Guidi 140306194131
MAMBO 1 Aprile Apr 2016 1049 01 aprile 2016

Se questo è il «nuovo», ridateci Mastella

Da Boschi a Guidi: è tutto un conflitto di interessi. Almeno Clemente era simpatico.

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Federica Guidi.

Il caso della ministra Guidi, conclusosi con le sue dimissioni, porta alla luce il problema di fondo di questo Paese.
Non abbiamo una classe dirigente e non abbiamo una classe dirigente che sappia distinguere fra il proprio ruolo, ancorchè pro tempore, e i propri interessi.
Anche la vicenda della banca Etruria appartiene allo stesso tipo di problemi. Maria Elena Boschi forse era all’oscuro di tutto, forse si è assentata dai consigli di ministri più delicati, tuttavia la sua unica reazione è stata la difesa del padre. È stata una “brava figlia”, ma una pessima rappresentante del governo e dello Stato.
LA RIVOLUZIONE FALLITA. La rivoluzione generazionale e morale di Renzi rivela qui un fallimento totale. Molto si affanneranno Fabrizio Rondolino, il caro Mario Lavia e altre firme di questa nuova strana Unità: resta il dato che è al potere una arrembante classe dirigente che non dà l’idea, per acta concludentia, di mettere al primo posto gli interessi del Paese.
Anche i toni alti che ho usato sul caso Carrai erano frutto di questa consapevolezza. Hai un amico fidato? Fallo ministro, così giura e se la vede con il parlamento. Non si può accettare, invece, che, dopo che lui ha costituito ad hoc società all’estero, diventi magna pars, in combinazione con interessi stranieri, della sicurezza del nostro Paese affidata a funzionari che hanno giurato sulla Costituzione e che il parlamento può e deve controllare.
QUEL SAPORE DI IMPUNITÀ. C’è un sapore di impunità che non rende il governo Renzi più discusso di altri esecutivi precedenti, ma non lo rende neppure diverso.
L’aspettativa era un’altra, anche di chi non ha mai amato Renzi e, come si sa, l’ amore o scocca subito o non scocca più.
L’aspettativa era quella di un gruppo di giovani, magari arrembanti e incasinati, che riempivano il Paese di idee e di iniziative, che rivoluzionavano tutto ciò che era rimasto fermo per decenni e che si muovessero sulla carne viva della Repubblica con il rigore morale che altri non avevano avuto. Non ci aspettavamo moralisti, ne abbiamo piene le palle di loro, ma figure di alto profilo morale.
BOSCHI NON FA RESISTENZA? Il caso Guidi toglie anche l’alibi che a far cose discutibili siano solo i maledetti politici di professione.
La giovane donna è figlia della borghesia imprenditoriale titolata, quella che ha per decenni frustrato la politica allevando ante litteram il grillismo.
Ci si aspettava anche che l’ingegnera della riforma istituzionale, la Boschi, di fronte alle richieste della Guidi chiedesse, e forse lo ha fatto se lo dimostrerà, «perché vuoi questo emendamento? Per il tuo fidanzato? No, amica mia».
ALMENO MASTELLA ERA SIMPATICO. La questione morale si può anche affrontare diversamente da come la vedeva Enrico Berlinguer (smettete di celebrarlo, voi che fate il contrario di lui, siate gentili!), si può anche convenire che non si tratta di rovesciare l’Italia come un calzino, come diceva il pm Davigo.
Si deve pretendere che la cultura diffusa sia garantista, ma la questione morale deve cominciare da chi è al vertice del governo e deve, tassativamente deve, dimenticare gli affarucci di famiglia: dal petrolio alla banchetta, alle impresine di cybersicurezza.
Sennò aridateci Mastella, che era pure simpatico a differenza vostra.

Twitter @giuseppecaldaro

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