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CENTRODESTRA 6 Aprile Apr 2016 1500 06 aprile 2016

Forza Italia, ora Santanchè cerca rivincite personali

A Milano non sarà capolista. Troppo poco moderata per Parisi: meglio Gelmini. Così Santanchè commissiona un sondaggio personale: 5%. E medita vendetta.

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Daniela Santanchè.

Eppur si muove.
Potremmo citare la frase attribuita a Galileo Galilei per definire il lento (ma costante) recupero del centrodestra nei confronti di Giuseppe Sala a Milano.
Molto del merito va avocato a Stefano Parisi, il candidato sindaco scelto da Silvio Berlusconi grazie anche al sostegno ricevuto dal coordinatore regionale lombardo di Forza Italia, Mariastella Gelmini.
La distanza con Sala, ex direttore generale del Comune ai tempi di Letizia Moratti, è attestata in una forbice che va dai tre ai cinque punti percentuali.
Tuttavia fra gli azzurri c’è chi mastica amaro. È il caso di Daniela Garnero Santanchè.
GUAI PURE PROFESSIONALI. Il periodo attraversato dalla celebre “pitonessa” non è dei migliori.
Da un lato preoccupano le vicende professionali, non ultimo il rapporto incrinato con la socia Paola Ferrari (nella casa editrice Visibilia), dall’altro non entusiasmano nemmeno i risultati in campo politico.
Il problema non è certo da ricercare nell’insufficiente attività parlamentare, ma nell’agibilità politica all’interno del suo partito.
INNERVOSITA PER SALLUSTI. Un malumore nato con l’ipotesi di candidare a sindaco meneghino il compagno di vita, Alessandro Sallusti, direttore de il Giornale, poi svanita nel nulla a causa degli esiti disastrosi maturati nei sondaggi.
Lo stato d’animo di Daniela è rimasto ai minimi quando è tramontata anche l'idea di candidarla a sindaco del centrodestra a Torino e le è stato preferito il più anonimo e curiale Osvaldo Napoli.
La ciliegina sulla torta del disagio è stata, infine, la candidatura come capolista di Forza Italia, nella “sua” Milano, di Gelmini.
Un ruolo, negli anni passati, sempre ricoperto da Berlusconi ma impossibilitato a esercitarlo in questa occasione a causa delle restrizioni giudiziarie cui è stato sottoposto dalla legge Severino.

Daniela testa il gradimento dei milanesi: un sondaggio le dà il 5%

Alessandro Sallusti e Daniela Santanché.

Da Arcore, però, è giunto forte e chiaro un messaggio: la parte tradizionalmente riformista dell’elettorato cittadino, che non si riconosce nella sinistra, va catturata e convinta grazie a figure moderate.
Concetto più volte ribadito anche dallo stesso Parisi, non interessato a collaborare con infiltrati “estremisti” nelle liste a sostegno della sua candidatura.
LEGA-FI, RAPPORTI TESI. Una frecciata rivolta, soprattutto, alla Lega Nord con cui il braccio politico di CasaPound, Sovranità, ha da tempo chiuso un accordo elettorale.
Il contenzioso è stato risolto il 5 aprile dopo l’incontro tra Parisi e il Carroccio stesso.
Pare, dunque, definitivamente tramontata la presenza nella lista di Alberto da Giussano dell’unica esponente indipendente del movimento di destra.
Questo ginepraio condito di veti e imposizioni ha, probabilmente, spinto la pugnace Santanchè a giocare la carta del sondaggio personale con l’intento di testare l’indice di gradimento dei milanesi sul suo nome. In contrapposizione a quello di Parisi.
RICERCA DI UN DO UT DES. Cosa si nasconde dietro questo gesto? Desiderio di mostrare i muscoli o, più prosaicamente, la ricerca di un do ut des politico inquadrato nell’ottica di ricevere un salvacondotto per le prossime elezioni politiche fissate per il 2018?
Quello che al momento si conosce è l’esito del sondaggio che concederebbe alla parlamentare azzurra fino a un 5% di consensi.

Meglio coccolarsi l'area 'mantovaniana' rimasta disorientata

Mario Mantovani, vicepresidente della Regione Lombardia arrestato il 13 ottobre.

Modi di fare e cavalli di battaglia fanno di Daniela Santanchè un clone politico di Matteo Salvini.
Anzi, un’antesignana del leader leghista se si pensa alle battaglie combattute contro il velo islamico e l’aggressione fisica subita nel 2009, quando alla Fabbrica del Vapore fu colpita da un pugno mentre manifestava contro l’ingresso delle donne islamiche intente a festeggiare la fine del Ramadan.
Erano i tempi del “Movimento per l’Italia” e dell’emozione causata dalla morte della giovane Sanaa uccisa dal padre a causa della sua relazione con un italiano.
A METÀ DEL GUADO, PER ORA. Santanchè è una politica avvertita e scaltra. Consapevole (pur con fastidio) che partecipare a questa tornata elettorale milanese ne metterebbe a rischio il peso politico.
Troppo estremista per il nuovo corso forzista volto alla moderazione. Come fronteggiare con successo una capolista intenta a “contarsi” sostenuta, peraltro, da tutto il partito?
Meglio stare a metà del guado e coccolarsi parte dell’area mantovaniana restata disorientata dall’arresto dell’ex vice presidente della Regione Lombardia.
ROSSI-PASCALE-ARDESI LA OSTEGGIANO. Non è un mistero, per esempio, il buon rapporto esistente con il deputato azzurro Luca Squeri.
Quest’ultimo sedeva al tavolo della “pitonessa” proprio la sera della cena di presentazione (e finanziamento) di Parisi al Westin Palace.
È tempo, dunque, di serrare i ranghi e aspettare giorni migliori vista anche l’insofferenza nei suoi confronti manifestata dal “cerchio magico” berlusconiano rappresentato dalla triade Rossi-Pascale-Ardesi.
Tanto vale godersi l’uscita, a breve, dell’autobiografia dal titolo Sono una donna, sono la Santa in pubblicazione da Mondadori. Berlusconi, si sa, ha un cuore grande.


Twitter @_MagliaNera_

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