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POLITICA 15 Marzo Mar 2016 1941 15 marzo 2016

Meloni-Salvini, lo scacco a Berlusconi è servito

Meloni si candida al Campidoglio. Salvini la appoggia. L' obiettivo? Fare fuori Silvio. Sempre più solo e in crisi di consensi. Bertolaso valuta se ritirarsi.

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Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Le Idi di marzo di Silvio Berlusconi si consumano in una giornata d'inferno per il centrodestra alle prese con le candidature per il sindaco di Roma, tra voci contrastanti sulle reali intenzioni di Giorgia Meloni di candidarsi o meno.
Ma a fine serata, proprio come Cesare in quel 15 marzo del 44 a. C, il «non più leader» si ritrova pugnalato alle spalle dai due figliocci, la Meloni e il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che lo avevano portato sul palco di Bologna a novembre per rilanciare la coalizione.
SCHIAFFO A BERLUSCONI. La scelta di 'mamma Giorgia' di candidarsi («è lanciatissima», dicono i suoi) è uno schiaffo a tutto quello che Berlusconi aveva portato avanti in questi giorni a favore di Guido Bertolaso, dalle gazebarie di domenica fino alla diretta in radio del 15 mattina.
E soprattutto è la rappresentazione plastica di quello che dentro la Lega Nord vanno dicendo da mesi: Berlusconi deve farsi da parte, non è più il leader del centrodestra.
FINO ALL'ULTIMO CON BERTOLASO. «Le cose stanno così», spiegava in mattinata il Cav dopo aver cassato la Meloni come candidata perché incinta: «Il 12 febbraio con una dichiarazione congiunta abbiamo ringraziato Bertolaso, che aveva superato una situazione difficile, di aver accettato una candidatura, poi qualcuno ha cambiato idea. Io credo che in politica, come nella vita, la parola va rispettata. Noi andremo avanti con i candidati già scelti, anche con una commissione».
Insomma, Silvio ci ha messo la faccia sull'uomo della protezione civile, «l'uomo che ha salvato L'Aquila dal terremoto» e via discorrendo.
ANCHE TOTI MOLLA IL CAV. L'ex premier ci ha creduto fino alla fine , ma adesso si ritrova forse per la prima volta nella sua carriera politica in un cul de sac insieme con i suoi alleati.
Non è un caso che pure Giovanni Toti, governatore della Liguria, lo abbia abbandonato al suo destino.
«Una mamma può fare qualsiasi cosa», ha detto l'ex conduttore delle reti Mediaset parlando della Meloni. «Berlusconi è stato coerente, ma è anche legittimo cambiare».

L'asse Meloni-Salvini per fare fuori il leader di Forza Italia

Silvio Berlusconi con Matteo Salvini.

L'asse Meloni-Salvini non lascia tregua. E varia tra Milano e Roma.
Se al Nord è il leader leghista ad aver blindato la candidatura di Stefano Parisi - su cui tutti, da Forza Italia al Carroccio, ripetono che non ci saranno ripercussioni per le diatribe romane - nella Capitale è stata la Meloni a sparigliare i giochi.
Alla fine contano i voti, come ha detto spesso proprio Berlusconi. E i voti in questo momento li hanno Salvini e la Meloni: il primo a Milano, dove la Lega Nord conta di arrivare almeno al 20%, la seconda a Roma, dove Fdi potrebbe arrivare al 14%. Forza Italia ormai è allo sbando, da Nord a Sud. E rischia di non raggiungere neppure il 10%.
IL COMPAGNO DELLA MELONI IN MEDIASET. Certo, ci è voluto del tempo prima della pugnalata finale, tra le scelte altalenanti della leader di Fratelli d'Italia (su questo pare abbia pesato pure il parere del compagno Andrea Giambruno, autore di Mediaset, ndr), ma alla fine il 'delitto' si è consumato.
Del resto le elezioni amministrative di quest'anno saranno una prima vera prova di forza interna al centrodestra per trovare un nuovo leader a livello nazionale.
Ma soprattutto, secondo lo schema melonian-salviniano, dovranno dimostrare per la prima volta che Berlusconi è ormai un politico fuori dai giochi.
RAGGI, QUOTAZIONI IN CRESCITA. In tutto questo rimane l'incognita Bertolaso, che ha ammesso di essersi ritrovato in mezzo a una lotta per la «leadership del centrodestra» e che aspetterà «le decisioni della coalizione» per scegliere se ritirare la sua candidatura.
La situazione è fluida. Intanto c'è chi ricorda le parole di Paola Taverna, senatrice del Movimento 5 Stelle, che un mese fa disse che esisteva un complotto per far vincere i grillini.
Andando di questo passo, con un Partito democratico in difficoltà sull'altro fronte, le quotazioni di Virginia Raggi sono sempre più in crescita. Insomma, forse non aveva tutti i torti.

Twitter @ARoldering

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