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SFIDA 29 Marzo Mar 2016 1330 29 marzo 2016

Alberto Nobili, un terzo incomodo per la procura di Milano

L'aggiunto ed ex marito di Boccassini può spuntarla su Greco e Melillo nella corsa al Palazzaccio. Tempo di riunioni per le correnti. La partita è aperta. Giovedì 7 aprile si vota?

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Alberto Nobili.

Tra i due litiganti il terzo gode.
Entra nel vivo la partita per la nomina del nuovo procuratore capo di Milano.
Dopo un mese di discussione, a distanza di quasi sei mesi dall'addio di Edmondo Bruti Liberati ora sostituito pro tempore da Pietro Forno, la sfida per la procura più ambita in Italia è arrivata alla fine.
E i contendenti rimasti sarebbero tre: Giovanni Melillo, capo di gabinetto del ministero di Grazia e Giustizia, Francesco Greco, procuratore aggiunto di Milano, e Alberto Nobili, altro aggiunto milanese nonché ex marito di Ilda Boccassini, il numero uno dell'Antimafia.
I gruppi di Magistratura indipendente, Area e Unicost sono pronti a riunirsi per trovare la quadra.
E con tutta probabilità si va al voto la prima settimana di aprile.
C'è chi scommette che giovedì 7 possa essere la giornata giusta.
SALE L'OPZIONE GRECO. La partita è ancora molto aperta.
In queste settimane sono salite le quotazioni di Greco che da interno della procura, con un'esperienza lunga e l'appoggio di Area (la corrente dove sono confluite Magistratura democratica e Movimento per la giustizia), potrebbe proseguire la tradizione del tribunale meneghino, che nel 2010 nominò Bruti Liberati con un accordo battezzato dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
MATTARELLA PER MELILLO. A quanto pare, però, questa volta il capo dello Stato e presidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) Sergio Mattarella sarebbe a favore di Melillo, sponsorizzato pure dal vice presidente Giovanni Legnini.
A tifare per il capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando ci sarebbe anche il presidente di Cassazione Giovanni Canzio.
La situazione è fluida. Si cerca di trovare una maggioranza ampia di consensi durante la votazione del plenum.
IL ''GOVERNATIVO'' E ''L'INTERNO''. Melillo ha dalla sua le istituzioni, non avrebbe però il voto assicurato appunto di Area, suo gruppo di riferimento, che preferirebbe la continuità in procura con la nomina di Greco.
Melillo ha addosso anche l'etichetta di essere «un uomo del presidente del consiglio Matteo Renzi».
La sua nomina quindi potrebbe passare agli occhi dell'opinione pubblica come l'ennesima occupazione di una casella, molto importante, da parte dei renziani.
Al contrario l'ex pm di Mani pulite piace molto. Soprattutto a Milano, per l'esperienza e le capacità dimostrate durante l'audizione in quinta commissione di fronte alla relatrice laica e berlusconiana Elisabetta Alberti Casellati. Anche se nel suo curriculum compaiono alcune 'ombre' emerse a fine 2013 quando la procura generale si sostituì a lui per «indagini non adeguate» in sette casi di «natura fiscale».
In sostanza sullo stesso Greco pendono dei dubbi. A quanto pare non di Magistratura indipendente, che non ha pregiudizali su nessuno, ma esisterebbe una fetta ampia di Csm che lo vedrebbe come ''troppo interno'' dopo gli anni di scontri tra l'ex Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo, battaglia che ha segnato i corridoi del tribunale milanese tra il 2013 e il 2015.
NOBILI LONTANO DALLE CORRENTI. Per questo motivo c'è chi sostiene che alla fine anche Area potrebbe sparigliare le carte e votare Nobili insieme con le altre sigle, anche perché lontano da logiche governative, correntizie e che non risparmiò critiche a Bruti Liberati durante la guerra con Robledo.

Twitter @ARoldering

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