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CRISI POLITICA 30 Marzo Mar 2016 1503 30 marzo 2016

Libia, il governo sostenuto dall'Onu arriva a Tripoli

Il premier Fayez al Sarraj e i membri del consiglio presidenziale giunti nella capitale via mare. Caos tra le milizie per l'opposizione dell'attuale esecutivo al nuovo insediamento.

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Il premier del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj.

Quella che doveva essere una data storica nell'infinita crisi libica, rischia di diventare solo l'ennesimo capitolo buio.
Il premier designato del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj è sbarcato finalmente a Tripoli, dove ha proclamato l'entrata in funzione del proprio esecutivo nato sotto l'egida dell'Onu, nonostante le resistenze di consistenti fazioni nella capitale. Oltre che da auguri e incoraggiamenti della comunità internazionale, con l'Italia in prima fila, il suo ingresso a Tripoli è stato accompagnato da minacce di arresto da parte del governo islamista non riconosciuto ma insediato da quasi due anni nella capitale, che ha fatto appello «a tutti i rivoluzionari a schierarsi contro questo gruppo di intrusi».
CAOS TRA LE MILIZIE A TRIPOLI. In serata quasi tutti i negozi hanno chiuso i battenti. Nelle strade si segnala la presenza di diverse milizie armate, con quelle anti-Sarraj che starebbero preparando un'azione congiunta. Secondo diversi testimoni, alcuni gruppi armati avrebbero sparato dei colpi in aria con le anti-aeree montate sui pick-up per impedire ad alcuni sostenitori del governo di unità nazionale di radunarsi nei pressi della piazza dei Martiri, il 'cuore' di Tripoli. Ed è qui che i gruppi fedeli al governo Sarraj potrebbero decidere di lanciare nelle prossime ore l'offensiva per assicurare al governo la capacità di operare. «C'è il dispiegamento di milizie ostili», fa sapere l'inviato speciale dell'Italia per la Libia, Giorgio Starace: Sarraj «dovrà mostrare equilibrio, aprire il dialogo e il confronto» con gli oppositori. Ma soprattutto con il Parlamento di Tobruk, l'unico riconosciuto internazionalmente, che ha lasciato intendere che non ci sarà alcun passaggio di poteri fin quando il governo Sarraj non avrà luce verde in Aula.

  • L'arrivo del premier Sarraj a Tripoli.

L'ARRIVO VIA MARE. Dato che gli era stato chiuso lo spazio aereo, Sarraj è arrivato via mare da Tunisi e si è insediato in una base navale che utilizzerà come «quartier generale temporaneo in attesa che sia garantita la sicurezza in un'altra sede a Tripoli», come ha annunciato un suo portavoce. Il colonnello Abdel Rahman al Tawil, capo della commissione sicurezza del Consiglio di presidenza, ha assicurato che «nessuna forza straniera ha partecipato all'operazione».
Col chiaro intento di rendere meno incendiario l'arrivo, il portavoce ha sostenuto che ad entrare è stato «il consiglio presidenziale» guidato da Sarraj, ossia il nucleo dell'esecutivo, «e non il governo di intesa nazionale» vero e proprio.
LE OPPOSIZIONI DI TOBRUK. Questo peraltro si era visto negare la fiducia per la quinta volta ieri dal parlamento riconosciuto internazionalmente ma rifugiato a Tobruk, dove c'è un terzo premier, anch'egli ostile al governo di unità nazionale. Sarraj ha comunque annunciato che «il governo di accordo nazionale ha preso le proprie funzioni dalla capitale, Tripoli» e ha esortato i libici a «unire gli sforzi» per «contrastare Daesh», lo Stato islamico, che ha conquistato il centro del golfo della Sirte. Il premier ha d'altra parte ribadito che la sharia (la legge islamica) resta la fonte del diritto, così come previsto dagli accordi di Skhirat del 17 dicembre scorso.
RENZI: «LAVORARE NELL'INTERESSE DELLA LIBIA». «Ci auguriamo che il governo Sarraj possa ora lavorare nell'interesse della Libia e del popolo libico», ha commentato il premier Matteo Renzi, mentre il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha sottolineato che si tratta di «un altro passo avanti per la stabilizzazione della Libia»: un obbiettivo per il quale «l'Italia è stata sempre in prima linea, con numerose iniziative diplomatiche». L'Onu, attraverso il suo inviato speciale Martin Kobler, ha ricordato che il mondo è «pronto ad assicurare il necessario sostegno e assistenza». E l'Alto rappresentante europeo Federica Mogherini ha affermato che la Ue ha pronto un pacchetto di «aiuti sostanziali da 100 milioni di euro». Sarraj si è visto però mettere in guardia dal 'premier' del governo di Tripoli, Khalifa Ghwell, che da giorni ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale. «Il suo ingresso è illegale» e ora «ha due opzioni», ha minacciato: «Consegnarsi alle autorità o tornare a Tunisi».

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