Federica Guidi 160401150354
POLITICA 1 Aprile Apr 2016 1502 01 aprile 2016

Guidi, le opposizioni vogliono sfiduciare il governo

Renzi prende l'interim e difende il ministro Boschi: «Non ci manderanno a casa». Di Maio annuncia una mozione. Forza Italia d'accordo. Fico rifiuta l'aiuto della Lega. La minoranza Pd chiede chiarimenti in direzione.

  • ...

L'ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.

C'è chi chiede subito una legge sulle lobby, e chi invece vuole sfiduciare l'intero governo Renzi.
Il caso Guidi, ex ministro dello Sviluppo economico che si è dimessa giovedì 31 marzo, dopo la pubblicazione di un'intercettazione compromettente con il compagno Gianluca Gemelli, indagato a Potenza per traffico d'influenze, provoca una pioggia di reazioni politiche in cui l'esecutivo annaspa. A peggiorare il tutto, la notizia che i pm sentiranno a Roma il ministro dimissionario e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi in merito all'inchiesta sul petrolio in Basilicata.
RENZI: «NON CI MANDERANNO A CASA». «La disponibilità immediata di Guidi ad un passo indietro ha gettato nel panico le varie opposizioni che a quel punto non sapendo che fare hanno iniziato ad urlare ancora più forte chiedendo le dimissioni dell'intero governo, responsabile non si sa bene di cosa. E presentando l'ennesima mozione di sfiducia», ha scritto Renzi sulla sua eNews, «andremo in Parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta».
«QUERELIAMO GRILLO». Ma al premier non basta difendersi dalle accuse, e contrattacca il primo degli oppositori al suo governo: «Il Pd ha deciso di querelare in sede civile e penale Beppe Grillo che pure alle condanne penale, a differenza nostra, è abituato», si legge ancora nella eNews del premier, «accusare la comunità del Pd di essere complice e collusa, con le mani sporche di denaro e petrolio, significa insultare donne e uomini che non lo meritano. Andremo in tribunale e chiederemo i danni a Beppe Grillo».
GUIDI: «NON HO RIVELATO SEGRETI». Sfilandosi, il ministro Guidi ha voluto esprimersi sulle pagine del Corriere della Sera difendendosi dalle accuse. «Davo a quello che considero mio marito una notizia nota», scrive la Guidi in una lettera al direttore, «insomma, nessuno ha rivelato segreti di Stato. Qualcuno ha gridato allo scandalo, al ministro che favorisce il marito. Non è vero. Io rivendico l'importanza di quella norma per il Paese».
Guidi vuole entrare «nel merito» chiarendo anche che «nella telefonata lo informavo di un emendamento che avrebbe consentito di accelerare i processi autorizzativi di molte opere strategiche, tra cui il cosiddetto progetto Tempa Rossa di Taranto, bloccato da anni. La società di mio marito, invece, operava come subappaltatrice in Basilicata per un lavoro che nulla aveva a che vedere con lo sviluppo del progetto di Taranto e risaliva ad epoca precedente a quella in cui sono stata nominata ministro».
RENZI PRENDE L'INTERIM ALLO SVILUPPO ECONOMICO. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso di prendere l'interim al ministero dello Sviluppo, assumendo quindi le funzioni svolte finora da Guidi: «Per ora prendo l'interim, poi vedremo», ha detto il premier.
IL PREMIER: «BOSCHI? LA SUA FIRMA UN ATTO DOVUTO». Renzi, dagli Stati Uniti, ha anche preso posizione per difendere il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, nominata da Guidi nell'intercettazione 'incriminata'. La firma di Boschi sull'emendamento che avrebbe agevolato l'imprenditore Gemelli «è un atto dovuto», ha detto infatti Renzi, rispondendo alla stampa da Washington. «Guidi si è dimessa, Cancellieri no. Federica non ha commesso nessun reato, ma ha fatto una telefonata inopportuna», ha detto ancora Renzi. «Quando ero sindaco di Firenze chiesi le dimissioni del ministro Cancellieri per una telefonata inopportuna. Le dimissioni non arrivarono. Noi invece agiamo diversamente. Qualcosa è cambiato, l’Italia non è più quella di una volta».
BOSCHI: «LO RIFAREI DOMANI MATTINA». Sulla vicenda, successivamente, è intervenuta direttamente anche Maria Elena Boschi: «Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioè io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo. Tampa Rossa è un progetto strategico per il Paese che prevede molti occupati nel Mezzogiorno, lo rifirmerei domattina», ha dichiarato il ministro a Bologna durante un incontro del Pd.
DI MAIO: «ESECUTIVO INADEGUATO». Le opposizioni però attaccano.
La proposta di una mozione di sfiducia per tutto il governo è arrivata dal vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, che ha sfidato la minoranza del Pd ad appoggiarla: «In discussione c'è tutto l'esecutivo, perché è inadeguato e ha messo al comando persone al soldo delle lobbies. Chi ci vorrà venire dietro, venga». Poi la provocazione per la minoranza dem: «Volete mandare a casa il governo Renzi o tenervi la poltrona?».
FORNARO: «FARE LUCE IN DIREZIONE». L'opposizione interna al Partito democratico, però, sembra orientata a un percorso diverso e chiede chiarimenti in direzione: «La direzione del partito di lunedì prossimo deve fare luce sulla zona grigia intorno alla vicenda del ministro Guidi», è stato l'appello del senatore Federico Fornaro.
RIFIUTATO L'AIUTO DELLA LEGA. Alla mozione del Movimento 5 stelle avrebbe aderito con piacere la Lega Nord di Matteo Salvini, che avrebbe anche voluto scrivere il testo assieme ai pentastellati. Ma dal Movimento, tramite un post su Facebook di Roberto Fico, hanno risposto picche: «Matteo Salvini noi presenteremo la nostra mozione di sfiducia al governo, se la Lega vuole, la vota, ma insieme non scriviamo niente. Al massimo ti fai un selfie!».
La reazione dei capigruppo leghisti non si è fatta attendere: «Sono solo dei chiacchieroni. È evidente che l'unica cosa che gli interessa è proteggere questo governo. Ma la gente lo capirà che Grillo, Di Maio e compagni sono amici di Renzi». Il voto favorevole del Carroccio alla mozione di sfiducia, al netto di queste polemiche, sembra in ogni caso scontato.
BRUNETTA: «FORZA ITALIA FIRMERÀ». Anche Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia, ha dichiarato che gli azzurri firmeranno la mozione preparata dai grillini: «Noi firmeremo, assieme a tutte le altre opposizioni, mozioni di sfiducia nei confronti dell'esecutivo».
PUPPATO: «AVANTI CON UNA NORMA SULLE LOBBY». La senatrice del Partito democratico Laura Puppato ha proposto invece di far ripartire il dibattito parlamentare per una legge che regolamenti le lobby. Senza una legge chiara, ha sostenuto Puppato, «continueranno ad esistere zone d'ombra e casi come quello che ha coinvolto l'ex ministro Guidi purtroppo si ripeteranno».
TESTO FERMO IN COMMISSIONE. La senatrice ha da tempo depositato un testo in commissione Affari costituzionali, peraltro non l'unico. Ma il percorso legislativo si è fermato, perché i lavori sulle riforme costituzionali hanno preso il sopravvento. Ora «è fondamentale riprendere subito l'iter», sottolinea Pupparo, «sono le stesse società di lobbying a chiederci una regolamentazione, per poter svolgere il proprio lavoro in maniera trasparente ed efficace». Senza un norma ad hoc, sarà difficile «distinguere i tanti che svolgono il proprio lavoro di lobbying in modo corretto e trasparente, difendendo interessi legittimi, da chi invece cerca di spingere interessi particolari e poco trasparenti».

Correlati

Potresti esserti perso