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OPERAZIONE 21 Marzo Mar 2016 1750 21 marzo 2016

Israele, ponti aerei per riportare gli ebrei yemeniti in patria

L'operazione segreta si è conclusa il 20 marzo. E ha riguardato circa 200 persone. Dal Marocco al Sudan: i precedenti.

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Da circa un anno, lo Yemen è in piena guerra civile.
Proprio il 21 marzo del 2015 i ribelli Houthi conquistavano la capitale Sanaa, sottraendola alle forze governative.
Quello che non si è detto, però, è che anche Israele ha svolto un ruolo in questa guerra.
Non prendendo parte al conflitto, ma organizzando in gran segreto una serie di ponti aerei per portare sul territorio israeliano gli ebrei yemeniti.
LE RIVELAZIONI DELL'AGENZIA EBRAICA. Da quando il Paese, da sempre uno dei più poveri e instabili di tutto il Medio Oriente, è travagliato dal conflitto, le autorità israeliane hanno trasportato circa 200 persone.
La notizia era rimasta segreta per ragioni di sicurezza fino al 20 marzo, quando le ultime 19 persone sono atterrate sul suolo israeliano: a quel punto, non dovendo più temere un’eventuale compromissione di missioni future, l’Agenzia Ebraica, cioè l’ente che si occupa dei rapporti con la diaspora e all’occorrenza di salvare ebrei in pericolo, ha reso nota la vicenda al quotidiano Haaretz.
L'IMMIGRAZIONE DEGLI ANNI 50. Quella dello Yemen è, insieme a quella in Etiopia, una delle più antiche comunità ebraiche del mondo. Molti degli ebrei yemeniti sono immigrati in Israele negli Anni 50: circa 51 mila stando ai dati ufficiali.
I pochi rimasti hanno vissuto una vita relativamente tranquilla fino agli anni recenti, quando due omicidi a sfondo antisemita hanno fatto capire che il clima non era ottimale: nel 2008 un insegnante ebreo era stato ucciso da un ex ufficiale dell’aeronautica (poi condannato a morte) mentre nel 2012 un ebreo yemenita è stato assassinato mentre faceva la spesa nel mercato di Sanaa da un uomo che lo accusava di praticare stregoneria.

Tra i due Paesi non esistono relazioni diplomatiche

Una manifestazione di Houthi a Taiz contro i bombardamenti sauditi.

In Yemen si sta combattendo una complessa guerra civile, dove le principali forze in campo sono il governo deposto del presidente sunnita Abed Rabbo Mansour Hadi e le milizie a esso alleate; i ribelli Houthi, una forza armata sciita che tenta di prendere il controllo del Paese dal 2004; e al Qaeda, che da quando lo Yemen è uno Stato fallito ha consolidato la propria presenza.
Anche l’Arabia Saudita, alleata del presidente Hadi, è molto coinvolta nel conflitto, tanto che effettua raid aerei: secondo alcuni, sarebbe proprio l’impegno in Yemen, molto oneroso da un punto di vista economico, ad avere spinto Riad a ridimensionare il suo ruolo nel conflitto siriano, altra guerra civile in cui i sauditi sono coinvolti.
MASSIMO RISERBO SUI DETTAGLI. In questo contesto, non è ben chiaro come l’Agenzia Ebraica abbia effettuato il ponte aereo.
Infatti il portavoce intervistato da Haaretz non ha divulgato i dettagli.
Non esistono relazioni diplomatiche tra Israele e Yemen – peraltro, data la situazione, il governo non ha il controllo del territorio. Gli Stati Uniti avevano chiuso la loro ambasciata a Sanaa per ragioni di sicurezza nel febbraio del 2015.
IL PRECEDENTE DEL MAROCCO. Le autorità israeliane non sono nuove a operazioni di questo genere. Tra il giugno del ’49 e il settembre del ’50 Israele ha trasportato circa 47 mila ebrei yemeniti con la cosiddetta “Operazione tappeto magico”, una serie di ponti aerei resi possibili dalla collaborazione del personale diplomatico britannico e americano.
Nel 1964 un ponte aereo e navale dal Marocco è stato organizzato dal Mossad, che ha trasportato 97 mila ebrei marocchini (in quel caso il Re del Paese nordafricano ha collaborato): quell’evento è noto come “Operazione Yachin”.
E QUELLI DI SUDAN ED ETIOPIA. Nel 1984 è stata la volta della più celebre “Operazione Mosé”, quando circa 8 mila ebrei etiopi sono stati fatti fuggire da un campo profughi nel Sudan, con un’azione coordinata tra la Cia, il Mossad e l’assenso del governo sudanese.
Infine, nel 1990 con l’Operazione Salomone l’aviazione israeliana sia civile che militare ha effettuato 35 ponti aerei con l’Etiopia, trasportando quasi 15 mila persone.

Twitter @annamomi

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