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EUROPA 30 Marzo Mar 2016 1738 30 marzo 2016

Nato, gli Usa intensificano la presenza militare al confine con la Russia

Il Wall Street Journal rivela il piano del Pentagono per rafforzare le frontiere europee: truppe, tank e veicoli corazzati per un budget di 3,4 miliardi di dollari.

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Truppe americane e ucraine partecipano a un'esercitazione nell'Ucraina dell'Est.

Il Pentagono ha pronto un piano per schierare in maniera permanente truppe, tank e veicoli corazzati lungo il confine Est della Nato per prevenire ogni tipo di aggressione da parte della Russia. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che si tratterebbe di un dispiegamento di forze armate come non si vedeva dalla fine della Guerra Fredda. La Casa Bianca ha già approvato le linee generali del piano che dovrebbe partire nel febbraio 2017, stanziando 3,4 miliardi di dollari.

  • Il nuovo piano del Pentagono per il confine dell'Est Europa (Wall Street Journal).

Il piano prevede il dispiegamento di circa 4.200 soldati tra sei stati membri della Nato nell'Europa dell'Est: Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Romania e Bulgaria. Il generale Ben Hodges, comandante delle forze Usa in Europa, ha spiegato come l'obiettivo sia proprio quello di creare una presenza costante» di forze americane lungo i confini Est della Nato.
TRANQUILLIZZARE I PAESI AL CONFINE. Mentre il vice segretario alla Difesa, Robert Work, ha sottolineato come il nuovo piano dovrebbe tranquillizzare i Paesi dell'est europeo, preoccupati dalla mire espansionistiche della Russia dopo l'intervento in Ucraina. Work ha quindi spiegato come nell'area verranno dispiegati i mezzi più moderni a disposizione delle forze armate americane.
MANCA LA FIRMA DEL CONGRESSO. Il Congresso statunitense deve ancora approvare il piano, e in un anno di elezioni non è facile stabilire se firmerà in bianco. Da parte Repubblicana sono sempre più evidenti le tendenze isolazioniste dei candidati, e nonostante l'antipatia dell'establishment verso di loro, un aumento delle spese per la Nato (il piano quadruplicherebbe i costi per la difesa dell'Europa) potrebbe non essere ben visto.
IL CREMLINO: «PRONTA RISPOSTA ASIMMETRICA». La risposta della Russia al rafforzamento dell'Alleanza Atlantica sui suoi confini sarà «asimmetrica»: lo ha dichiarato il rappresentante di Mosca presso la Nato, Aleksandr Grushko. «Non siamo osservatori passivi, noi gradualmente realizziamo tutte quelle misure militari che riteniamo necessarie per compensare questa presenza rafforzata e non giustificata da nulla», ha detto Grushko secondo la Tass. «Naturalmente la risposta - ha proseguito il rappresentante della Russia presso la Nato - sarà assolutamente asimmetrica, sarà calibrata a tal punto da corrispondere alla nostra visione sul grado della minaccia militare e da essere massimamente efficace e non estremamente costosa».


Martedì 29 marzo un funzionario russo aveva affermato che Mosca guarda con preoccupazione alle manovre degli Usa e dei suoi alleati e che il piano di difesa sia in realtà un pretesto per aumentare la pressione sui confini russi. Secondo il Cremlino, l'aumento di uomini e mezzi nei Paesi confinanti con la Russia viola il patto del 1997 che stabilisce il divieto di forze permanenti sulla frontiera russa. Il ricircolo continuo degli effettivi serve proprio ad aggirare questo divieto.
RASSICURARE GLI ALLEATI. Nonostante in Medio Oriente la collaborazione tra i due grandi rivali della Guerra Fredda abbia portato buoni risultati, nel Vecchio continente la tensione tra Usa e Russia rimane alta. A partire dalla rivoluzione in Ucraina, la Nato e Washington hanno fatto capire a Mosca di non poter agire indisturbata sui confini europei e le recenti mosse americane puntano a ribadire questo concetto. Inoltre, con la decisione di potenziare i confini, gli Usa rispondono alle recenti critiche degli alleati europei che hanno in più riprese denunciato una scarsa attenzione da parte americana su quel che si muove ad Est.

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