Luladilma 160317115335
INDAGINI 17 Marzo Mar 2016 1114 17 marzo 2016

Lula, proteste in Brasile contro la nomina a ministro

L'ex presidente, indagato per corruzione, ha giurato a Brasilia come titolare del superdicastero della Casa civile. Ma un giudice sospende il provvedimento. E le proteste montano.

  • ...

Alta tensione in Brasile, dove scontri si sono verificati alla nomina, poi sospesa da un giudice, dell'ex presidente Lula a ministro della Casa civile, un superdicastero cui spetta il coordinamento dell'attività di governo. Prima del giuramento, avvenuto giovedì 17 marzo, ci sono stati tafferugli tra manifestanti a favore e contro l'esecutivo a Brasilia, davanti alla sede della presidenza della Repubblica e la protesta ha raggiunto anche le vie di San Paolo, dove la polizia è stata schierata in assetto antisommossa.
Poche ore più tardi, tuttavia, il giudice federale brasiliano Itagiba Catta Preta Neto, ha emesso una sentenza provvisoria che sospende la nomina dell'ex presidente della Repubblica. Il governo della presidente Dilma Rousseff può fare ricorso contro la decisione.
PER LE OPPOSIZIONI LULA SFUGGE AI GIUDICI. L'ex presidente è sotto inchiesta per presunti reati legati alla maxi inchiesta 'Lava Jato' sulle tangenti del colosso petrolifero statale Petrobas (il 10 marzo la procura di San Paolo ne ha chiesto l'arresto preventivo). Le opposizioni accusano Lula di voler sfuggire alla giustizia mentre la presidente Dilma ha sostenuto di aver chiamato Lula per rafforzare il suo governo «per il bene del Brasile».
DIVULGATE INTERCETTAZIONI. Già mercoledì 16 a San Paolo, Rio de Janeiro e Brasilia c'erano state pacifiche manifestazioni di piazza. Proteste che si sono intensificate dopo la pubblicazione di un'intercettazione telefonica tra Lula e la presidente Dilma Rousseff, in cui il capo dello Stato spiegava all'ex sindacalista che il decreto di nomina ministeriale, da usare «in caso di necessità», era pronto.
A divulgare la conversazione il giudice Sergio Moro, simbolo dell'inchiesta 'Lava Jato'. Secondo Moro, l'intercettazione dimostrerebbe che la nomina dell'ex presidente è stata fatta per ostacolare la giustizia. La presidenza brasiliana ha accusato il magistrato di aver violato la Costituzione mentre i legali di Lula hanno invece definito arbitraria la pubblicazione del testo della telefonata.
IL GOVERNO ALLE PRESE CON LA CRISI. Lula, 70 anni, aveva accettato di entrare nella squadra di governo a patto di avere la massima autonomia. L'attuale ministro della Casa civile, Jacques Wagner, un suo fedelissimo, diventerà così capo di gabinetto della presidente. Lula ha giustificato in suo ingresso nella compagine governativa sostendono che sia necessario per rivitalizzare l'azione dell'esecutivo, alle prese con la peggiore crisi economica da tre decenni e con una crisi politica sfociata nella richiesta di impeachment da parte delle opposizioni. Il Pt, il partito dei lavoratori, non dispone dei voti necessari per bloccare la procedura se sarà discussa alla Camera.
OBIETTIVO TERZO MANDATO NEL 2018. L'obiettivo di Lula è ricompattare gli alleati di governo per tenere in vita il Dilma 2 fino alla scadenza naturale del 2018, quando l'ex sindacalista tenterà di ottenere dalle urne un terzo mandato. Domenica 13 le opposizioni hanno portato in piazza oltre due milioni di persone per protestare contro il governo.
L'INCHIESTRA PETROBAS INCHIODA LA POLITICA. Intanto le inchieste dei magistrati sulla tangentopoli finanziata coi fondi neri della compagnia petrolifera pubblica Petrobras stanno mettendo sotto accusa tutti i politici dell'arco costituzionale, paralizzando di fatto l'attività parlamentare. Alcuni arrestati hanno cominciato a collaborare in cambio della scarcerazione, come il senatore Delcidio Amaral, già sospeso dal Pt. Questi ha accusato Dilma, Lula e persino il capo dell'opposizione Aecio Neves che ha chiesto l'impeachment per la presidente e si è trasformato nel principale sostenitore delle inchieste anticorruzione.

Correlati

Potresti esserti perso