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POLEMICA 11 Aprile Apr 2016 1217 11 aprile 2016

Salvini rilancia contro Mattarella: «Non mi pento di quanto detto»

Bufera sul leader della Lega dopo le accuse al capo dello Stato sulla questione migranti. «Complice e venduto, non mi riconosco in lui».

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Matteo Salvini e Sergio Mattarella.

Continua la battaglia di Matteo Salvini contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, iniziata per volontà del leader leghista con un'interpretazione polemica delle parole del capo dello Stato.
«Non mi pento delle mie parole», ha dichiarato il leader del Carroccio, «il Presidente degli italiani, che tale non mi sembra, prima di parlare di frontiere e confini aperti dovrebbe difendere la sua gente».
Domenica 10 aprile, alla fiera del vino Vinitaly Salvini aveva attaccato Mattarella definendolo «complice e venduto», per una frase che richiamava il tema delle frontiere e - solo per Salvini - quello dell'immigrazione.
SALVINI FRAINTENDE LE PAROLE DI MATTARELLA. «Da prodotto antico a chiave di modernità», aveva detto Mattarella, «il vino italiano, col suo successo nell'export conferma come il destino dell'Italia sia legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino».
Pochi minuti e Salvini affidava a Facebook il post destinato a scatenare le polemiche. «Il destino dell'Italia è legato al superamento delle frontiere e non al loro ripristino - scrive - come a dire avanti tutti, in Italia può entrare chiunque... Se lo ha detto da sobrio, un solo commento: complice e venduto».
ATTACCHI AL LEADER DELLA LEGA. Le parole del leader della Lega avevano istantaneamente provocato le reazioni delle istituzioni, della maggioranza e di buona parte delle opposizioni, che avevano definito le parole di Salvini inaccettabili alzando gli scudi in difesa del Capo dello Stato.
Il giorno seguente, invece di tentare di risolvere la difficile situazione in cui si era infilato, sia per il fraintendimento che per lo scarso rispetto dimostrato verso le istituzioni, il leader della Lega ha rilanciato. «Il Presidente degli italiani, che tale non mi sembra, prima di parlare di frontiere e confini aperti dovrebbe difendere la sua gente ed il lavoro della sua gente», ha detto Salvini al telefono con Maurizio Belpietro, su Canale 5, «Questo non è un Presidente in cui mi riconosco».
RENZI: «ACCUSE MESCHINE». «Le polemiche e le accuse nei nei confronti del Presidente della Repubblica sono a mio avviso qualcosa di meschino. La frase che ha detto il presidente Mattarella è sacrosanta», ha detto il premier Matteo Renzi a Vinitaly. «Il presidente della Repubblica - ha aggiunto - rappresenta tutti gli italiani e cogliere ogni considerazione per fare polemica ci differenzia dagli altri».
«NON MI PENTO DI QUANTO DETTO». Lunedì 11 aprile Salvini ha rilanciato e ha caricato a testa bassa. «Per me non cambia nulla. Le frontiere e i confini ci sono, tutti li difendono, l'Italia no. Parlo anche dell'ingresso quotidiano di tonnellate e tonnellate di schifezze che arrivano dall'altra parte del mondo: riso pesce, latte, carne, arance, pomodori, che arrivano sulle tavole degli italiani mandando al disastro il lavoro dei nostri allevatori e agricoltori», dice ancora Salvini, «non sono assolutamente pentito, anzi. Se certi politici facessero due passi tra la gente, parlando con un disabile che prende trecento euro al mese, quando un immigrato ne costa mille, parlando con una vittima della legge Fornero, o con un commerciante rovinato dalla riforma di settore, altro che passeggiate chiacchierone al Vinitaly. Qui c'è una politica lontana dalla vita di tutti i giorni degli italiani».
Al di fuori del dibattito politico sui migranti, Salvini ha dovuto affrontare gli attacchi di chi ha minacciato di sporgere denuncia per offesa al Presidente della Repubblica, massimo rappresentante delle istituzioni.
«DENUNCIA? HO LE SPALLE LARGHE». «Io ho le spalle larghe. Se qualcuno mi denuncia non me ne può fregar di meno. Nel mio piccolo difendo i diritti e gli interessi dei cittadini italiani che potenti non sono», ha dichiarato ancora, «Tra tanti politici che rubano, raccomandano, fregano il denaro pubblico, se io devo essere processato perché ho detto che la magistratura non funziona, o perché ho detto che Napolitano è stato il peggior Presidente della Repubblica degli ultimi anni ed ha svenduto pezzi di Italia e di sovranità all'Europa e ai Paesi del mondo, se devo essere processato perché difendo gli interessi degli italiani, allora processatemi anche domani mattina».
SALVINI ATTACCA SUL CASO REGENI. Per Salvini la polemica è stata l'occasione per rilanciare gli attacchi sul governo in genere, e su quella che considera una pessima gestione del caso Regeni. «Ci stupiamo se l'Egitto ci prende in giro, se muore un nostro ragazzo e ci dicono che è stato un incidente, ma sono quattro anni che ci sono i Marò sotto un finto processo in India», ha detto, puntando il dito contro il Quirinale e Palazzo Chigi, «l'Italia, per volere di qualcuno, non deve valere più in accidente. Questo qualcuno si chiama Renzi, Napolitano, Mattarella. Se io pretendo dignità orgoglio e rispetto per gli italiani e per questo devo esser processato processatemi, chi se ne frega».
«VILIPENDIO? A FARLO È MATTARELLA». «Poiché ho visto che il Pd mi denuncia per vilipendio, colui che commette questo reato nei confronti degli italiani è in primis il signor Mattarella che non viene a fare due passi all'Aquila», ha detto Salvini nella conferenza stampa seguita al giro al centro storico del capoluogo abruzzese, e dopo la visita alla frazione di Paganica, sette anni dopo il sisma del 6 aprile 2009. L'ulteriore attacco a Mattarella arriva dopo aver descritto la situazione aquilana come tutt'altro che risolta: «Fuori dell' Aquila - ha spiegato Salvini - si pensa che sia stato tutto risolto e che la vita sia ricominciata normalmente con negozi riaperti e centro storico ricostruito, ma in realtà non è così».

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