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FOCUS 17 Marzo Mar 2016 1159 17 marzo 2016

Sindaco e incinta: i casi in Italia e all'estero

Eva Catizone a Cosenza, Nichola Mallon a Belfast, Clara Luz Flores a Escobedo di Monterrey: la Meloni avrebbe precedenti illustri. Fatti di record e atti di coraggio.

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Giorgia Meloni.

Non occorre scomodare Ninetta Bartoli o Ada Natali, prime donne sindaco in Italia nel 1946.
La candidatura di Giorgia Meloni alla carica di primo cittadino di Roma ha riacceso le polemiche sulla possibilità di coniugare maternità e impegni istituzionali.
Ma mentre la leader di Fdi, in caso di elezione, così come la pentastellata Virginia Raggi, sarebbe la prima donna sindaco nella storia della Capitale, non sarebbe invece la prima in Italia a ricoprire l'incarico in dolce attesa.
EVA, EX SINDACO INCINTA DI COSENZA. Eva Catizone, per esempio, guidò la giunta di Cosenza tra il 2002 e il 2006 con una coalizione di centrosinistra.
Di lei si ricorda la difesa dei no global arrestati nel 2002, tra cui Francesco Caruso, con l’accusa di associazione sovversiva, ma anche il gossip che accompagnò la nascita del figlio, nel 2004 durante il suo mandato, e della relazione che aveva instaurato con Nicola Adamo, allora segretario regionale dei Ds calabresi, già sposato e con figli.
Lo stesso Adamo fece outing sui media creando non poco scalpore.
La Catizone continuò ad amministrare, ma non finì il suo mandato, venne sfiduciata infatti dai suoi stessi alleati nel 2006.
NICHOLA ALLA GUIDA DI BELFAST. Volgendo lo sguardo all’estero, non sembra che lo “stato interessante” desti particolari preoccupazioni nei cittadini.
Nichola Mallon, già Lord Mayor della città di Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, ha terminato il suo incarico, tipico delle istituzioni anglosassoni e differente da quello propriamente di sindaco “metropolitano” (ovvero il mayor of), quando era già incinta di quattro mesi.
E ora, dopo la nascita della figlia, si prepara alla candidatura per l’assemblea del Nord Irlanda, un’assise simile a un parlamento nazionale, ma che si occupa esclusivamente di materie in cui non legifera la Gran Bretagna.
CLARA CONTRO LA POLIZIA MESSICANA. La maternità non ha fermato nemmeno la sindaca messicana anti corruzione, Clara Luz Flores, in passato alla guida di Escobedo di Monterrey (300 mila abitanti), una delle città più violente del Paese, attraversata dalla connivenza tra polizia e gang, come i temibili Los Zetas.
Flores ha ricevuto minacce, nel 2009, quando già incinta di sette mesi annunciò il giro di vite contro gli ufficiali corrotti e le bande di strada, tanto che il giorno del suo insediamento diversi funzionari comunali furono fermati dalle pattuglie di polizia con dei fucili.
C’è poi una sorta di record ottenuto da Claudia Bill-de la Peña a Thousand Oaks, 140 mila abitanti a Nord di Los Angeles: non soltanto è stato il sindaco più giovane nella storia della città, ma anche la prima ispanica e la prima incinta di ben due gemelli.

In Italia 1.055 sindaci rosa, ma soltanto quattro in città capoluogo

Nicolini, sindaco di Lampedusa.

Secondo i dati Ancitel del 2016, in totale le amministrazioni comunali italiane in mano a donne sono 1.055, ovvero poco più del 13%, per una popolazione totale di 5 milioni e 250 mila.
Ma sono solo cinque i Comuni con più di 60 mila abitanti (Ancona, Alessandria, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Molfetta), tre i capoluoghi di provincia (Alessandria, Vercelli, Verbania) e uno quello di regione (Ancona).
MEZZOGIORNO MAGLIA NERA. La maggior parte delle amministrazioni “rosa” sono nel Nord-Est, con il 16,69%, e nel Nord-Ovest (16,16%), seguono il Centro (12,18), le Isole (9,39) e il Sud (7,55).
In termini percentuali, la provincia con più sindaci in rosa è Gorizia, con il 32%, in termini numerici Torino (66 amministrazioni).
Neanche uno, invece, per le province di Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Caltanissetta, Lucca e Prato.
COMUNI 'DIFFICILI' E CENTRI TURISTICI. Ci sono comuni “difficili” guidati da donne: da Corleone, il cui sindaco è Leoluchina Savona (centrodestra), a Lampedusa, con Giusi Nicolini (civica).
Centri turistici importanti come Courmayeur, con Fabrizia Derriard, e Riccione, con Renata Tosi (Fi-Lega), o la particolare Campione d’Italia, amministrata da Maria Paola Rita Mangili.
Fino alle “curiosità”, come Renata Bianco che amministra Barolo, nelle omonime terre del vino della provincia cuneese, Rosalba Piera Colombo, sindaco Pd della berlusconiana Arcore, o Antonella Invernizzi (centrodestra) sindaca di Morterone, il comune più piccolo d’Italia a essere amministrato da una donna con 38 residenti.

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