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POLITICA 10 Marzo Mar 2016 0904 10 marzo 2016

Colombo si sfila e a Milano la sinistra si spacca

L'ex pm di Mani Pulite non si candida. Civati: «Serve un candidato civico, vanno bene anche le primarie».

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Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi alla riunione del consiglio di amministrazione Rai nel 2012.

Gherardo Colombo, ex pm di Mani Pulite, volto storico di Milano, ha deciso di non candidarsi a sindaco. Lo ha fatto con una nota dove ha respinto le richieste che gli arrivavano dalla società civile. Ma i problemi nel centrosinistra rimangono.
Dopo l'intervista di Francesca Balzani al Corriere della Sera - dove l'assessore al Bilancio ha detto di non voler scendere in campo, spaccando così la coalizione arancione in appoggio al candidato in pectore del Pd Giuseppe Sala – qualcosa è cambiato nel capoluogo lombardo. La scelta politico del magistrato, un simbolo di legalità da contrapporre in campagna elettorale alle polemiche sulle primarie falsate di Napoli e Roma, poteva essere una soluzione. Ora spunta pure l'ipotesi primarie. Del resto quell'area a sinistra dell'ex manager dell'Expo 2015 è tornata in fermento.
UN MESE BUTTATO VIA SENZA TROVARE UNA SOLUZIONE. Non è stato un mese facile dopo le primarie di centrosinistra che hanno visto la sconfitta di Francesca Balzani e di Pierfrancesco Majorino a scapito di Sala, il preferito del premier Matteo Renzi. Spiega bene il momento di smarrimento Barbara Pollastrini, deputato milanese, influente in piazza Scala: «Mi appello a Giuliano Pisapia e a Beppe Sala. Hanno autorevolezza e intelligenza per superare in avanti l’inciampo. Francesca sarà comunque partecipe e protagonista del programma per la città. Il Pd c’è e sempre più deve lavorare per un centrosinistra largo e inclusivo». Ma la situazione è troppo fluida.
LE TRATTATIVE CON PISAPIA E SALA ANDATE IN FUMO. Il sindaco Giuliano Pisapia ha provato in tutti i modi a cercare un accordo tra l'ex europarlamentare e l'ex city manager della Moratti, ma non c'è stato nulla da fare. Le malelingue suggeriscono che la Balzani si aspettasse la certezza di diventare vicesindaco per candidarsi nella lista arancione alle elezioni. Lei smentisce, ma di fatto qualcosa deve essere andato storto nelle trattative con Sala. Sarà, suggeriscono altri spifferi, che per la poltrona di vice servono i voti. Forse di più ne hanno altre contendenti come Ada Lucia De Cesaris e Carmela Rozza, anche loro in campagna elettorale per l'amministratore delegato di Expo.
IL MAGMA A SINISTRA CHE SI MUOVE E VUOLE UN ALTRO CANDIDATO. Non si spiegherebbe in altro modo la scelta dell'assessore al Bilancio di farsi da parte aprendo così il Partito democratico e il centrosinistra a scenari difficilmente prevedibili.
Così quel magma «sinistro» che fa ben sperare i sostenitori di Stefano Parisi, il candidato di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ha ricominciato a muoversi. Sinistra e Libertà, letta l'intervista al Corriere, ha subito organizzato un assemblea per il 14 marzo dove si farà il punto della situazione e si deciderà sul da farsi. Il punto è che ormai esiste un'area che con Sala non ci vuole proprio stare. E che vuole trovare un candidato esterno, civico, che possa intercettare il malumore non solo nei confronti di un Sala che la stessa Moratti ha definito «un ottimo candidato di centrodestra», ma pure il malessere nei confronti del renzismo che continua a montare tra le fila del Pd bersaniano.
IN TANTI PER UNA CANDIDATURA, CIVATI PROPONE ANCHE LE PRIMARIE. Milano non è Roma. Sotto la Madonnina sono in tanti a volersi candidare oltre a Colombo.
C'è Curzio Maltese, europarlamentare della Lista Tsipras. C'è Luca Beltrami Gadola, fondatore di Arcipelago Milano e sostenitore di Pisapia nel 2011. C'è pure Marco Mori, presidente dell'Arcigay milanese. «Il sindaco lo devono scegliere i milanesi» – commenta Giuseppe Pippo Civati, leader di Possibile strattonato a destra e sinistra come possibile candidato ma che ha già detto di non voler partecipare-. «La cosa che chiedo da qualche giorno è che si possa trovare il mondo per scegliere il candidato, con primarie o assemblee, basta che si trovi un punto di incontro. La Balzani mi sembra molto confusa e una rondine non fa una primavera arancione».

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