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LIBIA 6 Aprile Apr 2016 0846 06 aprile 2016

Libia, il Congresso di Tripoli annuncia lo scioglimento

Settanta deputati appoggiano il premier designato Sarraj. Ansar al Sharia si ribella: «È il nuovo Karzai».

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Il premier del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj.

Svolta politica in Libia. Circa 70 deputati del Congresso di Tripoli, organo non riconosicuto dalla comunità internazionale, hanno dichiarato il proprio appoggio al premier designato Fayez Sarraj, annunciando lo scioglimento del Congresso stesso.
Il consesso si trasforma così in Consiglio di Stato, una delle istituzioni previste nel nuovo assetto istituzionale mediato dall'Onu. Il fin qui recalcitrante Khalifa Ghwell, capo del governo di Tripoli, ha comunicato di volersi dimettere, cedendo il potere a Sarraj.
GLI ALTRI DEPUTATI: «ILLEGALE». L'incontro dei 70 è stato presieduto dal vicepresidente del defunto Congresso, Saleh Makhzoum, ma per i deputati che non hanno partecipato alla riunione si tratta di un'iniziativa illegale.
ANSAR AL SHARIA ATTACCA. A non essere d'accordo è anche Ansar al Sharia, gruppo jihadista attivo nell'est della Libia, che ha pubblicato un manifesto in cui definisce il premier designato Sarraj «il nuovo Karzai della Libia», facendo un paragone con il presidente afghano, che i talebani hanno sempre considerato un fantoccio al servizio dell'Occidente.
Ansar al Sharia ha anche rivendicato due attacchi a Bengasi, condotti contro le forze filo-governative.
IL NODO DI TOBRUK. Un altro problema che Serraj dovrà affrontare riguarda il coinvolgimento di Tobruk nel governo del Paese, che dopo la caduta di Gheddafi si è spaccato in tre: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. In Cirenaica, in particolare, sarà cruciale il negoziato per convincere il generale Haftar a farsi da parte. Ma la prima sfida è quella della sicurezza e della stabilità economica nella regione libica su cui il nuovo governo proverà ad avere controllo.
ANCHE LA LIA APOGGIA SERRAJ. Serraj, dopo il sostegno della banca di Libia e della compagnia petrolifera di Stato Noc, ha intanto incassato il sostegno della Libyan investment authority (Lia). Il presidente Abdulmagid Breish ha detto infatti che «l'insediamento del governo di unità nazionale a Tripoli rappresenta un importante sviluppo verso la stabilità e l'unità del Paese». La Lia possiede beni per circa 70 miliardi di dollari e in Italia ha partecipazioni in Unicredit, Finmeccanica, nella Juventus e in molte altre aziende. Soltanto in Africa ha un fondo specializzato con 14 miliardi di investimenti in banche, industrie e struttura alberghiere.
LE MOSSE DI HAFTAR. Intanto a Tobruk il genarale Khalifa Haftar, appoggiato dall'Egitto, avrebbe posto sotto tutela il premier locale Al Thinni e punterebbe ad essere riconosciuto come capo supremo delle forze armate della nuova Libia, cosa che le fazioni di Tripoli non potrebbero mai accettare. «Non formerò un consiglio militare e sosterrò qualsiasi accordo di governo che abbia la fiducia del parlamento» di Tobruk, ha dichiarato il generale in un'intervista. «È necessario che l'esercito resti ai margini della vita politica», ha aggiunto Haftar, precisando che non accetterà mai «la divisione della Libia», giudicata «disonorevole».

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