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POLITICA 31 Marzo Mar 2016 1810 31 marzo 2016

Tempa Rossa, Guidi si dimette

L'annuncio in serata dopo l'intercettazione in cui auspicava il passaggio di un emendamento che avrebbe favorito il compagno.

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Federica Guidi.

Al termine di una giornata che l'ha vista trascinata nella bufera per via dell'intercettazione col compagno indagato nella quale auspicava il passaggio di un emendamento, il ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi ha rassegnato le sue dimissioni.
«CERTA DELLA BUONA FEDE». Nella lettera inviata al premier Renzi, Guidi ha scritto: «Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni dall'incarico di ministro. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese».
RASSICURAZIONI SULL'EMENDAMENTO. Dalle carte dell'inchiesta di Potenza, il ministro dello Sviluppo economico, intercettata col compagno Gianluca Gemelli, lo rassicurava circa un emendamento inserito nella legge di Stabilità 2015 riguardante l'impianto di Tempa Rossa, in Basilicata.
Un emendamento che, stando agli inquirenti, avrebbe favorito gli affari di Gemelli, imprenditore e commissario di Confindustria Siracusa, al momento indagato ccon l'accusa di traffico di influenze. L'intercettazione che ha inguaiato Guidi chiama in causa il centro del potere del governo Renzi, visto che il ministro cita anche Maria Elena Boschi: «Anche Maria Elena è d'accordo».

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