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ELEZIONI 6 Aprile Apr 2016 0629 06 aprile 2016

Primarie Usa, Trump e Clinton crollano in Wisconsin

Battuta d'arresto per i due frontrunner nello Stato-chiave. Cruz sempre più vicino al tycoon. Sesta vittoria di fila per Sanders.

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Donald Trump e Hillary Clinton.

La corsa per le primarie Usa è riaperta. Nello Stato chiave del Wisconsin vincon Ted Cruz e Bernie Sanders, gli inseguitori della coppia Trump-Clinton, data per vincente forse con troppo anticipo dalla maggior parte degli analisti.
Il senatore repubblicano trionfa con circa 15 punti di vantaggio in un altro grande Stato, dopo il suo Texas, accreditandosi come l'unico in grado di fermare Trump e ridisegnando i contorni della gara nelle fila del Grand Old party.
IL GOP UNITO CONTRO TRUMP. L'establishment del partito fa quadrato su di lui pur di fermare il tycoon, come ha accusato lo stesso Trump. «Una vittoria incredibile, un momento di svolta, ora abbiamo veramente una scelta», ha commentato il senatore ultra conservatore davanti ai suoi fan in tripudio, prima di essere abbracciato da quella che lui ha già definito la prossima first lady.
VERSO LA CONVENTION APERTA. Per il magnate, attestato qualche intorno al 35%, si tratta invece di una preoccupante battuta d'arresto che interrompe il suo ''momentum'' e frena la sua corsa verso la Casa Bianca, complicando la conquista della maggioranza dei delegati e rendendo più probabile il raro scenario di una convention ''aperta'' o ''contesa'', dove potrebbe essere eletto anche un outsider. A rubargli voti e delegati anche il governatore dell'Ohio, che resta in corsa e che in Wisconsin ha drenato il 15% circa delle preferenze.
UNA SETTIMANA DI SCIVOLONI. Una scivolata che arriva alla fine della sua peggiore settimana elettorale, con cali nei sondaggi nazionali, prime sedie vuote ai comizi e una serie di gaffe che l'hanno indotto a far scendere in campo la moglie Melania per recuperare almeno l'elettorato femminile. Non gli è servito neppure rilanciare in modo ancora più controverso la sua proposta di un muro anti immigrazione da far pagare al Messico, con la minaccia altrimenti di rivalersi sulle rimesse degli immigrati messicani in Usa. Il Messico ha reagito inviando a Washington un nuovo ambasciatore più esperto per mostrare i muscoli della diplomazia di fronte alla crescente ostilità di Trump.
SESTA VITTORIA DI FILA PER SANDERS. Nel fronte democratico, Sanders coglie un successo importante proseguendo la striscia di vittorie, la sesta consecutiva. «Wisconsin, oggi hai mandato un messaggio forte: quando stiamo insieme non c'è niente che non possiamo raggiungere», ha commentato il senatore 'socialista', definendo la vittoria «un segno del crescente momentum della nostra campagna». Dalla sua l'affluenza record intorno al 40%, l'alta percentuale di indipendenti, la composizione demografica e sociale dell'elettorato (in maggioranza bianchi, working e middle class).
OLTRE 10% DI DISTACCO. Il distacco su Clinton è netto, oltre 10 punti (56% a 44%), anche se non tale da fargli guadagnare molto nel conteggio dei delegati, 86 assegnati in modo proporzionale. Ma è abbastanza per proseguire con entusiasmo la corsa e guardare con ottimismo ad una sfida cruciale, quella di New York il 19 aprile. Hillary, che si è congratulato con lui, lo attende già lì: stasera, fiutando forse la sconfitta, non era in Wisconsin ma nella Grande Mela a raccogliere fondi elettorali. Anche in questo Sanders continua a batterla da tre mesi.

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