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GRANDI MANOVRE 16 Marzo Mar 2016 1712 16 marzo 2016

Roma, Gianni Letta sonda Alfio Marchini

L'ex sottosegretario contatta l'imprenditore candidato al Campidoglio: rompe col Cav o studia per lui un piano B? 

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L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Ora che Giorgia Meloni ha rotto gli indugi e il quadro dei candidati si va definendo, con il centrodestra ridotto a giocare ai quattro cantoni, il gossip può fare il suo lavoro.
E, fra le tante voci che girano fra i quartier generali dell’Urbe, quella che appassiona maggiormente i salotti capitolini riguarda Gianni Letta: l’eminenza azzurra, senza troppo clamore, sta sondando Alfio Marchini, considerato dall’uomo dei grandi accordi l’unico vero nome in grado di unire il centro e la periferia per battere Pd e M5s.
Se Letta abbia rotto definitivamente con Silvio Berlusconi o stia invece lavorando per conto del Cav a un piano B, parallelo a quello che vede Bertolaso protagonista, non è dato sapersi.
IL LEGAME CON BERTOLASO. Certo, Letta è legato a doppio filo con l'ex capo della Protezione civile (tanto che sarebbe andato in prima persona a Londra per riportarlo a Roma), avendo diviso con lui gioie e dolori, riuscendo però a restar fuori dalle grane giudiziarie.
E sarebbe stato proprio quest’ultimo elemento a convincere Gianni a non sostenerlo nella corsa per il Comune di Roma. Se centrano lui colpiscono tutti, sarebbe stato il ragionamento di Letta, non condiviso dal Cav, che stravede per Guido. Insomma, Bertolaso doveva servire come rottura, come elemento dirompente a tempo per ricomporre il quadro e non come investimento vero.
PER LETTA MARCHINI È IL FUTURO. Ma nella testa di Letta ci sarebbe anche un altro obiettivo, condiviso con quanti si sono schierati con Marchini.
Nei piani dei poteri forti della Capitale, Alfio rappresenta il futuro leader del centrodestra e la corsa per Roma sarebbe soltanto una palestra, un laboratorio politico per costruire attorno a lui un consenso tale da dargli quella autorevolezza che oggi non ha.
In altre parole, secondo Letta e quanti lavorano con lui, il costruttore romano prestato alla politica può essere il nuovo Berlusconi.
IL SOGNO DI UNA MODERNA DC. È pur vero che il Cavaliere ha sempre detto di gradire lo stile di Marchini, tanto da aver pensato di sostenerlo, ma alla fine ha puntato su Bertolaso, forse per onorare quel patto del Nazareno che risorge sempre come l’Araba Fenice.
Letta, che guarda oltre la corsa per il Campidoglio, ha capito che il 2018 non è cosi lontano e l’ipotesi di elezioni anticipate non è cosi remota. Meglio allora attrezzarsi per tempo.
Attorno a Marchini si muovono anche Francesco Rutelli e i fuoriusciti da Ncd riconducibili a Gaetano Quagliariello.
Una galassia variegata che riecheggia la Margherita e il sogno di rifare una moderna Dc, dentro alla quale Letta sarebbe comunque l’uomo perfetto, tanto che in Vaticano seguono con interesse questa operazione.

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