Vienna, controlli serrati al Brennero
MIGRANTI 7 Aprile Apr 2016 1626 07 aprile 2016

Controlli al Brennero, le cose da sapere

In Italia previsto il doppio degli arrivi di profughi rispetto al 2015. L'Austria teme un flusso incontrollato. Ma la chiusura delle frontiere può costare fino a 140 miliardi di euro.

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Da un paio di decenni, il confine tra Italia e Austria sul Brennero è una linea che si varca senza quasi rendersene conto. Ma ora Vienna ha deciso che la situazione non è più accettabile: l'Austria teme che la chiusura della rotta balcanica possa spingere molti più migranti a passare da questa strada, e sta seriamente pensando di reintrodurre i controlli alle frontiere. Tanto da aver iniziato la costruzione di una barriera 'preventiva' da usare in caso di necessità.
«L'Italia non può contare sul fatto che il Brennero resti aperto, se si arriva a flussi incontrollati di migranti», ha detto il ministro dell'Interno austriaco Johann Mikl-Leitner, in un'intervista all'austriaca Apa, in vista dell'incontro a Roma, col ministro Angelino Alfano.
«MISURE IN CASO DI FLUSSI INCONTROLLATI». «Come fatto coi Paesi della rotta balcanica, Slovenia, Croazia e Macedonia», ha avvertito il ministro, «vogliamo informare anche l'Italia delle misure che intraprenderemo se vi sarà un flusso incontrollato di migranti dall'Italia all'Austria».
Il rischio, secondo molti, è che la chiusura ai migranti possa produrre una nuova Calais al confine italiano, o almeno una nuova Ventimiglia.
Ecco cosa bisogna sapere sull'introduzione dei controlli alla frontiera.

Quanto costa? Interscambio da 140 miliardi a rischio

Secondo l'Osservatorio Conftrasporto-Confcommercio sui Trasporti e la Logistica, in collaborazione con l'Isfort, la decisione dell'Austria mette a rischio 140 miliardi di euro l'anno di interscambio commerciale del nostro Paese, che avviene attraverso i valichi stradali con l'Austria. Ogni ora spesa in più dai camion impegnati in questi traffici a causa dell'abbandono della libera circolazione delle merci all'interno dell'Ur, sempre secondo l'Osservatorio, genererebbe un danno commerciale immediato per le imprese dell'autotrasporto in termini di maggiori costi di gestione dei mezzi e dei conducenti superiore ai 170 milioni all'anno.
UN'ORA FERMI COSTA 280 EURO. Secondo il Corriere della Sera, ogni giorno passano dal Brennero circa 40 mila mezzi. Attualmente, il passaggio delle vetture avviene agevolmente, ma se gli agenti austriaci iniziassero a fermare auto e camion, si stima che un’ora passata in più da un camionista sulla strada verso Austria (e Germania) porterebbe almeno 280 euro di oneri supplementari.
A RISCHIO UN MILIONE DI EURO AL GIORNO. Se i tempi di trasporto fra il Veneto e la Baviera si allungassero anche solo di mezz’ora per ogni convoglio, l'intero made in Italy potrebbe perdere almeno un milione di euro al giorno.
«Un rischio - afferma il Presidente di Conftrasporto e Vice Presidente di Confcommercio, Paolo Uggè - che va scongiurato al più presto. In gioco, oltre al danno per la filiera logistica e per tutta l'economia nazionale, c'è anche la stessa essenza della politica europea dei trasporti all'interno del più generale Disegno Europeo».

Quanti sono i migranti? La paura di una nuova ondata

Secondo le stime dello stesso ministro del'Interno austriaco, Johann Mikl-Leitner, il numero di migranti che, attraverso il Mediterraneo, raggiunge l'Italia potrebbe raddoppiare dai 150 mila dell'anno scorso a 300 mila. Nel 2015, l'Austria ha ricevuto 85.500 richieste di asilo, il terzo Paese per numero di richieste pro capita dopo Ungheria e Svezia. La paura che con il ritorno delle alte temperature, e con la chiusura della rotta balcanica, i migranti possano scegliere di passare dal Brennero è alta.
BRENNERO PUNTO DI TRANSITO. Secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), circa 15 mila migranti sono arrivati in Italia nei primi tre mesi del 2016: un aumento di circa il 50% rispetto allo stesso periodo del 2015. Nella scorsa bella stagione, in effetti, il Brennero è stato un attivo punto di transito per coloro che sono sbarcati in Italia. La maggior parte di loro è passata senza alcun problema.
Il sindaco del comune di Brennero, Franz Kompatscher, ha dichiarato a fine marzo che «il comune di Brennero sul confine ha circa 250 abitanti. Non possiamo ospitare migliaia di migranti qui, è già difficile già con 400».
NEL 2015 PASSATI CIRCA 27 MILA MIGRANTI. «L'anno scorso sono passati circa 27 mila profughi», continua, «e non è stato facile. Ma un'altra storia è se si fermano qui».
Tuttavia, per ora questo flusso sconvolgente di persone non si è ancora visto. Il 25 marzo, il quotidiano in lingua tedesca di Bolzano Dolomiten, citando il portavoce del ministro dell'Interno austriaco, riferiva che «il timore che la rotta dei Balcani potesse trasferirsi sull'asse del Brennero per ora non si sta avverando».

Come verrà realizzato? Posti di blocco e frontiera

Intanto, in misura preventiva, Vienna si è preparata a blindare il confine col Brennero, anche con la forza militare. «L'esercito austriaco è pronto per un intervento rafforzato», ha detto il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil, aggiungendo che «se necessario, sono pronte alcune centinaia di soldati». Numero che «potrebbe essere accresciuto».
L'11 aprile è stato annunciato l'inizio dei lavori per la costruzione della barriera, lunga 250 metri e pronta ad essere attivata in caso di arrivo di un numero eccesivo di migranti.
VERA E PROPRIA FRONTIERA. Al valico italo-austriaco sono già stati smontati i guardrail e in una prima fase di lavori sarà anche modificata la segnaletica stradale. I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a Nord del confine. Sarà anche allestito un centro di registrazione. L'idea, inoltre, è quella di istituire una serie di posti di blocco sul valico. Il controllo di mezzi e documenti dovrebbe bloccare l'ingresso di migranti in Vienna. Secondo il Corriere «per le auto si appronterebbe un vero e proprio posto di frontiera edificato in mezzo all’autostrada, con tanto di casamatta all’uscita della prima galleria in territorio austriaco; per il trasporto pesante, uno spiazzo a lato della strada».

Quando inizieranno? Smentite le notizie della chiusura a giugno

Il 7 aprile, il quotidiano Tiroler Tageszeitung aveva fatto sapere che «i controlli di confine partiranno a fine maggio/inizio giugno» e l'11 aprile il il capo della polizia tirolese Helmut Tomac ha confermato la tempistica,
Sono previsti - scrive il giornale - un centro di registrazione sulla strada statale e quattro corsi di controllo sull'autostrada.
«NON ABBIAMO SCELTA». «Non sono felice che al Brennero ci saranno dei controlli, ma non abbiamo altra scelta», ha dichiarato il governatore del land austriaco Tirolo, Günther Platter, alla Tiroler Tageszeitung. La notizia sembra in contraddizione con quanto detto nella stessa giornata dal ministro degli Interni, che prevedeva l'inserimento di controlli solo in caso di un aumento incontrollato dei flussi, ed è stata smentita dal ministro degli Esteri Sebastian Kurz. «Sono convinto al 100 per cento che i controlli al Brennero possono essere ancora evitati, se l'Europa lo vuole e introduce veri controlli lungo i confini esteri dell'Unione», ha detto il ministro, «e dobbiamo fare di tutto per evitare una escalation della situazione al Brennero. L'Alto Adige non può diventare un hotspot».

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