Renzi Chicago 160331110343
VIAGGIO 31 Marzo Mar 2016 1050 31 marzo 2016

Renzi a Chicago, Marchionne: «Voterei per lui»

Il premier in visita negli Usa. Duetta col sindaco Emanuel e incassa l'endorsement dell'amministratore delegato di Fca.

  • ...

Sweet home Chicago. Matteo Renzi deve essersi sentito veramente a casa durante la sua visita alla Città del vento, il 30 marzo 2016. A casa e circondato dagli amici, tra gentilezze ed endorsement.
Come quelle del sindaco Rahm Emanuel, che gli ha dato il benvenuto, ha fatto jogging con lui, e sempre con lui ha duettato sulle note di Sweet home Chicago.
Come quello di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca, che non ha avuto dubbi nel confermare la sua stima al presidente del Consiglio: «Se me lo chiedete, in Italia voterei per Renzi».
Sì, il premier deve proprio essersi goduto la serata passata nella cornice dell'Art Institute progettato da Renzo Piano.

  • Renzi canta Sweet Home Chicago con Rahm Emanuel (©Ansa).

UN ASSE RINNOVATO. L'asse col numero uno di Fiat Chrysler non è una novità. I due sono stati le star del forum organizzato dall'Ice (Istituto per il commercio estero). Un evento dedicato alle imprese italiane leader nell'innovazione tecnologica che si sono presentate al mercato americano.
Marchionne - arrivato a sorpresa nella sede della Booth School della Università di Chicago - ha ribadito la sua fiducia in Matteo e nel cammino di riforme intrapreso dal suo governo.
Riforme che l'Italia, un Paese «che deve liberarsi di un lungo fardello di inefficienze», aspettava da tempo.
«Renzi ha parlato qui di stabilità», ha spiegato l'amministratore delegato di Fca, «e la stabilità politica del Paese è importante, fondamentale. Oltre 60 presidenti del consiglio in 70 anni è una cosa inconcepibile».
«LA SUA PRESENZA QUI È UN SEGNALE IMPORTANTE». Marchionne ha poi lodato la capacità del premier di «fare sistema», e la decisione di andare a Chicago per promuovere le aziende italiane che rappresentano un'eccellenza nel settore della robotica, dell'aerospazio, dell'energia, della meccanica. «Il fatto che qui ci sia stato Renzi è un fatto e un segnale molto importante», ha commentato.
E Renzi è sembrato voler confermare questa fiducia con le sue parole pronunciate a Chicago: «Nel nostro Paese aumentare le tasse è impossibile, l'unica soluzione è ridurle», una battuta ma anche una promessa, prima di ribadire che bisogna costruire una visione per i prossimi 20 anni, ricordando il collegamento tra gli Stati Uniti e l'Italia, così come tra Chicago e tante città del Belpaese, prima tra tutte quella a lui tanto cara «che si trova tra Roma e Bologna», ma che, mantenendosi super partes, non ha voluto nominare.
TRA BELLEZZA E TERRORISMO. E mentre la serata proseguiva, tra le gentilezze riservate da Emanuel a Renzi e moglie, il premier italiano lodava la città che l'ha ospitato: «Chicago non è una semplice città, è una incredibile parte del futuro», ha detto il capo di governo italiano prendendo in prestito le parole di Dostoevskij: «La bellezza salverà il mondo. Bellezza che si incarna nella cultura dell'Art Institute, nella scienza del Fermi Lab visitato in mattinata, e nella musica».
Ma il premier ha anche ricordato gli ultimi attacchi terroristici: «Siamo sotto attacco dei jihadisti, che cercano di uccidere i simboli delle nostre comunità, ma ognuno di noi deve ricordare il senso delle nostre sfide, la voglia di mantenere le nostre idee e i nostri ideali».

Correlati

Potresti esserti perso