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INDAGINE 5 Aprile Apr 2016 0939 05 aprile 2016

Tempa Rossa, Boschi ai pm: «Nessuna pressione, volevo velocizzare l'opera»

L'audizione sull'"emendamento petrolio" durata meno di venti minuti. Il procuratore: «Incontro era necessario».

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Il ministro Boschi al termine dell'audizione.

Le prime voci parlavano di un incontro di due ore tra il ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi e i pm di Potenza, giunti a largo Chigi per un'audizione. Secondo quanto detto dalla stessa Boschi al termine dell'incontro, in realtà sarebbe durato solo qualche decina di minuti. A fare le domande, il procuratore Luigi Gay, i pm Basentini e Triassi e il magistrato della Dna, Elisabetta Pugliese (presente anche il capo della squadra mobile di Potenza).
LA GUIDI INTERROGATA. Non è stato ancora fissata, invece, la deposizione di Federica Guidi, il cui compagno, l'imprenditore Gianluca Gemelli, è indagato per traffico d'influenze. L'ex ministro, per cui è previsto un interrogatorio, e non un'audizione, potrà avvalersi della facoltà di non rispondere in quanto convivente di un indagato.
I magistrati sono stati ricevuti nello studio della Boschi, in quanto persona informata dei fatti, su tutti gli aspetti che riguardano l'emendamento del governo su Tempa Rossa.
«NESSUNA PRESSIONE». «Non ho ricevuto alcuna pressione», avrebbe spiegato ai pm, «ho presentato quell'emendamento perché si trattava della volontà politica del Governo».
«Così come dimostra l'iter parlamentare», avrebbe detto in sintesi il ministro secondo la Repubblica, «dopo che l'emendamento era stato ritenuto inammissibile in commissione in Legge di stabilità, ho deciso di riproporlo a nome di tutto il Governo perché ritenevamo cruciale il progetto Tempa Rossa. E ritenevano fosse necessario accelerare il più possibile i tempi per la sua realizzazione: trattandosi di opera strategica per le politiche energetiche nazionali». Era normale, quindi, che l'iter autorizzatorio passasse in capo direttamente al ministero qualora le «Regioni avessero fatto melina senza esprimere un parere».
IL PROCURATORE: «ERA NECESSARIO». Il verbale è stato secretato. Il procuratore Gay, al termine dell'interrogatorio, si è limitato a dire che «era necessario farlo».
Il tutto è avvenuto in un clima di cordialità e tranquillità. Alla fine nessun sollievo da parte dell'esponente del governo per il semplice fatto, raccontano alcuni presenti, che non c'è mai stata preoccupazione in merito a questo appuntamento. Incontro colloquiale e sereno, dunque, nessun momento di tensione, e motivi proprio non ce ne erano - si racconta nei corridoi di Montecitorio - tra il ministro ed i pm.
LA BOSCHI SORRIDENTE. Fatto provato plasticamente da una Maria Elena Boschi sorridente e rilassata all'uscita dal ministero mentre saliva in auto per recarsi al Nazareno per partecipare alla direzione del Pd, in corso da qualche ora. Lavori seguiti fino alla fine per poi chiudere la giornata con un impegno fissato da tempo, una cena all'ambasciata brasiliana.

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