Marò: Pinotti, augurio chiudere presto
DIPLOMAZIA 30 Marzo Mar 2016 2033 30 marzo 2016

Marò, i tempi dell'arbitrato e le tappe della vicenda

Salvatore Girone rientra in Italia il 2 giugno. Rischiava altri tre-quattro anni di detenzione in attesa del giudizio del tribunale dell'Aja.

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Potrebbe durare «altri 3 o 4 anni» l'arbitrato internazionale sul caso marò, come paventato il 30 marzo 2016 dall'Italia nel corso dell'udienza all'Aja per il rientro in patria di Salvatore Girone. La decisione sulle misure provvisorie a tutela del fuciliere è arrivata alla fine di aprile. Il 26 maggio la Corte Suprema di New Delhi ne ha dato attuazione: il marò tornerà in Italia il 2 giugno e potrà rimanervi fino al termine del procedimento, destinato a dirimere il conflitto di giurisdizione sul caso.
IN ATTESA DI UN PROCESSO. Girone era trattenuto in attesa di un verdetto, o meglio di un processo, e persino di conoscere quale tribunale avrebbe dovuto processarlo. Ecco quali sono i tempi dell'arbitrato e le tappe della vicenda dell'Enrica Lexie.

DURATA MEDIA. In base ai casi affrontati in passato da un Tribunale arbitrale, la durata media è di 3 anni, 3 mesi e 23 giorni;
16 SETTEMBRE 2016. L'Italia deve presentare una Memoria scritta.
31 MARZO 2017. L'India presenta a sua volta una Memoria scritta;
28 LUGLIO 2017. L'Italia presenta una prima replica;
1 DICEMBRE 2017. Tocca all'India presentare la replica;
2 FEBBRAIO 2018. L'Italia ha la possibilità di presentare un'ulteriore contro-replica;
AGOSTO 2018. In base alle regole stabilite dal Tribunale, i cinque giudici avranno 6 mesi di tempo dall'ultima replica italiana per decidere, arrivando così all'estate del 2018;
RISERVA DEL TRIBUNALE. Il Tribunale arbitrale si riserva inoltre di poter allungare la presentazione delle rispettive dichiarazioni 'in accordo con le Parti';
ECCEZIONI PRELIMINARI. L'intero calendario potrebbe tuttavia slittare ulteriormente nel caso l'India presentasse 'eccezioni preliminari' di vario genere.

Tutte le tappe della vicenda

Quasi 50 mesi di attese, rinvii e qualche spiraglio rimasto tale: sono passati quattro anni da quel 15 febbraio del 2012 quando a bordo della E. Lexie i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, furono accusati di aver ucciso due pescatori indiani.
Ecco una breve cronologia della lunga vicenda:
15 febbraio 2012: I marò in servizio antipirateria sulla Enrica Lexie sparano, secondo l'accusa, contro il peschereccio St.Antony scambiandolo per una barca di pirati e uccidono due pescatori. Gli italiani sostengono di aver sparato solo colpi di avvertimento.
19 febbraio 2012: I due militari vengono fatti scendere dalla nave a Kochi e fermati.
28 febbraio 2012: Interviene il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura. Per l'Italia la vicenda coinvolge 'organi di Stato operanti in contrasto antipirateria sotto bandiera italiana, in acque internazionali'.
5-6 marzo 2012: Il giudice manda i due militari in carcere a Trivandrum.
30 maggio 2012: L'Alta Corte del Kerala concede la libertà su cauzione.
20 dicembre 2012: In attesa del verdetto della Corte Suprema su giurisdizione, viene concessa una licenza di due settimane per Natale.
4 gennaio 2013: I due marò tornano in India.
18 gennaio 2013: La Corte Suprema stabilisce che il Kerala non ha giurisdizione, il caso viene trasferito a New Delhi.
22 febbraio 2013: Ai due militari viene concesso un nuovo permesso in Italia per quattro settimane per poter votare.
11 marzo 2013: L'Italia annuncia che non rientreranno in India il 22 marzo perché New Delhi ha violato il diritto internazionale. Il premier indiano minaccia 'seri provvedimenti'.
22 marzo 2013: I due militari ripartono per l'India e tornano presso l'ambasciata d'Italia a New Delhi.
26 marzo 2013: Il ministro degli Esteri Giulio Terzi si dimette contro la decisione.
30 marzo 2013: Le nuove indagini vengono affidate alla polizia antiterrorismo Nia.
10 aprile 2013: Il premier indiano garantisce che 'il caso non comporta la pena capitale'.
26 aprile 2013: La Corte Suprema non interviene sulla scelta della polizia. Le indagini restano affidate alla Nia, nonostante la forte opposizione italiana.
3 maggio 2013: Il premier Enrico Letta nomina De Mistura inviato speciale.
10 luglio 2013: Latorre e Girone vengono interrogati dalla Nia.
11 novembre 2013: Quattro altri Fucilieri della Enrica Lexie sono interrogati in videoconferenza nell'ambasciata indiana a Roma.
27 gennaio 2014: Missione parlamentare italiana in India.
26 marzo 2014: De Mistura dichiara: 'L'Italia punta all'internazionalizzazione del caso'.
28 marzo 2014: Corte Suprema stabilisce che 'non sarà applicata la legge antiterrorismo Sua Act' che prevede la pena capitale.
28 maggio 2014: Il legale dei marò viene nominato Attorney General.
2 giugno 2014: In collegamento con il Parlamento, Girone esclama: 'Abbiamo obbedito ad un ordine e mantenuto la parola. Dopo due anni ancora qui!'.
31 agosto 2014: Latorre perde conoscenza in casa per un'ischemia. È ricoverato in ospedale a New Delhi.
6 settembre 2014: Latorre presenta una richiesta di rientro in Italia e il giorno dopo viene dimesso dal Sir Ram Ganga Hospital.
12 settembre 2014: Sì all'istanza di rientro di Latorre in Italia per quattro mesi. Il giorno dopo il marò arriva in Puglia.
16 novembre 2014: La Corte Suprema dice 'no' alla richieste di Latorre (proroga della permanenza in Italia) e Girone (licenza in famiglia). Viene fissata un'udienza per il 9 marzo.
17 novembre 2014: L'ambasciatore italiano a New Delhi, Daniele Mancini, viene chiamato a Roma per consultazioni.
2 gennaio 2015: Ricovero di Latorre a San Donato, tre giorni dopo viene operato al cuore.
14 gennaio 2015: Ok della Corte Suprema a una nuova richiesta di Latorre di rimanere altri tre mesi in Italia.
15 gennaio 2015: Il parlamento europeo approva una risoluzione pro-marò che l'India giudica 'inopportuna'.
3 febbraio 2015: Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella esprime l'auspicio che la 'vicenda trovi al più presto soluzione positiva'.
9 aprile 2015: La Corte Suprema indiana concede a Latorre di prolungare la degenza in Italia di altri tre mesi per continuare le cure.
13 luglio 2015: La procura indiana accetta in Corte suprema il procedimento di arbitrato internazionale presentato dall'Italia presso la Corte permanente di arbitraggio (Cpa) e acconsente a estendere di 6 mesi il permesso in Italia di Latorre.
21 luglio 2015: L'Italia fa ricorso al Tribunale internazionale del diritto del mare (Itlos) di Amburgo, chiedendo che fino alla sentenza arbitrale Latorre resti in Italia e Girone rientri.
24 agosto 2015: Il Tribunale di Amburgo decide che, in attesa della conclusione dell'arbitrato, 'Italia e India devono sospendere ogni iniziativa giudiziaria e non intraprenderne di nuove che possano aggravare la disputa'. Viene quindi tolta la giurisdizione all'India, ma non viene accolta la richiesta italiana per il rientro di Girone in Italia e la permanenza di Latorre in Italia.

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