Salvatore Girone 140706110843
CASO 31 Marzo Mar 2016 2229 31 marzo 2016

Marò, l'India apre uno spiraglio: «Dateci garanzie su Girone»

I giudici dell'Aja hanno chiesto «cosa sarebbe accettabile» per permettere il ritorno del fuciliere in Italia. In attesa della decisione sul conflitto di giurisdizione.

  • ...

Salvatore Girone.

Al termine di due giorni di duri botta e risposta tra Italia e India, nelle udienze davanti al Tribunale arbitrale dell'Aja, si intravede uno spiraglio per il marò Salvatore Girone, da quattro anni in libertà vigilata a New Delhi.
Nelle sue ultime dichiarazioni in aula l'agente del governo indiano, la signora Neeru Chadha, ha ribadito di non voler lasciarlo rientrare in Italia in attesa della fine dell'arbitrato, prevista tra altri 3 o 4 anni. Ma se il Tribunale arbitrale dovesse proprio accogliere la richiesta di misure provvisorie a sua tutela, avanzata dal governo italiano, Delhi ha chiesto che «lo stesso Tribunale stabilisca delle garanzie sulla presenza» del Fuciliere in India, qualora le fosse riconosciuta la giurisdizione e si aprisse un processo a suo carico.
LA MOSSA DEI GIUDICI DELL'AJA. A smuovere le acque nel tardo pomeriggio di giovedì 31 marzo è stata una domanda posta al team indiano dai cinque giudici arbitrali, poco prima dell'ultima replica indiana: «Cosa sarebbe accettabile per l'India?». Che il governo indiano cercasse garanzie su un eventuale ritorno di Girone a Delhi era già emerso nell'udienza di mercoledì 30 marzo, e nelle Osservazioni scritte depositate al Tribunale lo scorso febbraio. Tanto da far ripetere più e più volte, all'agente del governo italiano, l'ambasciatore Francesco Azzarello, che l'Italia rispetterà «qualsiasi decisione prenderà il Tribunale arbitrale» in merito a Girone.
LE RASSICURAZIONI DELL'ITALIA. Compresa quella di riportarlo a Delhi, se dovesse chiederlo l'ordine conclusivo dell'arbitrato e anche le eventuali garanzie. In precedenza anche l'avvocato del collegio di difesa italiano, il britannico Sir Daniel Bethlehem, si era rivolto ai giudici chiedendo: «Questo Tribunale considera affidabile, di fatto e di diritto, l'impegno dell'Italia a restituire Girone all'India, se questo fosse richiesto dal Tribunale stesso? Se sì, le misure provvisorie che l'Italia richiede sono sia appropriate che necessarie».
L'AMBASCIATORE AZZARELLO: «PIENA FIDUCIA NEL TRIBUNALE». A fine giornata, l'ambasciatore Azzarello ha commentato: «Da parte nostra riteniamo che le nostre argomentazioni siano assolutamente fondate e abbiamo piena fiducia nel Tribunale arbitrale». Resta da capire quale tipo di garanzie i giudici potrebbero decidere di inserire nella loro sentenza, attesa non prima di un mese. Bethlehem, nella giornata di mercoledì, aveva invitato il Tribunale a valutare la possibilità di «imporre condizioni» al rientro di Girone, come il ritiro del suo passaporto o il divieto di andare all'estero senza un preciso permesso.
LA PALLA PASSA AL COLLEGIO. Ma adesso ogni decisione è nelle mani del collegio arbitrale. Nel frattempo Massimiliano Latorre, l'altro fuciliere accusato di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati il 15 febbraio 2012 al largo del Kerala, attende in convalescenza a Taranto l'udienza della Corte Suprema indiana sul permesso, concessogli dopo un ictus, in scadenza il prossimo 30 aprile.

Correlati

Potresti esserti perso