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INTERVISTA 1 Aprile Apr 2016 1200 01 aprile 2016

Stefano Bisi: «Renzi e Verdini non sono massoni»

Bisi, numero uno del Goi: «Siamo oltre 22 mila. Il premier e Denis? Mai stati iscritti». Licio Gelli, il gruppo Bilderberg, Mps: l'intervista a Lettera43.

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Se gli si chiede se Matteo Renzi e Denis Verdini siano massoni, lui taglia subito corto: «Sono andato a controllare, non sono iscritti e non lo sono mai stati».
A parlare è Stefano Bisi, giornalista classe 1957, da due anni Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia (fu eletto il 6 aprile del 2014, ndr), la comunione massonica più grande del nostro Paese.
OLTRE 22 MILA ISCRITTI. Politica e polemiche a parte, sono giornate importanti per il Grande Oriente che dal primo al 3 aprile si riunisce a Rimini per la tradizionale assemblea dal titolo 'I doveri dell’uomo, i diritti del mondo'. Un fine settimana di dibattiti, discussioni e iniziative di solidarietà per una massoneria che continua a crescere a livello di iscrizioni («Siamo 22.703, si tratta di un record storico», spiega Bisi) e che anche tramite i social network sta cercando di diventare sempre più trasparente agli occhi dell'opinione pubblica.
L'INCONTRO DI RIMINI. «Quello di Rimini è l'incontro annuale dei liberi muratori del Grande Oriente d'Italia che si svolge intorno all'equinozio di primavera», dice Bisi a Lettera43.it. «Riunisce i maestri venerabili, che sono i capi delle singole logge sparse su tutte il territorio. Siamo in tutte le province italiane, da due mesi anche a Matera dove non c'è da più di trent'anni».
Non solo. Il Grande Oriente è impegnato da anni per riavere una parte di Palazzo Giustiniani. «È una situazione di una gravità estrema. Dopo averlo comprato nel 1911 ci fu confiscato dal fascismo, poi nel 1991 un accordo non rispettato ce lo ha di nuovo negato. Non vorrei che anche la Repubblica si macchiasse dello stesso crimine del fascismo».

Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia.

DOMANDA. Tra i nuovi iscritti ci sono anche giovani?
RISPOSTA. Sì, negli ultimi tempi in tanti ci contattano su internet. Li chiamo bussanti web.
D. Bussanti?
R. Sono sempre di più quelli che si collegano al nostro sito e chiedono di entrare in contatto con noi. E questo non significa che si iscrivono, come spesso scrivono alcuni colleghi giornalisti sbagliando.
D. Ovvero?
R. Sono cittadini interessati che vogliono informarsi. Noi iniziamo a consigliare dei libri che devono leggere, poi dopo un certo periodo valutiamo se farli entrare o meno.
D. Come funziona tecnicamente?
R. Dopo aver fatto domanda giriamo il contatto alla loggia presente sul territorio. E qui tre fratelli già appartententi parlano con l'interessato a lungo, in diversi colloqui. Possono passare mesi o anche anni. Spesso le domande possono approdare a nulla nel caso non abbiano le caratteristiche richieste.
D. Entrare, insomma, non è così semplice...
R. Io sono entrato nella massoneria il 24 settembre del 1982 e il primo contatto l'avevo avuto quattro anni prima, nel 1978.
D. Uno dei periodi più complessi e oscuri per la massoneria italiana.
R. Sì, perché nell'81 ci fu la vicenda P2 che sconvolse il Grande Oriente d'Italia. Destò preoccupazione e anche sconforto tra tanti fratelli.
D. Lei ha definito Licio Gelli «massone cattivo» dopo la sua morte.
R. E vale la pena ricordare che i primi a decidere l'espulsione di Licio Gelli furono proprio i fratelli del Grande Oriente
D. Quella macchia però vi è rimasta addosso però...
R. Purtroppo bisogna fare sempre i conti con la storia. Noi l'abbiamo fatto, per noi è una pagina definitivamente chiusa.
D. Ci furono anche le liste pubblicate dall'Unità all'epoca diretta da Walter Veltroni.
R. Sì, poi l'Unità si scusò pubblicando a sue spese uno dei libri più imporanti sulla storia della massoneria.
D. Eppure la massoneria è circondata sempre da un alone di mistero.
R. Stiamo crescendo a livello di numeri anche perché è cambiato il livello di percezione dell'opinione pubblica. È stato molto importante per noi l'articolo scritto dal cardinale Ravasi sul Sole 24 Ore alcune settimane fa. Ha parlato dei rapporti tra chiesa cattolica e massoneria, di valori condivisibili. Sono attestati importanti.
D. Ma non dovrebbero essere i tanti politici iscritti alla massoneria i primi a confessare la loro appartenenza?
R. C'è in Italia una legge sulla privacy che vale per tutti, non solo per i massoni. È giusto garantire il diritto alla riservatezza delle proprie idee religiose, politiche, associative e sessuali. E poi mi faccia dire: tanti fratelli si mostrano in attività pubbliche per il loro impegno politico.
D. Ferruccio De Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, scrisse di «stantio odore di massoneria» in un editoriale, attaccando il governo Renzi e il Patto del Nazareno.
R. Io replicai a quell'editoriale perché non c'è alcun odore stantio. Siamo un'associazione di uomini e siamo in tanti a riunirci in tornate rituali dove si impara a parlare uno alla volta. Sono tante le nostre iniziative di solidarietà, ora anche fratelli che svolgono lavoro di dentisti offrono visite gratuite. Di questo, però, non si parla mai.
D. Lei replicò anche al ministro Maria Elena Boschi.
R. Di fronte a un parlamentare del Movimento Cinque Stelle che parlava di patto massonico sulle riforme gli rispose «dillo a tua sorella»: un termine dispregiativo e sessista
D. Perché c'è questa voglia di iscriversi alla massoneria in Italia?
R. Siamo in una fase particolare della storia dell'umanità. Molti hanno migliaia di amici su Facebook, ma sentono ancora forte il senso dell'isolamento. C'è un senso della comunità un po' perduto, è uno dei mali del nostro tempo.
D. Solo questo?
R. Nella nostra comunità trovano appartenenza, condivisione, laicità, fratellanza e libertà. Ci sono regole precise che i partiti e le altre associazioni hanno perso.
D. Non è anche un modo per fare affari?
R. Assolutamente no, durante i rituali si parla dei simboli presenti nel tempio, si parla dei problemi che possono affliggere il mondo, non si parla certo di appalti.
D. Tra voi però c'è molta solidarietà.
R. Sempre ai limiti del lecito, non c'è una solidarietà che va fuori dagli schemi.
D. Negli ultimi anni alcune inchieste sulla 'ndrangheta in Lombardia hanno svelato che diversi membri dei clan volevano entrare nella massoneria per fare il salto di qualità nella società.
R. Da noi, come ho spiegato prima, ci sono controlli molto stringenti. C'è molta attenzione.
D. Si parla spesso di Bilderberg e Trilateral, sono logge internazinali che esistono davvero o sono un'invenzione letteraria?
R. La massoneria è fatta di riunioni rituali, con grembiuli, guanti e persone che parlano uno alla volta confrontandosi sui temi. Gli organismi citati non fanno parte della mia conoscenza, non sono organismi massonici.
D. Lei è di Siena e coniò l'espressione «groviglio armonioso» per la sua città. Esiste ancora questo groviglio?
R. Non esiste più, ma voglio essere chiaro: quando ho parlato di groviglio armonioso mi riferivo a uno storico modo di vivere di una città dove tutti si conoscono e tutti collaborano per il bene comune. È una fase che ha fatto la storia positiva dei secoli di Siena, non quella degli ultimi tempi.
D. Qualcosa è andato storto dopo il crac di Mps. Ora sarà riesumata anche la salma di David Rossi...
R. L'unica cosa che posso dire è che tengo a ricordare David per tutto quello che ha fatto da professionista della comunicazione, era tra i migliori.

Twitter @ARoldering

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