Matteo Renzi 160405221814
SCONTRO 5 Aprile Apr 2016 1518 05 aprile 2016

Inchiesta sul petrolio, tra Renzi e Anm è botta e risposta

I magistrati: «Frasi inopportune». Il premier replica: «Sistema non funziona».

  • ...

Matteo Renzi.

«Non accuso i magistrati: li incoraggio a parlare con le sentenze il più veloce possibile. Accuso invece un sistema che non funziona: non ne posso più di un Paese dove le sentenze non arrivano».
Non è più l'era berlusconiana dello scontro tra politica e magistratura, assicura Matteo Renzi.
ANM ALL'ATTACCO. L'Anm lo accusa di aver pronunciato sull'inchiesta della procura di Potenza parole «inopportune nei tempi e inconsistenti nei fatti». Ma il premier assicura che non cerca lo scontro e non invoca legittimi impedimenti: «Più vanno a sentenza più siamo contenti». Ma le opposizioni lanciano il guanto di sfida: il Movimento 5 stelle deposita la mozione di sfiducia al Senato, il centrodestra prova a definirne una unitaria: «Renzi confessa e poi vai a casa!», intima Beppe Grillo.
BOSCHI OSTENTA CALMA. Il ministro Maria Elena Boschi però ostenta tranquillità: ««Le sfiducie sono ormai un appuntamento fisso come la Champions».
Avrebbe dovuto essere a Matera il 6 aprile, il presidente del Consiglio. E invece decide di rinviare l'appuntamento, «per evitare ulteriori polemiche». Ma non si nasconde. Anzi. Per il quinto giorno Renzi parla in prima persona dell'inchiesta che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi.
L'INTERIM DA MATTARELLA. Nel pomeriggio riceve dal presidente della Repubblica l'interim alla guida dello Sviluppo economico, che conta di consegnare «nei prossimi giorni» a un nuovo ministro. E poco dopo, dal suo ufficio di Palazzo Chigi il premier tiene un dialogo diretto con i cittadini, rispolverando il 'format' #Matteorisponde: un'ora di risposta alle domande dei cittadini via Twitter e Facebook. Quando Renzi si siede a twittare è da poco trapelata la dura replica del presidente della sezione della Basilicata dell'Associazione nazionale magistrati, Salvatore Colella, che definisce 'inopportuno e inconsistente» da parte del premier aver sottolineato che le inchieste delle procura di Potenza non giungono mai a sentenza definitiva.
RENZI EVITA IL MURO CONTRO MURO. Il leader Pd però decide di non andare allo scontro diretto e non cita l'Anm. Ma difende la sua linea: «Se è reato sbloccare le opere, venite da me, sono colpevole. Ma io voglio i ladri in galera, non bloccare le opere. Non accuso i giudici ma chiedo di arrivare a sentenza»». «Matteo non risponde nel merito», scrivono i grillini, che accusano il governo di essere al servizio delle lobby. Renzi prende nota e replica: ««Hanno una politica anti-industriale. Ma per crescere ci vogliono aziende che rispettino le regole, come quelle che lavorano con noi. E chi decide se le rispettano sono le sentenze passate in giudicato, non i troll della Casaleggio. Tempa rossa è una delle misure che abbiamo sbloccato. Ne sono orgoglioso».
IL PREMIER: «SPERO FALLISCA IL REFERENDUM». Anche Boschi torna a difendere l'operato proprio e del governo: «Non c'è stato un interesse chissà di che tipo»», se non quello di mandare avanti l'opera. Il ministro ribadisce di non sapere che Gemelli fosse il compagno della Guidi e assicura anche che ««non c'è stata particolare insistenza di Guidi» per l'emendamento al centro dell'inchiesta. Poi ribadisce pieno rispetto e collaborazione con la magistratura: «'Se i giudici hanno ancora bisogno posso rispondere di nuovo alle loro domande». Le argomentazioni di Boschi sono «convincenti» e Renzi «ha fatto bene a porre la questione della celerità dei processi'», concorda anche Gianni Cuperlo, che però invita il segretario a «fare il leader e unire invece che dividere». Renzi torna intanto anche sul referendum sulle trivelle: spiega che quelle esistenti sono «all'avanguardia in sicurezza» e chiuderle vorrebbe dire «bloccare 11 mila posti di lavoro. Spero che il referendum fallisca».

Correlati

Potresti esserti perso