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POLITICA 18 Marzo Mar 2016 1501 18 marzo 2016

Migranti, approvato l'accordo tra Ue e Turchia

Per ogni migrante riportato in Turchia dalla Grecia, Ankara invierà nel territorio dell'Unione un profugo siriano. E riceverà sei milardi di euro entro la fine del 2018.

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Il premier turco Davutoglu con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, sopo il raggiungimento dell'accordo sui migranti.

L'accordo tra Turchia e Unione europea sui migranti è stato approvato dai 28 Paesi membri dell'Unione europea.
L'annuncio è arrivato su Twitter, sia dal premier finlandese Juha Sipila, sia da quello ceco Bohuslav Sobotka.
Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk aveva chiesto ai leader europei di dare il loro via libera a un testo modificato, dopo aver discusso per tutta la mattinata di venerdì 18 marzo con il premier turco Ahmet Davutoglu. Il nuovo accordo è destinato a entrare in vigore domenica 20 marzo, dopo la ratifica da parte della Turchia.
IL PRINCIPIO «UNO A UNO». Ankara ha accettato il principio secondo cui tutti i migranti, siano essi profughi o persone in cerca di lavoro, che arrivano in Grecia partendo dalla Turchia senza documenti regolari, possano essere riportati indietro. Per ogni siriano che verrà riportato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sarà reinsediato nel territorio dell'Unione, seguendo i criteri di vulnerabilità dell'Onu. Per i reinsediamenti «sarà data priorità ai siriani che non sono entrati o non hanno provato ad entrare irregolarmente» in Europa. Il governo turco, quindi, è autorizzato a inviare profughi siriani nel territorio dell'Unione europea prendendoli dai campi gestititi da Ankara. È stata anche fissata una soglia massima, al momento di 72 mila persone. Si ritiene che tale meccanismo possa scoraggiare i viaggi nell'Egeo, perché chi viene fermato sulle isole elleniche perderà la priorita per la redistribuzione in Europa e resterà in Turchia.
ALLA TURCHIA SEI MILIARDI DI EURO. Il testo approvato prevede anche un'accelerazione nella concessione del primo finanziamento da tre miliardi di euro ad Ankara, oltre che l'apertura del capitolo negoziale n. 33 (quello che riguarda il budget) per sua la futura entrata nell'Unione.
In tutto, l'Ue si è impegnata a versare sei miliardi di euro alla Turchia: «La prima lista di progetti concreti per i rifugiati (salute, educazione, infrastrutture e costi per la vita) sarà identificata entro una settimana», è scritto nell'accordo. Poi, una volta che i primi tre miliardi di euro saranno stati usati in pieno, la Ue «mobiliterà finanziamenti addizionali per altri tre miliardi entro la fine del 2018».
GLI OSTACOLI SUPERATI. Affinché l'accordo venisse raggiunto, secondo molti osservatori, occorreva superare tre ostacoli: innanzitutto definire un meccanismo per rendere legali decine di migliaia di rimpatri, in secondo luogo trovare una soluzione che rassicurasse Cipro, infine accontentare la Turchia sull'avanzamento dei negoziati per l'entrata nell'Unione europea.
NO A RIMPATRI COLLETTIVI. Il punto più complesso era il primo. E cioè come conciliare decine di migliaia di rimpatri forzosi con il rispetto dei diritti umani stabiliti dalla Convenzione di Ginevra. Il meccanismo è stato quindi trasformato: se inizialmente si era ipotizzato un rimpatrio di massa in Turchia per poi provvedere da lì a stabilire chi dovesse tornare in Europa e chi no, il meccanismo è stato parzialmente ammorbidito: i migranti saranno riportati indietro, ma le domande d'asilo per quelli che arrivano sulle isole greche saranno valutate dalle autorità europee. Inoltre, ad essere rimpatriati saranno soltanto coloro che non chiederanno asilo in Grecia, o che riceveranno una risposta negativa. La stragrande maggioranza delle persone che approdano in Grecia non chiede asilo sul posto, perché punta a farlo nei Paesi dell'Europa del Nord e cerca di sfuggire alle regole dell'accordo di Dublino, che impone che la domanda d'asilo venga presentata nello Stato di primo ingresso.
Nel testo, in relazione ai rimpatri, sarebbe stata inserita anche la parola «individuali», per specificare che ogni caso sarà valutato singolarmente e allontanare l'idea di operazioni di massa.
MERKEL:«RITORNI IN TURCHIA DAL 4 APRILE». I migranti entrati illegalmente in Grecia dalla Turchia «cominceranno a partire dal 4 aprile». Così la cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo la conclusione del vertice.

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