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SCANDALO 7 Aprile Apr 2016 2137 07 aprile 2016

Petrolgate, Delrio: «Esposto a Procura sul dossier»

Il ministro dei Trasporti chiede chiarimenti su presunte attività finalizzate al ricatto nei suoi confronti da parte della 'cricca' di Gemelli. E precisa: «Mai subito pressioni».

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio.

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio passa al contrattacco nella querelle aperta dal caso Tempa Rossa, che ha messo in luce tutte le divisioni all'interno del governo Renzi. «Sono interessato a sapere se esiste o è esistita un'attività di dossieraggio nei miei confronti, volta a screditarmi, basata su presupposti totalmente infondati. Attività che considererei molto grave non solo nei miei riguardi, ma anche verso ogni cittadino italiano che possa esser oggetto di tali attenzioni. Per questo motivo presenterò un esposto alla Procura». È quanto si legge in una nota del ministro in merito agli articoli di stampa usciti il 7 aprile che lo vedrebbero come possibile vittima di ricatti da parte della cricca di Gianluca Gemelli (il compagno dell'ex ministro Guidi).
«MAI RICEVUTO PRESSIONI». «Ho letto oggi», precisa Delrio «che sono al centro degli interessi di un comitato d'affari che non conosco, da cui non ho mai ricevuto pressioni o condizionamenti e tantomeno ricatti ai quali evidentemente non mi sarei mai sottoposto».
I riflettori su Delrio sono stati accesi da una delle molte intercettazioni nate dal caso Tempa Rossa. In una conversazione con Gemelli, l'ex funzionario della Ragioneria di Stato e poi consulente del ministero dello Sviluppo economico, Valter Pastena, fa riferimento a un dossier, contenente anche materiale fotografico, che riguarderebbe proprio il ministro dei Trasporti.
IL DOSSIER SU DELRIO. Il dossier conterrebbe elementi di un rapporto tra lo stesso Delrio ed esponenti della 'ndrangheta: «E adesso», dice Pastena, «ci stanno le foto di Delrio con questi». Il riferimento è a un clan operante tra Mantova e Reggio Emilia, denominati nell'intercettazione 'Cutresi'.
«Quanto sta emergendo dalle intercettazioni di Tempa Rossa con ricatti da parte di consulenti del Governo come Valter Pastena contro Delrio per le sue pericolose processioni elettorali a Cutro (Crotone) nel 2009 è di una gravità inaudita», hanno dichiarato i parlamentari M5s della commissione Antimafia.
M5S: «FARE LUCE SUL MINISTRO DEI TRASPORTI». «Sempre in attesa di poter ascoltare in antimafia Graziano Delrio e magari ora anche il potente consulente governativo Pastena, è utile ricostruire, come facciamo da tempi non sospetti, il quadro d'insieme sul ministro dei Trasporti e Lavori Pubblici. Un quadro di rapporti politici inopportuni e sottovalutazioni delle infiltrazioni da parte del sindaco ed oggi ministro Delrio che lo portano ad essere oggetto di un possibile ricatto da parte di funzionari del suo stesso Governo».
I parlamentari del Movimento 5 stelle si riferiscono proprio all'incontro per il quale il ministro, inizialmente fedelissimo di Renzi, sarebbe ricattabile secondo le intercettazioni di Gemelli.
LA VISITA DEL MINISTRO A CUTRO. «Delrio nel 2009 si recò a Cutro (Crotone) alla 'Processione per il Santissimo Crocifisso' a ridosso delle elezioni amministrative dove correva per il secondo mandato a Reggio Emilia», spiegano gli esponenti del Movimento, «Alla Dda non sfuggì questo dettaglio perché come ha ricordato Franco Roberti 'quando esponenti di molti partiti vanno in campagna elettorale in Calabria, mi pongo il problema: per quale motivo si fa questo? Se tu in occasione delle elezioni che si fanno qui in Emilia vai a fare campagna elettorale in Calabria, vuol dire che sai che l'appoggio o il non appoggio alla tua elezione viene dalla Calabria non dall' Emilia'».

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