Silvio Berlusconi Giorgia 160222124407
MAMBO 17 Marzo Mar 2016 1056 17 marzo 2016

Questa destra barbara, ultimo regalo di Berlusconi

Non ha pensato a un successore. Ora si trova Salvini e Meloni. Ma in fondo se l'è cercata.

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Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Silvio Berlusconi, in fondo, se l'è cercata. Aveva due alleati di spessore, Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, e poi un terzo, Umberto Bossi, brontolone e leale, ma si è talmente intimorito di perdere la leadership che li ha allontanati, vedi Casini, o fatti fuori, vedi Fini, o non difesi, vedi Bossi.
Oggi si è trovato con due giovani arroganti che sono in gara fra loro fra chi riproduce meglio il modello lepenista in Italia.
Uno dei due, cioè Matteo Salvini, ha persino il sogno di fare cose con il Movimento 5 Stelle o almeno ci prova.
Berlusconi potrebbe dire, come Vittorio Gassman nell'Audace colpo dei soliti ignoti: «M'hanno rimasto solo quei quattro cornuti».
Però, insisto, se l'è cercata. La sua parabola è significativa. Vediamo i lati, diciamo così, buoni, che di quelli cattivi abbiamo parlato abbastanza.
L'ERRORE, NON HA TROVATO UN SUCCESSORE. Ha riorganizzato dopo la fine del Pentapartito, una vera destra italiana in cui, con l'apporto di importanti intellettuali, aveva cercato di dare spazi a una cultura liberale. Aveva aiutato a trasformarsi il vecchio partito della nostalgia fascista in un partito di destra quasi normale, grazie a Fini e Tatarella. Aveva gestito le tentazioni secessioniste di Bossi. Se avesse scopato in silenzio e riservatezza, molti suoi nemici lo avrebbero avversato egualmente ma si sarebbe risparmiato una ingloriosa fine giudiziaria.
De Gaulle in Francia è stato il leader del Paese intero, nemici compresi. Berlusconi in Italia è stato il De Gaulle della sola destra, ma di tutta la destra possibile.
Avrebbe potuto ritirarsi prima, ovvero avrebbe potuto individuare con anticipo nel proprio mondo di appartenenze quei successori che la sua creatura politica non aveva selezionato.
Ha esitato, traccheggiato, bamboleggiato ed eccolo con due "cattivi ragazzi" che gli fanno gli sberleffi per prendersi meno della metà dei voti che lui raccoglieva negli anni del successo.
Il fatto di fondo è che prima di aver sbagliato nel creare una casta politica dignitosa, l'ex Cavaliere, che era stato geniale nell'individuare umori e interessi del nascente popolo di destra, non ha voluto dirigerlo, lo ha assecondato e questo gli è sfuggito di mano.
Se Berlusconi invece che essere Berlusconi avesse tentato, studiando, di essere De Gaulle o uno dei tanti eccellenti leader Dc, avrebbe smesso di blandire la sua gente, avrebbe rinunciato all'esibizionistica sceneggiata sulla sua vita libertina ma avrebbe tentato di dare sfogo e guida a una destra che, dopo gli entusiasmi dei primi anni, in parte tornava a casa delusa, in parte sì radicalizzava.
UNA SITUAZIONE CHE AVVANTAGGIA CASALEGGIO. Non l'ha fatto. Ora gli toccano Salvini, Meloni, e chissà quanti altri ancora. Probabilmente sta consegnando il proprio spazio politico a Casaleggio, con buona pace di quegli sprovveduti di sinistra che urlano che Renzi è peggio di Berlusconi.
La destra si sta "barbarizzando".
È l'ultima mela avvelenata che ci lascia il grande vecchio. Ma questa mela e lì anche perché il Pd è guidato, al centro e all'opposizione, da gente inadeguata.
So di aver scritto una cosa presuntuosa, che mi posso permettere perché mai stato in gara per ruoli nel mio campo, ma solo gente inadeguata può non vedere che quel che accade a destra fa sembrare più vicino il giorno in cui la democrazia italiana sarà limitata dallo sfondamento elettorale dei Casaleggio's.
Passi per Trump, per la Le Pen, per Orban, politici orribili, ma noi saremo l'unico Paese che rischia di essere guidato da una inavvicinabile camera oscura.

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