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PROTESTE 2 Aprile Apr 2016 1252 02 aprile 2016

Pensioni, sindacati in piazza contro la Fornero

Manifestazioni in tutta Italia per una riforma della legge. Camusso (Cgil) a Venezia, Furlan (Cisl) a Roma e Barbagallo (Uil) a Napoli.

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La manifestazione a Roma.

I sindacati in piazza contro la legge Fornero sulle pensioni, una delle norme più contestate degli ultimi anni.
Venezia, Roma, Napoli, Ancona, Cagliari e molte altre città: migliaia di persone hanno preso parte alle manifestazioni indette da Cgil, Cisl e Uil, chiedendo una riforma per cambiare la legge promulgata durante il governo Monti in piena emergenza debito/spread.
Oltre quattromila persone hanno seguito il segretario della Cgil Susanna Camusso a Venezia, invocando una riforma che dovrebbe garantire pensioni dignitose per i giovani e riconoscere la diversità dei lavori. Il corteo è partito dalla stazione ferroviaria di Venezia e si è diretto a Campo Santa Margherita.
CAMUSSO: «LA LEGGE DEVE CAMBIARE». «Le pensioni devono cambiare radicalmente, deve cambiare la norma per quel che riguarda la costruzione di una previdenza per i giovani, la possibilità non di immaginarsi un futuro da poveri, ma di persone che nella loro vita lavorativa metteranno insieme una condizione civile di pensione», ha detto la Camusso, «Deve cambiare - ha aggiunto - il rapporto con i singoli lavori perché non si può usare una media indefinita per la quale sarebbe lo stesso lavorare su un'impalcatura o in un ufficio».
«Ci vuole - ha proseguito - una relazione con la fatica del lavoro, e serve una relazione con l'inizio dell'attività. Chi va a lavorare a 15 anni non può immaginare di proseguire per un numero di anni infinito». Per il segretario della Cgil, infine, «va costruito un sistema solidale: chi ha avuto anche troppo dal sistema deve essere disponibile a dedicarlo ad una solidarietà interna, per fare della pensione ciò che è sempre stato: la condizione di una vecchiaia delle persone dopo una vita di lavoro».
CISL: «DIECIMILA PERSONE A ROMA». A Roma, intanto, il segretario della Cisl ha guidato il corteo partito da piazza dell'Esquilino. «Siamo qui per dire al governo di cambiare la legge Fornero», ha detto Annamaria Furlan, «ci possono essere varie proposte» ad esempio «combinare contributi ed età anagrafica o stabilire che dopo 41 anni di contributi si può andare in pensione».
«La proposta che manca per una revisione della normativa», ha continuato la Furlan, «è quella indispensabile, quella del governo». Furlan avverte: «Noi andremo avanti fino a schiodarlo dalle sue posizioni».
Gli organizzatori parlano di 10 mila partecipanti al corteo. «Con gli annunci e gli auspici non si cambiano le leggi», ha detto la leader della Cisl. E sottolinea: «Serve una convocazione, siamo già abbondantemente in ritardo».
I GIOVANI SARANNO PENSIONATI PIÙ POVERI. Quanto alle nuove generazioni, per la Furlan se nulla verrà modificato «i giovani di oggi diventeranno pensionati poveri». Ecco che, aggiunge, «in un Paese spaccato c'è bisogno di momenti di coesione come la manifestazione unitaria di oggi».
BARBAGALLO A NAPOLI: «ITALIA IN ESTINZIONE». «L'Italia sta diventando un Paese in estinzione perché fuggono i giovani e gli anziani. Gli anziani che con pensioni da fame non possono più resistere e i giovani che non trovano lavoro» ha detto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, concludendo a Napoli la manifestazione. «Quando va via un ricercatore che è costato alla collettività e alle famiglie 800mila euro - ha aggiunto Barbagallo - se lo regaliamo agli Stati europei piangiamo con un occhio perché è sempre Europa, ma se lo regaliamo agli Stati Uniti, al Giappone, alla Cina, all'India piangeremo lacrime amare perché saranno i nostri competitori del futuro. E allora bisogna cambiare la Fornero».
«Un anno fa il ministro Poletti aveva detto che la Fornero aveva creato disagio sociale e immediatamente gli avevamo chiesto di aprire un tavolo di discussione, ma stiamo ancora aspettando. Oggi da tutte le piazze gridiamo che è ora di smettere,non possiamo aspettare più. Migliaia di lavoratori sono esodati, in attesa di avere una pensione decente».
PROTESTE A CAGLIARI E ANCONA. Altre quattromila persone, provenienti da tutte le Marche, si sono riunite ad Ancona, mentre a Cagliari e in altre città della Sardegna si tenevano proteste e presidi.
Nel capoluogo marchigiano i manifestanti, che espongono striscioni con scritto «Cambiare le pensioni. Dare lavoro ai giovani» e «Abbasso la Fornero, per andare in pensione dobbiamo lavorare», sono partiti dal porto del Mandracchio, e hanno percorso le vie del centro storico, per confluire in piazza del Plebiscito, dove si terrà il comizio finale. Chiesti pensioni dignitose per i giovani e i lavoratori precari, l'accesso flessibile al pensionamento, il riconoscimento dei lavori usuranti, il rafforzamento della previdenza complementare e la tutela delle pensioni in essere.

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