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MAMBO 30 Marzo Mar 2016 0907 30 marzo 2016

Salvini, da alleato di Casa Pound ad amico di Israele

Il leader della Lega cerca legittimmazione. Ma il suo opportunismo ha le gambe corte.

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Matteo Salvini, leader della Lega Nord.

Sulla critica al “politicamente corretto” di sinistra c’è un’ampia letteratura giornalistica nutrita da pensose riflessioni di ex lottacontinuisti, ex potere-operaio, craxiani inferociti con i comunisti di ogni età, penosi ex dalemiani in cerca di diventare, finalmente, consiglieri del dio maggiore. Spesso ci prendono, nel senso che colgono (del resto si parla anche di loro, della loro biografia) i tic e i difetti del mondo che hanno lasciato vergognandosene a vita.
Del “politicamente corretto” di destra si parla assai meno. È politicamente corretto a destra sostenere che il terrorismo rivela che l’Islam è irrecuperabile, che i migranti sono potenzialmente tutti clandestini e proto-terroristi, che ogni accenno a fisco equo e a redistribuzione è segno di nuovo statalismo, che il comunismo continua a essere una minaccia quotidiana, che ogni battaglia ambientalista è contro il progresso (talché vediamo nuclearisti e “trivellatori” incalliti fra ex ambientalisti all’epoca altrettanto incalliti), che se fai un viaggio in Israele ti mondi di tutti i peccati.
QUEI VIAGGI PURIFICATORI. Non mi va di ricordare il mio rapporto con Israele. È lì. Chi lo vuole conoscere lo conosca. Chi no, vada al diavolo. Tuttavia, se osservo la parabola dei leader di destra e anche di estrema destra, noto che, a un certo punto del loro percorso, avvicinandosi al potere, vogliono fare un viaggio di legittimazione in Israele.
Gianfranco Fini fece una scelta coraggiosa, fra le tante che ha fatto, e che purtuttavia non lo hanno salvato dalla vendetta dei berluscones e dei suoi colonnelli sleali. Tornò da Israele un leader di destra diverso.
Fece, invece, più impressione la vicinanza di leader della comunità ebraica romana attorno ad Alemanno sindaco, cioè all’esponente, indipendentemente dalle attuali pendenze giudiziarie, fra i più estremi, ideologicamente, del suo campo.
Oggi tocca a Salvini andare in Israele, a incontrare prevalentemente leader dei partiti di destra, ma con lo stesso spirito di auto-legittimazione. Andrà anche a Yad Vashem, il luogo in cui si ricorda la Shoa, un posto che induce commozione suprema quasi quanto si può provare a Birkenau 2.
Il leader che varcherà quelle porte è alleato di Casa Pound e di altre formazioni di destra ideologicamente estrema. Ora Salvini dice che non sente i loro capi da due anni (meno, meno!!), tuttavia quando li sentiva aveva con loro sintonia in tutto e sappiamo che cosa vuol dire essere sintonici con Casa Pound.
DA CASA POUND ALL'OMAGGIO ALLA SHOA. Il capo della Lega è anche espressione di una aggressiva cultura xenofoba, anti-immigrati e anti-rom (altre vittime della Shoa). Non necessariamente ciascuna di queste posizioni porta all’antisemitismo, ma siamo molto, molto vicini.
Non si capisce perché questa benevolenza verso di lui mentre quelli di sinistra che criticano il governo di Israele sono tout court antisemiti.
Ora Salvini vada dove lo porta il cuore o la campagna elettorale. Vorrei però leggere qualche pensosa disamina su un centrodestra che ha in lui un punto di riferimento, vorrei che si studino con la stessa ferocia analitica dedicata alla sinistra le giravolte di questo opportunista (è una critica politica, qualcuno lo spieghi a Salvini) che talvolta si fa un giro di ballo con la Le Pen, altre con Casa Pound e ora entrerà compunto a Yad Vashem.
Cari amici della destra, cari ebrei di destra, fratelli mei, potete esercitarvi un po’ su di lui?

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