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MAMBO 12 Aprile Apr 2016 1037 12 aprile 2016

E se Emiliano rottamasse Renzi e la sinistra Pd?

Non risparmia nessuno. E il referendum può diventare la sua rampa di lancio nazionale.

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Michele Emiliano, governatore della Puglia.

Renzi e la sinistra Pd che gli si oppone dovrebbero guardare con più attenzione al “fenomeno Emiliano”.
Il presidente della Regione Puglia ha messo il turbo. Ha deciso di intestarsi il risultato del referendum sulle trivelle nella convinzione che raggiungere il quorum sia molto difficile ma non più impossibile, che un quorum fallito di poco costituirebbe per lui un buon successo e che, qualunque sia il quorum, la massa dei “Sì”, probabilmente maggioritaria, potrebbe intestarsela.
Così raggiungerebbe il primo non banale risultato. Nella crisi del movimento ambientalista e di fronte alla tecnica sparizione dei Verdi, Emiliano diverrebbe il punto di coagulo di una cultura profonda che è più larga del bacino elettorale in cui viene solitamente raccolta.
BORDATE A RENZI E ALLA SINISTRA PD. Ma non c’è solo questo. Emiliano, sparando ad alzo zero contro Renzi, testimonia una rottura con il leader del suo partito non recuperabile. Il presidente del Consiglio se l’è cercata con la sua supponenza. Per tutta risposta un signore di età matura, di ricca storia professionale e di grande temperamento ha deciso di fargliela pagare. Il governatore della Puglia sa come sia volatile l’opinione pubblica e ha colto quello che Renzi e i suoi suggeritori, soprattutto gli ex dalemiani convertiti, non colgono: in questo momento il tasso di impopolarità del premier è molto alto.
Infine, Emiliano interviene sulla sinistra Pd e le taglia la strada. L’asse Cuperlo-Bersani per troppo tempo è rimasto al palo della contestazione di principio contro Renzi sul suo carattere democratico, sulla sua presunta estraneità alla storia dei dem.
Il presidente della Puglia non sa che farsene di questi ragionamenti, è uomo pratico e quindi butta addosso al premier tutto ciò che si può buttare, pur di abbatterne la statua. In effetti Emiliano vuole rottamare Renzi con lo stesso stile di Renzi.
Al suo “birillo” non concede nulla: lo riempie di insulti, lo fa diventare dannoso, invoca la sua caduta per il bene comune. E facendo questo discorso si rivolge ai piddini stanchi del premier, quelli che lo hanno sempre detestato e quelli delusi, ma anche a chi sta fuori del Pd e resiste all’idea di andare dai 5 stelle e da un centrodestra a direzione Stefano Parisi.
Conta in tutto questo anche com’è il personaggio Emiliano. Il presidente della Puglia è quel che si vede di persona e in tivù. È un simpatico, a differenza del premier che è tecnicamente un antipatico, parla schietto, conosce i dossier su cui interviene, sa stare in televisione, non teme l’intervento della magistratura (e non spiego perché…), è il classico destra-sinistra più di Renzi.
PUÒ DIVENTARE L'ANTI-MATTEO Il presidente del Consiglio, per quanto si voglia camuffare di panni nuovi, è un figlioccio della Dc di provincia. Emiliano, pur avendo avuto, dice lui, la tessera del Pci da giovane, è un signore di sinistra che conosce le vie del cuore della destra. È uno che se sa che in un certo ambiente può essere fischiato non dice all’autista di tornare indietro, ma si tuffa fra i contestatori. È uno che il pane se l’è guadagnato studiando e lavorando.
Renzi deve solo sperare che il referendum-trivelle veda un’astensione stellare. Ma se appena appena la quantità di persone che andrà a votare costituirà un buon blocco elettorale, per lui l’ombra del presidente della Puglia comincerà a diventare ossessiva.
La sinistra Pd ha poco tempo per scegliere una strategia e un punto di raccolta, prima cioè che Emiliano, come sa fare solo lui, occupi tutta la scena.
Fare accordi con lui ora è complicato, e sconsigliabile, contrastarlo di petto sarebbe un errore, presentare un’alternativa alla Sanders che superi i duellanti potrebbe essere la strada giusta.

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