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POLITICA 1 Aprile Apr 2016 2123 01 aprile 2016

Radicali, nuovo simbolo e liste per le comunali a Milano e Roma

Appoggio a Giacchetti per la corsa alla capitale e Cappato candidato nel capoluogo lombardo. Bonino: «Siamo una garanzia».

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Il nuovo simbolo dei Radicali.

I Radicali si buttano nella corsa per le comunali a Roma e Milano. Nei due capoluoghi di Regione, saranno presenti con proprie liste, un unico simbolo e una significativa differenza: a Milano Marco Cappato sarà candidato sindaco, nella Capitale il referente politico della lista «federalista, laica ed ecologista» sarà Roberto Giachetti, già in corsa per il Campidoglio e con doppia tessera del Pd e del partito radicale.
BONINO: «CONFIDIAMO IN GIACCHETTI». «Facciamo la nostra offerta politica a Giachetti, in cui confido molto e che riteniamo il più adatto per la sua storia di tenuta in valori e principi», dice Emma Bonino durante una conferenza stampa convocata ad hoc nella storica sede del partito di via di Torre Argentina. «La situazione della Capitale è talmente critica e la fiducia nella politica talmente ai minimi termini che per pensare di governare è necessario sin da ora raccogliere il consenso dicendo cosa si vuol fare ma anche come - avverte il segretario dei Radicali Italiani ed ex consigliere capitolino, Riccardo Magi - Finora purtroppo non solo si è parlato del come ma neanche del cosa. Noi poniamo come offerta politica un documento di 12 punti di programma per un cambiamento radicale».
PROGRAMMA IN DODICI PUNTI. Si va dal superamento definitivo dei campi rom alla riorganizzazione del sistema di accoglienza nella Capitale, dallo stop al 'lungomuro' di Ostia fino alla messa a gara dei servizi, carenti, gestiti in house dalle aziende del Comune. E va da sé: si andrà avanti con il referendum per far decidere i cittadini sulla candidatura olimpica, l'appuntamento del 2024 che vede Magi contrario e Giachetti favorevole. In sintesi, come da curriculum e background storico, i radicali si preparano ad essere pungolo costante del candidato dem, in uno scenario che nella campagna elettorale romana lo vede diviso dalla sinistra.
GIACCHETTI: «NO INTESE AL BALLOTTAGGIO». Giachetti, da parte sua, in mattinata partecipa ad una iniziativa con il presidente della Regione Nicola Zingaretti (Pd) e il suo vice Massimiliano Smeriglio (Sel) assicurando però di non voler fare intese al ballottaggio. Un'iniziativa, a cui ha partecipato anche il candidato di Si-Sel Stefano Fassina, durante la quale il governatore ha espresso rammarico per il fatto che «il modello Lazio» dell'unità del centrosinistra non si sia affermato anche per la corsa al Campidoglio. Anzi.
SPUNTA ANCHE ILARIA CUCCHI. Il campo della sinistra rischia di essere sempre più frammentato, spunta infatti anche l'ipotesi di una candidatura di Ilaria Cucchi, che si dice pronta ma a una condizione: «essere libera dai partiti». La sua potrebbe essere una figura 'civica' utile a colmare il vuoto lasciato dalla rinuncia a correre dell'ex sindaco Ignazio Marino. Quanto ai Radicali, Bonino si è detta «convinta che la nostra storia nelle funzioni di governo sia una garanzia. E dico ai romani: pagatevi il lusso di avere i Radicali al governo, votateli, perché sono una garanzia di buon governo. Due consiglieri regionali radicali nel Lazio fecero esplodere il caso Fiorito; c'è stato un radicale in Campidoglio ed è venuta fuori la questione della gestione delle gare di appalto che poi ha portato a Mafia Capitale. A Milano c'è stata la storia di Formigoni o Firmigoni e così via». Per il candidato sindaco di Milano Cappato «queste elezioni sono un'occasione per difendere il diritto dei cittadini a conoscere la storia e il futuro degli obiettivi radicali. Dallo scandalo 'Firmigoni' alle multe per le affissioni a Milano abbiamo dimostrato di credere al diritto per garantire libertà e democrazia».

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