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POLITICA 30 Marzo Mar 2016 1504 30 marzo 2016

Roma, Marino: «Se avessi seguito il Pd sarei in galera»

L'ex sindaco attacca il Partito democratico e Renzi: «Nella Capitale stanno tornando le lobby, e Renzi ci si siede a tavola».

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Ignazio Marino alla presentazione del suo nuovo libro 'Un marziano a Roma'.

Quello che Ignazio Marino definisce «un atto d'amore verso Roma», sembra più che altro una vendetta contro il Partito democratico e Matteo Renzi, dopo le fratture sorte nei giorni delle sue dimissioni.
Durante la presentazione del suo nuovo libro Un marziano a Roma, l'ex sindaco si è tolto tutti i sassolini che aveva nelle scarpe, e ha attaccato duro: «Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento».
«NELL'ALLONTANARMI, RENZI RALLENTA IL CAMBIAMENTO». Una conferenza stampa che sembra quasi una liberazione per Marino, che a quasi cinque mesi dalle sue dimissioni non risparmia parole pesanti per il suo partito e per il premier Matteo Renzi. Già in mattinata, in un'intervista a Radio Capital, Marino aveva colpito: «Nell'allontanarmi, questo governo, che risponde a Matteo Renzi, ha fermato molti dei cambiamenti che noi avevamo messo in atto. Si sta cercando di fermare il cambiamento che non alimentava, foraggiava i partiti, compreso il Pd».
«A ROMA TORNANO LE LOBBY, PER RENZI È UN BENE». Ma le responsabilità del premier, dal punto di vista dell'ex sindaco, vanno oltre la contesa che lo ha portato all'addio: «Se la si vede dal punto di vista del capo del governo, Roma è migliorata perché stanno ritornando le lobby», ha detto in conferenza stampa, «Il cittadino, rispetto alle lobby che governano la città e si riuniscono nei salotti, vanno a pranzo con il presidente del Consiglio e decidono quali devono essere le aree dove costruire, ne soffre».
«IL PREMIER NON HA MAI AVUTO UN VOTO». Un affondo che colpisce il premier su un argomento usato a lungo dai suoi oppositori e che riguarda i suoi rapporti molto stretti con il settore privato a discapito delle decisioni del partito e dei cittadini che rappresenta. «L'atteggiamento di Renzi è irresponsabile. D'altra parte - ha sottolineato Marino - se lo può permettere perché è un presidente del Consiglio che non ha avuto neanche un voto».
«IL GOVERNO ATTUALE È DI CENTRODESTRA». Ma l'attacco non finisce qui, e continua con le accuse di aver creato un sistema di governo ibrido, in ostaggio del centrodestra. «In questo momento noi abbiamo non un governo di centrosinistra ma di centrodestra, con Alfano e Lorenzin di Ncd, e al Senato l'appoggio di Verdini», ha detto Marino.
L'ex sindaco ha commentato anche le recenti nomine della dirigenza Rai: «Siamo finiti in una situazione in cui il presidente del Consiglio sceglie il direttore generale della Rai e i direttori delle reti. Se lo avesse fatto Berlusconi vi assicuro che molti giornali in questo Paese si sarebbero ribellati».
LA VICENDA DELL'INVITO DEL PAPA. Marino è tornato anche sulla vicenda del viaggio in America al seguito del papa, che aveva suscitato polemica quando Francesco aveva sostenuto di non averlo mai invitato negli Usa. «Ho avuto un incontro il 1 febbraio con il Papa», ha detto alla stampa, «Abbiamo avuto una lunga e piacevole conversazione in cui ho ripercorso la mia visione dei fatti e sicuramente non va a attribuito a lui (la sua caduta, ndr) quel che va attribuito a Renzi o al Pd. Ma alcuni hanno voluto interpretare le sue parole come un via libera a sciogliere i cani contro si me per potersi liberare della mia figura. Ho usato queste parole e con la sua autorizzazione le ho riportate. Abbiamo stabilito che avrei raccontato non solo quel l'incontro ma anche altri con lui e che egli avrebbe riletto il testo prima della pubblicazione».
MAFIA CAPITALE. «Quando iniziò la vicenda nel dicembre 2014 ed era evidente che né io né la mia Giunta avevamo nulla a che fare con quel mondo, l'allora vicesindaco Luigi Nieri mi disse 'perché non ti dimetti adesso, verrai rieletto a furor di popolo nella primavera 2015'. Io ho ragionato come avrei fatto in sala operatoria: ero vicinissimo a chiudere per la prima volta il bilancio preventivo del 2015 entro il 2014 e dovevo buttare la città in una campagna elettorale solo perché io ne avrei avuto un grande vantaggio? Ho scelto di chiudere il bilancio 2015 entro il dicembre 2014».
A BREVE LA QUESTIONE CANDIDATURA. Alla domanda se fosse intenzionato a correre nuovamente per la poltrona di sindaco, Marino non ha rilasciato dichiarazioni definitive. «Credo che in questo momento i partiti non abbiano più la dignità per esprimere una candidatura in una città come Roma», ha detto Marino, «Spero in un movimento e una mobilitazione civica che offra l'opportunità ad un candidato di governare la città. Io non ho detto che mi ricandido. La mia candidatura sarà tema di dibattito nelle prossime ore».

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