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SPIRITO ASPRO 26 Marzo Mar 2016 0900 26 marzo 2016

Firmate gli accordi prenuziali e nessuno finirà cornuto e mazziato

Un contratto prima delle nozze? Il Pd e Verdini provano a introdurre la legge. Alla faccia dei bigotti ex Dc alla Fioroni.

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In Italia gli accordi pre matrimoniali sono ancora vietati.

Ta-tatta-tààà, ta-tatta-tàààà...
Sì, sto evocando la classicissima Marcia nuziale, sentita in mille film, in mille veri matrimoni di amici e forse pure nel vostro.
Così scontata e zuccherosa che si tende a dimenticare che il suo autore è il corrusco Richard Wagner, sì, quello della Cavalcata delle Valchirie di Apocalypse Now, quello che quando lo ascolti senti l'impulso di invadere la Polonia, eccetera (l'altra marcia nuziale strafamosa è dell'ebreo Felix Mendelssohn: buono a sapersi, per chi vuol essere politicamente corretto anche nel giorno del sì).
TI SPOSO, A PATTO CHE... La marcia, anzi, più esattamente il Coro nuziale di Wagner, è tratta dal Lohengrin, opera che illustra quanto sia complicato conciliare il matrimonio con la professione di Cavaliere del santo Graal, un problema decisamente superato nel 1850, quando il Lohengrin fu scritto, e forse non nevralgico nemmeno nel secolo X in cui la vicenda si colloca.
Ma un altro aspetto della trama la rende, a sorpresa, di strettissima attualità: il protagonista accetta di sposare la bella Elsa di Brabante a patto che lei non gli chieda mai chi sia, da dove venga e come si chiami.
IN ITALIA È VIETATO. All'alba dell'anno Mille i nubendi stipulano, insomma, un accordo prematrimoniale, esattamente come fanno quelli del XXI secolo in diversi Paesi del mondo, e forse presto anche in Italia, dove attualmente sono vietati in base a una concezione del matrimonio fresca come il Concilio di Trento.
Bisogna vedere se passerà la proposta di legge da poco presentata da Alessia Morani, Partito democratico, e da Luca D'Alessandro, uomo di fiducia di Denis Verdini, e quest'ultimo dettaglio è quel che più ci autorizza all'ottimismo.
VERDINI ARMA DECISIVA. Dopo il suo fondamentale contributo al via libera della legge sulle unioni civili, Verdini è diventato l'arma decisiva per l'ammodernamento e la laicizzazione delle istituzioni familiari in Italia, una versione aggiornata e tarchiata di Loris Fortuna.

Patti chiari, matrimonio lungo? L'ha fatto pure Zuckerberg

Mark Zuckerberg e la moglie Priscilla.

Certo, gli accordi prenuziali di cui si parla oggi non sono alla Lohengrin, se non altro perché grazie a Facebook e Google Elsa potrebbe scoprire non solo il nome e la provenienza dello sposo, ma anche la sua vita sociale e le sue storie precedenti.
I Lohengrin di oggi si chiamano Michael Douglas, Mark Zuckerberg e Nicole Kidman, che, assieme ai rispettivi futuri coniugi, e assistiti da avvocati la cui parcella costa come la casa in cui abito, hanno messo per iscritto linee guida grazie alle quali, in caso di fine del matrimonio, nessuno finirà cornuto e mazziato.
L'ACCORDO DÀ CORAGGIO. Secondo Morani, con la possibilità di fare altrettanto (magari davanti a un avvocato meno costoso), anche in Italia le coppie malfidate troverebbero il coraggio di fare il gran passo, sapendo che, se le cose dovessero andare male, lo scioglimento del vincolo non sarebbe una sanguinosa e dispendiosa ordalia legale.
Si tratterebbe soprattutto di patti economici per tutelare i partner in caso di rottura del matrimonio, ed eventualmente modificabili.
IN TUTELA DELLA DONNA. La tutela del partner più debole, in genere la donna, era l'obiettivo della riforma del diritto di famiglia del 1975, quello della comunione legale automatica dei beni che permetteva alla moglie casalinga di acquisire con le nozze una quota del patrimonio di famiglia pari a quella del marito.
Tutto bene finché non si divorzia, e quell'amorosa comunione di beni nata nel profumo dei fiori d'arancio va a ingrossare le file degli homeless di ex-mariti costretti a cedere il tetto coniugale e a rubare il cibo ai piccioni per fornire gli alimenti alle ex mogli.
EX MARITI INADEMPIENTI. Personalmente conosco molte più donne messe in difficoltà materiali, oltre che psicologiche, dalle inadempienze e dai ritardi degli ex coniugi nel versare il mantenimento dei figli pattuito davanti al giudice, ma dev'essere un puro caso, visto lo lo strapotere del cliché dell'ex moglie avida e fannullona che vive nel lusso fornito da un poveraccio costretto a dormire in macchina e a mangiare alla Caritas.

Bagnasco ancora tace, a indignarsi ci pensano i cattodem

Il presidente della Cei Angelo Bagnasco.

Non sorprende che proprio la Chiesa, che si trova a dover soccorrere tanti di questi disgraziati, finora non abbia alzato chiaramente la voce contro una riforma che accorcerebbe le code alle mense dei poveri, anche se quel maledetto aggettivo, «prematrimoniale», prima o poi insospettirà il cardinal Bagnasco, che di prematrimoniale tra fidanzati ammette solo i corsi organizzati in parrocchia.
BIGOTTISMO IMPOSTO. Ma essendo i prenuptial agreements all'italiana proposti da un'esponente del Pd, i primi a osteggiarla sono altri esponenti del Pd, i soliti cattodem, convinti che essere stati contro Silvio Berlusconi in passato li autorizzi nel presente a imporre alla sinistra le loro idee bigotte.
«Credo che il matrimonio sia qualcosa di più di un contratto di lavoro o di un acquisto salvo buon fine», ha detto Beppe Fioroni, dimenticando che il matrimonio nasce esattamente come contratto o un acquisto salvo buon fine, in genere quello riproduttivo.
E che la stessa Chiesa ha benedetto per secoli matrimoni dietro i quali c'erano più contrattazioni che a Wall Street.
CHE STRANI QUESTI EX DC. Che strani questi ex democristiani. Fin da giovani sguazzano fra cinismo, intrighi e lotte di potere, ma quando si parla di coppia, matrimonio e famiglia si mettono a tubare come colombe o anziane scrittrici di romanzi rosa.
E nemmeno sul tipo di Liala, molto più spregiudicata di quel che si crede, ma come la mitica Delly, nom de plume di due cattolicissimi fratelli francesi che deliziavano le nostre nonne e bisnonne con castissime love story intitolate «Fiori del focolare, fiori del chiostro» o «È mio Falnerra?», dove a dividere gli amanti era per lo più il fatto che lui non si comunicava tutte le domeniche.
Forse questo sarebbe l'unico punto su cui perfino Fioroni accetterebbe un accordo prenuziale.


Twitter @LiaCeli

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