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CONTI ALLA MANO 12 Aprile Apr 2016 1918 12 aprile 2016

Casaleggio, dalla politica pochi soldi e tanti problemi

Col passaggio al M5s, la Casaleggio Associati ha visto diminuire i propri ricavi. Fino a un rosso di 150 mila euro. E ha perso clienti. Chiarelettere in primis.

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Gianroberto Casaleggio.

Si potrà dire quello che si vuole di Gianroberto Casaleggio – il teorico del web e inventore del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo morto all'età di 61 anni - ma di sicuro non che sia sceso in politica per arricchirsi.
C'è chi lo ricorda ancora adesso a bordo della sua vecchia Volvo Rossa. E chi non lo elogia come imprenditore, pur ligio nel rispetto delle regole, per aver fatto alcune scelte poche accorte e non aver dato grossi dividendi agli azionisti.
Del resto basta spulciare i bilanci della Casaleggio Associati dal 2004, anno della fondazione, al 2014, in attesa di quello del 2015, per notare come le entrate siano state più o meno sempre costanti, al di sotto dei 2 milioni di euro, con un'impennata nel 2012, ma anche con il rosso di quasi 150 mila euro l'anno scorso, e un ribasso nei ricavi di quasi mezzo milione di euro.
DALL'IDV AL MOVIMENTO. Sugli incroci di gestione del blog di Grillo e le altre attività connesse, pubblicità, siti correlati, clickbating, spettacoli e libri del comico genovese, circola sempre un alone di mistero, già affrontato dai media negli scorsi anni.
Di sicuro aver preso in carico le attività di merchandising di Beppe ha aiutato, ma dopo la gestione della comunicazione online dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro e il passaggio al M5s - con relativi attriti con l'ex pm di Mani Pulite - nel periodo più florido della politica grillina i ricavi sono sempre andati diminuendo. O comunque non hanno inciso così tanto sui ricavi.
L'ADDIO DI SASSOON. Certo, i bilanci non danno una mano, perché manca la Relazione di gestione, ma non è un dato obbligatorio per legge.
A ben guardare, quindi, lo spazio per dietrologie da Club Bilderberg non c'è. Anzi, bisogna segnalare i problemi che il guru pentastellato ha dovuto affrontare in un'azienda in mano a lui e al figlio Davide con il 30% delle azioni ciascuno.
Il primo arrivò alla fine del 2012 con l'addio di Enrico Sassoon, pezzo da novanta nell'estasblishment economico, uomo di relazioni, dal 1996 al 2006 amministratore delegato della American Chamber of Commerce in Italy, centro nevralgico del business delle aziende statunitensi in Italia.

Nuovi soci dal 2015: entrano Benzi e Maiocchi

Enrico Sassoon.

Sassoon lasciò la Casaleggio Associati con una dura lettera al Corriere della Sera: «Non conosco Beppe Grillo, non ci siamo mai incontrati né scambiati telefonate, mail o sms. Non ho partecipato alla gestione del suo blog in seno alla Casaleggio Associati, dove non ho mai ricoperto cariche operative; non ho mai avuto a che fare con il Movimento 5 Stelle, con il quale intrattiene relazioni il solo Casaleggio nelle forme e nei modi da lui stesso ripetutamente chiariti anche su questo giornale. Lascio la società perché i miei interessi personali e professionali sono altrove, ma anche per spezzare il filo delle speculazioni interessate. Mi auguro che serva», scrisse sul quotidiano, costringendo Casaleggio senior a trovarsi nuovi soci.
Nel 2015 sono entrati Maurizio Benzi (7,5%) e Marco Maiocchi (7,5%) che erano già con lui nella magra esperienza della Webegg del gruppo Telecom Italia.
LA ROTTURA CON CHIARELETTERE. Non solo. A fine del 2013 - nell'anno che segnala il bilancio più corposo per l'azienda web nata per sviluppare in Italia una cultura della Rete attraverso studi di settore, articoli, pubblicazioni, newsletter e seminari – il misterioso e schivo stratega pentastellato perse uno dei suoi clienti più importanti, ovvero il gruppo editoriale Mauri Spagnol.
Ne curava la comunicazione online da anni, per le case editrici controllate o partecipate Longanesi, Garzanti, Guanda, Corbaccio e Chiarelettere.
C'era pure il sito Cadoinpiedi.it, piccola miniera d'oro da 150 mila visitatori unici al giorno. E il motivo fu a quanto pare strettamente politico, anche perché il gruppo voleva pubblicare autori di tutti gli orientamenti.
«NESSUN ARRICCHIMENTO PERSONALE». I fari della politica non hanno aiutato nemmeno nel 2013, quando Casaleggio arrivò al Forum Ambrosetti per cercare nuovi partner.
Ma la purezza del M5s non gli ha mai permesso di sporcarsi le mani come accaduto invece a tanti altri imprenditori scesi in politica negli ultimi anni.
Nel libro di Francesco Oggiano Beppe Grillo Parlante viene dato ampio spazio alle voci degli ex dipendenti dell'azienda. E uno di loro, a proposito di Casaleggio, dice: «Non badava certo al suo arricchimento personale. Ma si fece prendere dall'entusiasmo e fece una serie di enormi acquisizioni, continuava ad acquistare a prezzi enormi società di cui si infatuava, che con il nostro core business non avevano niente a che fare».
Insomma, più politica, strategia e innovazione che interesse al portafoglio. Ma forse anche poco naso per gli affari.

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