massoni e da Verdini. Ora una nuova destra. Expo? Un disastro».

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In vista delle elezioni comunali di Milano c'è un candidato che rischia di sparigliare le carte nell'area di centrodestra nella sfida alla corazzata del Partito democratico con Giuseppe Sala.
È il terzo incomodo tra Stefano Parisi, sostenuto dai partiti Forza Italia, Lega Nord, Fratelli D'Italia, Ncd e Corrado Passera, appoggiato dalla sua Italia Unica.
Si tratta di Nicolò Mardegan, 33 anni, giovane avvocato di Milano con studio di fronte all'Università Statale. «Una volta al liceo osai in assemblea contestare l'idea che l'ecstasy potesse fare del bene», racconta a Lettera43.it, «i collettivi di sinistra mi definirono fascista e mi disegnarono una falce e martello per guancia con il pennarello indelebile», ricorda parlando del suo inizio in politica.
«SALVINI E MELONI? POCO CORAGGIOSI». È tra i volti più giovani delle prossime elezioni meneghine, dal momento che Matteo Salvini, leader della Lega Nord, alla fine non ha deciso di candidarsi a primo cittadino.
«In politica ci vuole coraggio, Matteo e Giorgia Meloni avrebbero dovuto averne di più candidandosi nelle loro città». Forte di aver lanciato l'anno scorso il suo movimento civico NoixMilano. «L'abbiamo creato a cena con un gruppo di amici che via via è andato allargandosi», spiega a Lettera43.it, «quando siamo arrivati a più di 100, tra professionisti, imprenditori o semplici cittadini abbiamo deciso di lanciare la nostra sfida di rifondare il centrodestra partendo dalle città». Mardegan ha un passato in Alleanza Nazionale e Pdl, ma ora ha deciso di giocare fuori dai partiti tradizionali.

Niccolò Mardegan, leader del movimento civico NoixMilano.

DOMANDA. Perché non appoggiare Parisi?
RISPOSTA. Conosco Parisi, lo stimo e ci parliamo, ma se si tratta di una candidatura al guinzaglio dei partiti noi non ci siamo.
D. Ci sono state delle offerte?
R. Non è questo il punto. Noi potremmo anche diventare il think tank di un centrodestra che deve ripartire da queste elezioni comunali di Milano, ma questa corsa a sindaco non può diventare la conservazione delle vecchie rendite di posizione dei partiti
D. Anche in caso di sconfitta?
R. C'è bisogno di una nuova destra di popolo che parta dal basso, non da palazzo Chigi come sta facendo con Sala a Milano.
D. C'è anche Corrado Passera.
R. Anche lui è partito da un progetto nazionale anziché dal basso e adesso arranca
D. Di populista c'è già Matteo Salvini.
R. Salvini parla alla pancia ma Milano pretende proposte e soluzioni innovative. Noi non siamo contro le altre civiltà, vogliamo integrazione ma alle nostre regole e nel rispetto della nostra identità culturale
D. E come si fa?
R. Dobbiamo creare una nuova classe dirigente, intercettando i cittadini e la borghesia operosa che non vuole più votare. Vogliamo riportare le associazioni e il terzo settore al centro del dibattito. Ci sono tanti imprenditori che votavano Berlusconi e che adesso si ritrovano spiazzati qui a Milano.
D. Non c'è stato un ricambio generazionale nel Popolo della Libertà.
R. Il Popolo della libertà non è mai nato, si è sfaldato, Milano 2016 può essere la culla del nuovo progetto nazionale.
D. Decide però ancora Berlusconi.
R. Siamo già nel post Berlusconi anche se hanno tutti paura di dirlo. Il centrodestra vuole conservare la vecchia classe dirigente, c'è bisogno di un patto generazionale, per questo io vado avanti per la mia strada.
D. Ma il futuro non sono Renzi e il Partito della Nazione?
R. La sinistra è stata divorata dai massoni, dalla finanza e da Verdini, non ha più un lato sociale, la destra è molto più di popolo che la sinistra.
D. Eppure a Milano la sinistra rischia di vincere con Sala. E Renzi lo sostiene.
R. La sinistra milanese non è renziana, qui c'è una sinistra storica nostalgica, statalista che odia il privato e non sopporta che ci sia la sussidiarietà. Pisapia non ha fatto nulla in questi anni: sono riusciti pure a litigare sulla regolarizzazione del Leoncavallo.
D. Perché il Movimento Cinque Stelle non sfonda nel capoluogo lombardo?
R. Beppe Grillo ha praticamente già detto che perderà con Patizia Bedori. Il milanese non vive in un Blog ma in una città vera e vuole le risposte, è costruttivo. Il cemento zero, il no alle metropolitane e alle auto non sfondano. Servono risposte pragmatiche: Milano non è una città di montagna.
D. Come si cambia questa città?
R. Deve diventare una città metropolitana da 4 milioni di persone. La riforma Delrio non è servita a nulla se non a cancellare la politica. E' un città che vale più della regione Lombardia che deve sfidare Londra, Parigi e Berlino
D. Da dove si comincia?
R. Dalle famiglie, dal ridurre il costo della vita. L'attuale giunta di Pisapia ha imposto un aumento delle tasse per 1100 euro all'anno ai milanesi, con la Balzani che offriva i mezzi gratis in campagna elettorale...
D. Expo 2015 non è bastato?
R. Ero un expottimista, ma nell'ultimo anno hanno chiuso 20mila attività commerciali, 9mila hanno delocalizzato, 23mila famiglie chiedono alloggi popolari. Perché uno deve venire a Milano? A fare il praticante e lo stagista tutta la vita?
D. Sala e il Pd parlano di successo di Expo 2015.
R. Expo è stato un successo per Oscar Farinetti, grande sostenitori di Renzi e del Pd, e per le multinazioni. I piccoli e medi imprenditori sono rimasti a bocca asciutta. Non c'è stata lungimiranza politica.
D. Sui conti continuano da mesi polemiche di ogni tipo.
R. Ci sono stati 7 miliardi e mezzo di investimenti e ora ci sono solo macerie. Devono mostrarci i reali bilanci dell'esposizione e definire immediatamente il futuro dell'area expo.
D. C'è l'incognita del post Expo.
R. Siamo entrati in contatto con un imprenditore di Shangai, responsabile della Free Trade Zone, perché vorrei che Milano diventasse la capitale europea dell'innovazione e delle start up. Se un politico ama la propria città e la propria nazione non può non impedire l'emigrazione di 100 mila giovani all'anno verso nord Europa, Asia o silicon valley. Sogno una città stato che sia traino economico e culturale per tutta l'Italia.
D. Chi sono i vostri candidati?
R. Nel quartier Giambellino avremo in lista una delle donne che denunciano le occupazioni abusive e il racket. Sono considerate megalomani dagli altri, noi le candidiamo perché è giunto il momento che i senza voce diventino portavoce. NoixMilano sta ricostruendo la vera rappresentanza politica.

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