Boccia 160331132750
VISTI DA VICINISSIMO 31 Marzo Mar 2016 1300 31 marzo 2016

Boccia eletto, ma all'assemblea di maggio rischia

Il campano designato presidente di Confindustria. Battuto Vacchi per soli 9 voti. Marcegaglia esulta. Però l'assemblea generale di maggio può riservare sorprese.

  • ...

Vincenzo Boccia.

Alla 30esima scheda scrutinata Alberto Vacchi aveva 20 voti e Vincenzo Boccia 10.
Per l’imprenditore bolognese sembrava fatta.
I suoi sponsor - da Luca Cordero di Montezemolo a Gianfelice Rocca fino ad Antonio D’Amato - stavano già gridando vittoria, mentre tra quelli di Boccia - Emma Marcegaglia in primis - si è sparso il panico.
Ma ben presto, agli uni l’urlo di esultanza si è strozzato in gola, e agli altri è tornato il sorriso: perché con il succedersi dello scrutinio, prima le forze si sono equilibrate e poi Boccia ha preso il sopravvento.
LA ZARINA RAGGIANTE. Alla fine la più raggiante era Emma la zarina, il più deluso Aurelio (Regina) il carrierista, il più sollevato Giorgio Squinzi.
La Marcegaglia era tesa come una corda di violino dopo la botta micidiale che le aveva rifilato Il Fatto Quotidiano, svelando che il suo gruppo ha oltre 2 miliardi di debiti con le banche e facendo capire che la signora mantovana va in giro con il cappello di presidente dell’Eni e la giacca di padrona di Confindustria per sistemare i guai propri (e del fratello). Per lei che vincesse Boccia il debole, sua creatura, era fondamentale.
Ecco perché alla fine sembrava che avessero eletto lei e non il buon salernitano.
DISPERAZIONE PER REGINA. Viceversa, sul volto di Regina era disegnata la disperazione, perché aveva già assaporato il gusto di una vice presidenza vicaria, strumento attraverso il quale avrebbe potuto piazzare uomini suoi - a cominciare da Attilio Tranquilli a Unindustria Roma - in posizioni strategiche nel sistema confindustriale.
Infine, Squinzi era sollevato non solo perché terminano i suoi impegni - tanto più gravosi in quanto le sue condizioni di salute non sono buone -, ma perché dopo un infinito tira e molla, proprio il 30 marzo aveva sciolto le ultime riserve e deciso di schierarsi per Boccia.
IL 25 MAGGIO NON SARÀ FACILE. Anzi, tutti dicono che alla fine, vista l’esiguità dello scarto, i voti degli amici del presidente uscente sono stati quelli più determinanti per la vittoria di Boccia.
Al quale - date retta alla vostra lince - non sarà facile portare a casa la vittoria il 25 maggio, in sede di assemblea.
Bisogna infatti ricordare che per ora Boccia è solo il candidato designato alla presidenza, e che presidente lo diventerà, se lo diventerà, in assemblea generale.
La quale vede partecipare e votare tutt’altre figure rispetto ai 198 (ridotti a 192 per sei assenze) del 31 marzo.
E SE IL GAP RIMANESSE STRIMINZITO? È vero che nella storia di Confindustria non solo tutti i designati sono stati eletti, ma hanno avuto decisamente incrementato il loro bagaglio di voti.
Ma la domanda che circola oggi è proprio questa: sarà così anche stavolta?
E cosa succederebbe se in assemblea Boccia dovesse non si dice andare sotto, ma riportare la stessa striminzita percentuale con cui ha vinto su Vacchi?

Correlati

Potresti esserti perso