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MAMBO 22 Marzo Mar 2016 1056 22 marzo 2016

Renzi-Carrai, spettacolo indegno per la democrazia

L'insistenza con cui il premier spinge l'amico getta ombre sul suo progetto di governo.

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Marco Carrai, il Gianni Letta di Renzi.

L'insistenza con cui Renzi propone, e il Quirinale blocca, l'ascesa di un certo Carrai in posizioni apicali nella sicurezza è l'unica vera ragione per considerare il premier un pericolo per il Paese.
Finora questo giudizio o sentiment, assai diffusi a sinistra, si erano rivelati francamente sopra le righe.
Per quanto discutibili siano stati alcuni provvedimenti o riforme di Renzi, nessuno aveva questo profilo minaccioso.
Privatizzare i servizi segreti, metterli nelle mani di un quisque de populo a sé legato, consentire a forze estranee al Paese un accesso alle nostre informazioni costituiscono invece una minaccia per la sicurezza repubblicana.
UN SETTORE TROPPO DELICATO. I servizi, da quando sono stati bonificati con successive leggi, buona l'ultima, hanno visto al vertice dirigenti che hanno fatto bene o male.
Hanno attraversato stagioni discusse, dai rapimenti iracheni al caso Abu Omar, ma sono stati diretti da 'italiani' e da persone che avevano giurato fedeltà alla Repubblica.
In qualche caso alcune iniziative e alcuni uomini sono finiti sotto la lente e la severità della magistratura.
Oggi si propone che il settore più avanzato, e più intrusivo per la vita istituzionale, per la vita economica, per la sicurezza militare, per la libertà degli organismi di controllo, per ciascuno di noi finisca nelle mani di un caro amico del premier.
UN COMPORTAMENTO CHE FA PENSARE MALE. Non è accettabile. Sono fra quelli che criticano Renzi, ma critico forse di più chi lo demonizza. Tuttavia, la sua insistenza sulla ascesa di Carrai fa pensare male, molto male, e mette, non solo me, in condizioni di dubitare del profilo democratico del suo progetto di governo.
La smetta. Accolga i dubbi autorevolissimi che gli sono già stati illustrati. L'Italia non sopportò a lungo il rumore di sciabole, come disse Nenni, tanto meno sopporterebbe oggi il ticchettio di macchine che fanno girare informazioni delicate per la sicurezza del Paese.
La smetta. I suoi amici, i giornalisti che ne cantano le lodi, i suoi compagni di governo più avvertiti lo facciano smettere.
Non è un bello spettacolo, non è dignitoso, dà una svolta drammatica al dibattito politico. La smetta.

Twitter @giuseppecaldaro

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