Forse anche Passera candidato a Milano
ELEZIONI 9 Aprile Apr 2016 1729 09 aprile 2016

Milano, Corrado Passera ritira la sua candidatura a sindaco

L'ex banchiere cede alle richieste di Parisi e ritira la sua candidatura a sindaco di Milano.

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Alla fine ha ceduto e ha lasciato campo libera al centrodestra. Il 9 aprile Corrado Passera si è ritirato dalla corsa a sindaco di Milano dopo aver raggiunto un accordo con il candidato del centrodestra Stefano Parisi. A dare la notizia, insieme a Parisi, è stato lo stesso leader di Italia Unica nel corso di una conferenza stampa, convocata con pochissimo preavviso nella sede del suo comitato elettorale a Milano.
È «un'alleanza sul programma», ha sottolineato Passera, che ha riferito che sono «bastati pochi incontri» con Parisi per capire che c'era sintonia. A chi gli chiedeva del rapporto con la Lega di Salvini, che gli ha sempre rinfacciato di essere stato ministro del Governo Monti, l'ex banchiere ha risposto che su queste cose non si può discutere ma che l'Italicum imporrà comunque di convergere in un unico schieramento.
L'ALTERNATIVA AL RENZISMO. Quanto a Milano, secondo Passera serve «discontinuità» con Pisapia. «In una città», ha sostenuto parlando con Parisi al fianco, «che ha visto raddoppiare le tasse e la disoccupazione, serve una grande discontinuità. Giuseppe Sala dice che va bene così, noi invece diciamo che Milano deve cambiare marcia. Sala nega persino il problema della sicurezza, che è la principale ansietà dei milanesi».
Subito dopo la conferenza stampa è sul suo profilo Twitter che Passera ha dato la notizia: «Oggi rilanciamo il nostro impegno. Con Parisi per essere più incisivi al traguardo, a #Milano e nel Paese», ha scritto, «il mio impegno per cambiare Milano trova oggi una dimensione ancora più forte, in un laboratorio politico Unico alternativo al renzismo. Insieme con Parisi, per una grande lista civica».
IL 6% DEI VOTI IN DONO A PARISI. L'ex banchiere avrebbe così ceduto alle insistenti richieste di Parisi, che più volte durante la sua campagna elettorale ha auspicato il ritiro affinché tutti i voti convergessero sulla sua candidatura.
Secondo un sondaggio realizzato da Ipr per il Tg3 l'ex banchiere prenderebbe un 6% dei voti alle amministrative del 5 giugno, una manciata di voti che sarà determinante nella corsa di Parisi. Secondo lo stesso sondaggio il candidato di centrodestra si attesterebbe infatti al 34%, due punti sotto l'avversario del centrosinistra Beppe Sala.

Passera definisce «liberale» il suo contributo al centrodestra

Un regalo al centrodestra che durante la conferenza stampa Passera ha messo direttamente nelle mani di Parisi: «Sarò fortissimamente impegnato in campagna elettorale perché Stefano Parisi diventi sindaco», ha detto l'ex banchiere che pur non dicendo mai apertamente di essersi ritirato, ha spiegato «la convergenza» sul candidato sindaco di Milano per il centrodestra.
Passera ha riferito che «molti» dei suoi sostenitori saranno nella lista civica di Parisi, ma non lui in persona. Insieme a Parisi, che era accanto a lui, l'ex banchiere ha parlato di un contributo «liberale» al centrodestra, aggiungendo all'alleanza «quel delta che manca per vincere. Milano», ha concluso, «è più importante di tutti noi e sento il dovere di unire le forze, una decisione che ho preso liberamente».
IL PROGETTO VA OLTRE MILANO. Un passaggio di consegne che Parisi ha accolto a braccia aperte: «Con Passera c'è una forte identità di vedute per rimettere in moto Milano in un'ottica liberale, con una piattaforma di governo», ha detto il candidato sindaco del centrodestra a Milano, nella conferenza stampa sull'accordo con Passera. «Questo progetto non si fermerà a Milano ma andrà oltre, un modello per l'Italia - ha detto Parisi - questo darà più impulso alla campagna elettorale». Secondo Parisi «tutto il centrodestra supporta molto questa scelta».
QUAGLIARELLO SOSTIENE LA SCELTA. E il primo a sostenerla è stato il senatore Gaetano Quagliariello, presidente del movimento 'Idea': «La scelta di Corrado Passera di unire le forze a sostegno della candidatura di Stefano Parisi a Milano va nella direzione di costruire un centrodestra non di protesta, non egoista, ma di governo», ha detto, «è una scelta che si inscrive nel solco di quella vocazione maggioritaria che da tanto tempo il centrodestra sembra aver smarrito, e che si contrappone dunque agli egoismi partitici che nella città di Roma ancora faticano a puntare su una candidatura che abbia l'ambizione di vincere. A Milano ora c'è equilibrio tra le differenti componenti di un progetto, e per questo si avvicina la possibilità di una vittoria che possa diventare un paradigma per la rinascita di un'area e per evitare che l'unica alternativa al disastroso governo Renzi sia rappresentata dal Movimento Cinque Stell», ha concluso Quagliariello.

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