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MAMBO 8 Aprile Apr 2016 1000 08 aprile 2016

Se continua così, Renzi farà presto le valigie

Fosse meno presuntuoso e bulletto, capirebbe che sta diventando impopolare.

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Il premier Matteo Renzi e il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.

Sul governo si sta scaricando la tempesta perfetta con la coincidenza dell’inchiesta giudiziaria di Potenza, l’avvicinarsi del referendum anti-trivelle, il voto amministrativo del 2016.
Se dovesse andare male, Matteo Renzi potrà prendersela solo con se stesso. Così come i suoi fanatici seguaci.
La vicenda di Potenza, sul cui profilo giudiziario è troppo presto per esprimersi, rivela, grazie alle intercettazioni - alcune inopportune («mi tratti come una sguattera del Guatemala»), altre utili a capire il clima del palazzo - uno scontro nel governo la cui violenza si spiega solo con il fatto che questo governo è esclusivamente stanza dei bottoni.
Ci sono quasi tutti dentro in questo verminaio di insulti e di allusioni mefitiche.
GOVERNO DI NOMINE E AFFARI? C’è soprattutto l’idea che al governo ci sono andate persone interessate solo a nomine e affari.
Non sarà sicuramente così, ma il familismo clientelare, di cui il caso di Marco Carrai alla cyber security è lo scandalo più indecente, conferma che la rottamazione è servita contro le persone, ma non contro la cattiva politica che invece trionfa più di prima.
Il referendum anti-trivelle continua non avere molte possibilità di superare il quorum per la stanchezza che i cittadini hanno verso i referendum, perché per metà d’Italia il tema non esiste, perché le opposizioni stanno facendo poco.
Tuttavia Renzi corre il rischio, da sé cercato, di chiamare al voto contro di lui.
ELEZIONI DELL'AUTOLESIONISMO. Le Amministrative sono il simbolo dell’autolesionismo. In verità in tutti gli schieramenti.
A Napoli quel genio di Luigi de Magistris si è messo a capo dei moti di piazza contro Renzi, a Roma la destra è degna di uno spettacolo del Bagaglino.
I cinque stelle sembrano sulla cresta dell’onda anche se sia Beppe Grillo sia Gianroberto Casaleggio sono un po’ “stanchini” (Dio c’è!) e le prime uscite televisive di Virginia Raggi fanno abbastanza pena.
A contrastarla c’è il troppo mite Roberto Giachetti che il sindaco, a differenza di quel che pensa D’Alema, potrebbe farlo bene, ma deve guidare una coalizione in pezzi.
TAFAZZISMO DI SINISTRA A MILANO. A Milano siamo al capolavoro del tafazzismo a sinistra. Di fronte a un minacciosissimo Stefano Parisi (politicamente, perché l’uomo è mite), l’ineffabile Giuseppe Sala si fa beccare per una casa in montagna di cui si è dimenticato di rivendicare la proprietà. C’è una sola definizione per lui: Scajola.
Tutto questo elenchetto per dire che Renzi, a cui avevamo augurato vita lunga come premier e vita breve come segretario del Partito democratico, potrebbe presto fare le valigie nella peggior condizione possibile. Se il fanciullo di Rignano fosse meno presuntuoso saprebbe vedere e sentire la straordinaria impopolarità che lo circonda soprattutto per l’eccezionale aspettativa con cui era stato accolto.
Se vuole smentire Gianni Cuperlo, che giustamente pensa che lui non sia uno statista, non si limiti a fare il bulletto con i magistrati («L’emendamento l’ho voluto io». E perché l’ha fatto votare di notte?), ma dia una ramazzata al suo governo.
Troppi faccendieri lo circondano, troppi personaggi inadeguati sono accanto a lui.
NON SI CAPISCE COSA FACCIA LOTTI. Ancora non abbiamo capito che cosa sappia fare questo Luca Lotti abilissimo nel costruire cordate di potere. Dall’Evangelisti di «a Fra' che te serve», di gente come Lotti è piena la politica italiana.
Maria Elena Boschi è purtroppo sotto un tiro volgare e maschilista, ma è anch’essa poca cosa.
E sono questi i pivot del renzismo. Al Pd Renzi ha messo solo anime morte incapaci di far funzionare il partito, incapaci come i funzionari statali russi negli ultimi anni dello zar.
Sarò noioso (e ne vado fiero), ma è tutta qui la rottamazione? Ovvero tutto questo casino per ascoltare le cose che si dicono l’uno contro l’altro i ministri?
Per sentir riparlare di dossier fratricidi? Per fare gli spacconi contro Susanna Camusso e gli adulatori con Sergio Marchionne? Suvvia!
RENZI SI FA MALE E CI FA MALE. Renzi si deve dare una mossa, la classica mossa. Quale possa essere non lo so e se lo sapessi mi sparerei sul piede piuttosto che dirglielo. L’unica cosa chiara è che se continua così si fa male e ci fa male.
Gli oppositori interni al Pd stanno avendo un atteggiamento signorile nei suoi confronti e nei confronti delle disgrazie del governo.
È una moratoria pre-elettorale che fa onore. Purchè qualcuno stia pensando a quel che bisogna fare dopo o durante la tempesta perfetta.

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