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TENSIONI 7 Marzo Mar 2016 1859 07 marzo 2016

La Corea del Nord minaccia «attacchi nucleari preventivi»

Pyongyang ha dichiarato di essere pronta ad usare l'atomica in risposta alle esercitazioni militari tra Corea del Sud e Usa.

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Kim Jong un assiste al lancio di un missile da un sottomarino.

Le tensioni intorno al 38° parallelo Nord non accennano a diminuire, anzi. Il leader supremo della Repubblica Popolare Democratica di Corea, Kim Jong un, si è dimostrato ancor più aggressivo del padre (Kim Jong il) nelle questioni di politica estera. Da quando lo ha sostituito, alla fine del 2011, le provocazioni verso i nemici della Corea del Nord hanno tenuto la comunità internazionale in costante allerta per le sue mosse.
Il giocattolo preferito di Kim è, da bravo 'cattivo' che si rispetti, la bomba atomica. Non passa mese che il dittarore non riproponga la minaccia di una guerra a colpi di testate con i nemici di sempre: Corea del Sud e Usa. Affermazioni spesso lanciate per spaventare, ma a cui non si può rispondere con leggerezza.
Il 7 marzo, la Corea del Nord ha minacciato un «attacco nucleare preventivo e offensivo» in risposta alle esercitazioni militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud previste per questi mesi e iniziate lo stesso giorno, le più imponenti del loro genere mai tenute nella regione.
PRONTI AD ATTACCHI PREVENTIVI. «Le forze armate prenderanno azioni militari per attacchi preventivi in modo da infliggere colpi mortali ai nemici», si legge in una nota della Commissione nazionale di Difesa, rilanciata dall'agenzia ufficiale Kcna.
La Commissione ha ricordato che i principali obiettivi in Corea del Sud sono nel raggio della potenza di fuoco del Nord, e che la sua capacità nucleare può colpire non solo le basi Usa dell'Asia-Pacifico, ma anche quelle continentali.
«Se volessimo premere i bottoni per annientare i nostri nemici, tutte le loro basi sarebbero ridotte in un mare di fiamme e cenere in un momento».
LE ESERCITAZIONI IN RISPOSTA AL NORD. Le minacce Nord Coreane sono una reazione a una mossa che è a sua volta una reazione. Le esercitazioni rappresentano, infatti, una risposta a Pyongyang per il test nucleare di gennaio e il lancio di un satellite a febbraio.
Le manovre militari, note con i nomi 'Key Resolve' e 'Foal Eagle', proseguiranno fino al 30 aprile e coinvolgeranno 17mila soldati americani e quasi 300mila sudcoreani.
A febbraio, pur senza fornire dettagli, il ministro della Difesa di Seul Han Min-koo disse che le manovre sarebbero state le più grandi mai fatte, in termini di soldati e mezzi, nonché di tecnologie messe in campo, tra cui alcuni F-22, un sommergibile e una portaerei americani, entrambi e propulsione nucleare.
La Corea del Nord ha sempre denunciato le manovre come la prova generale di un attacco ai suoi danni.
LA MINACCIA NUCLEARE. Il 4 marzo, Kim Jong-un aveva alzato ulteriormente i toni brandendo apertamente l'arma nucleare, invitando i suoi soldati a «tenerla pronta per essere usata in ogni momento», dopo 'l'onta' delle nuove sanzioni contro la Corea del Nord decise il 2 febraio all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu e l'annuncio delle esercitazioni militari.
A poche ore dalle sanzioni, il Nord aveva sparato sei vettori a corto raggio finiti dopo circa 100-150 chilometri nel mar del Giappone.
CINA: «PREOCCUPATI PER LE ESERCITAZIONI». La Cina, storico protettore della Corea, ha dichiarato di essere «molto preoccupata» per le esercitazioni militari, assicurando di non accettare in alcun modo problemi a ridosso dei suoi confini: «Ci opponiamo con fermezza a ogni azione che possa causare guai» sulla penisola coreana, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei. «Non accetteremo condotte causa di problemi alle nostre porte».
Le manovre di Seul e Washington hanno scopo difensivo contro possibili aggressioni dal Nord che, invece, le considera una prova generale di un attacco ai suoi danni.
LAVROV: «DICHIARAZIONI INAMMISSIBILI MA COMPRENSIBILI». Le dichiarazioni nordcoreane riguardo la possibilità di 'attacchi nucleari preventivi' sono «del tutto inammissibili». Lo ha detto oggi il ministero degli Esteri russo, citato dalle agenzie. «L'evolversi della situazione nella penisola coreana e nei suoi dintorni è fonte di crescente preoccupazione», ha aggiunto il ministero.
Tuttavia, Mosca ha voluto aggiungere che «la Corea del Nord, che si definisce un diretto obiettivo delle attività militari congiunte tra la Corea del Sud e gli Usa, non può che avere una legittima preoccupazione per la sua sicurezza: la Russia ha ribadito più volte la sua contrarietà a questo tipo di pressioni politiche e militari su Pyongyang». Un messaggio chiaramente rivolto al nemico di sempre, gli Usa.
DIMINUISCE IL SUPPORTO CINESE. A parte la tradizionale retorica, i margini di manovra per Kim e la Corea del Nord appaiono in realtà ristretti. La Cina, l'alleato storico, vuole marcare le distanze e gli editoriali della stampa governativa vanno in questa direzione ('il nucleare porterà Pyongyang su una strada morta', ha scritto il Global Times), mentre anche i commenti del ministero degli Esteri sembrano improntati a un certo distacco.
La Cina ha problemi più urgenti che dover assecondare un vicino così imprevedibile di cui è il principale sostegno: un Congresso nazionale del popolo che deve dare il via libera al piano quinquennale 2016-20 (quello per il corpo e la forma alla 'nuova normalità' del presidente Xi Jinping); l'economia da riequilibrare; infine, la questione complessa come i contenziosi con i vicini nel mar Cinese meridionale che non necessitano di variabili come i sistemi americani anti-missile Thaad in Corea del Sud e le manovre navali tra India, Usa e Giappone vicino alle Filippine.

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