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DIPLOMAZIA 12 Aprile Apr 2016 1106 12 aprile 2016

Iran, Renzi in visita a Teheran da Rohani e Khamenei

Il premier nella capitale con una delegazione di imprenditori. È il primo leader Ue dalla fine delle sanzioni. In gioco affari miliardari.

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Il presidente iraniano Assad Rohani accoglie il premier Matteo Renzi.

Fate presto, con la fine delle sanzioni «ci sono tantissimi Paesi in fila» per fare business in Iran. Con questo invito alle imprese italiane, il presidente Rohani aveva chiuso a gennaio la visita in Italia, la prima in Europa all'indomani del rientro a pieno titolo di Teheran nella comunità internazionale grazie all'accordo sul nucleare. E il premier Matteo Renzi non se l'è fatto ripetere.
Dopo la missione di febbraio con 197 imprese, guidate dai ministri Delrio e Martina, Renzi è volato a Teheran per una visita ai massimi livelli visto che, oltre al presidente iraniano, ha incontrato anche il presidente del Consiglio del Discernimento Hashemi Rafsanjani e la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.
In serata il presidente del Consiglio avrà una cena in ambasciata con i 147 imprenditori rappresentanti delle 55 imprese italiane partecipanti alla missione italiana.

  • L'incontro tra Renzi e Rohani.

«Sono il primo ad andare in Iran» ha sottolineato Renzi con orgoglio, mettendo in evidenza il suo interesse per il Paese oggi guidato da Rohani.
LA DELEGAZIONE ACCOLTA DA ROHANI. Renzi è stato accolto al suo arrivo a Teheran da Rohani nel complesso Saadabi. Con il premier ci sono il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, il sottosegretario allo sviluppo Ivan Scalfarotto e una delegazione di imprenditori tra i quali l'ad di Eni Claudio Descalzi, l'ad di Mediobanca Alberto Nagel, l'ad di Saipem Stefano Cao, l'ad di Fs Renato Mazzoncini, l'ad di Sace Alessandro Castellano, il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani e i vertici di Trevi e Danieli.
RENZI: «AMICIZIA DA ANDREOTTI A PRODI». «È davvero un onore e un piacere essere qui, si iscrive nella tradizionale amicizia che risale ai tempi di Andreotti, Moro fino a Prodi» ha detto il premier Matteo Renzi nella dichiarazione al termine del bilaterale con il presidente iraniano Hassan Rohani. «La fine delle sanzioni è un passaggio storico non solo per l'Iran, e i rapporti tra Italia e Iran devono continuare al meglio sia a livello politico che economico ma anche culturale perché siamo due potenze culturali».
«La crisi umanitaria che segue alla guerra in Yemen, Siria e Libia - finalmente si vedono piccoli passi avanti nella tregua - richiede un grande investimento umanitario. Oggi Gentiloni è a Tripoli per portare farmaci e viveri e sarebbe interessante approfondire la partnership nei teatri di crisi», ha detto il premier: il ruolo della repubblica islamica nei conflitti medio-orientali, e il suo scontro con l'Arabia Saudita, è fondamentale e ha una parte imprescindibile nelle possibili vie d'uscita ai conflitti nella regione.
ROHANI: «L'ITALIA SI È MOSSA PER PRIMA». «Dopo le sanzioni l'Italia è il primo Paese che si è mosso nello sviluppo dei rapporti con l'Iran. Prima delle sanzioni l'Italia era il primo partner Ue, ora vorremmo che tornasse a svolgere questo ruolo oggi». È l'auspicio espresso dal presidente iraniano Hassan Rohani al termine del bilaterale con il premier Matteo Renzi a Teheran. «Le imprese italiane - ha detto Rohani - hanno sempre trovato grandi accoglienza, l'Italia è un amico prezioso dell'Iran anche nei momenti di difficoltà, anche nel periodo delle sanzioni la posizione italiana è stata tra le più eque». Il presidente iraniano ha ricordato il «suo primo viaggio in Italia» dopo la fine delle sanzioni ed «oggi a meno di tre mesi da quella visita abbiamo qui il primo ministro italiano e queste visite dimostrano la volontà dei due paesi per lo sviluppo dei rapporti economici, politici e culturali».

L'Iran attrae dai 30 ai 50 miliardi di investimenti l'anno

Nonostante la polemica mondiale sui nudi coperti in Campidoglio, la missione di Rohani a Roma era stata considerata un successo per il governo italiano: contratti miliardari, una ventina di accordi bilaterali, in particolare nei settori minerario, energetico e infrastrutturale ma anche il comune impegno nella lotta al terrorismo dell'Isis. Un rafforzamento di relazioni, già buone, tra i due Paesi che mette l'Italia in prima fila nella progressiva apertura al mercato annunciato dall'Iran che mira, secondo fonte Sace, ad attrarre tra i 30 e 50 miliardi di dollari di investimenti esteri annui.
EXPORT IN AUMENTO DI 3 MILIARDI. E con il ritiro delle sanzioni il nostro export potrebbe aumentare di quasi 3 miliardi di euro nei prossimi 4 anni. Oltre all'oil&gas, i settori sui quali le imprese italiane puntano a ramificarsi nel Paese è quello dei trasporti (treni, aerei e auto, vista la necessità di rinnovare un parco circolante di 14 milioni di unità molto vecchio).
La decisa crescita demografica - attualmente sono 77 milioni gli iraniani ma si prevede che raggiungeranno i 100 milioni entro il 2050 - necessiterà di un'offerta abitativa adeguata e per questo significativi spazi di sviluppo sono attesi nel settore dei materiali da costruzione e dei macchinari per la lavorazione di marmo e granito, materie prime di cui il Paese è molto ricco.
L'ATTENZIONE DELL'ITALIA AL PAESE. Ma anche nel nuovo clima politico ed economico maturato a seguito dell'intesa con la comunità internazionale sulla questione nucleare, nella teocrazia iraniana, relazioni diplomatiche e investimenti viaggiano di pari passo. Per questo l'attenzione politica verso l'Iran è coltivata con cura dal governo Renzi con ben tre missioni di sistema, condotte da vari ministri. Per favorire gli investimenti reciproci, il Consiglio dei ministri ha da poco approvato anche un ddl che ratifica l'accordo tra i due Paesi per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.
8,8 MILIARDI A SOSTEGNO DELLE AZIENDE DA CDP. Al seguito della delegazione governativa-economica italiana guidata da Renzi, la Cassa depositi e prestiti ha annunciato, assieme alla sue controllate Sace e Simest, lo stanziamento di 8,8 miliardi di euro per finanziare e sostenere le aziende italiane, grandi, medie e piccole, nei settori delle infrastrutture, del petrolio e del gas e dei trasporti in Iran.
Insomma soldi veri, con ricadute importanti per gli imprenditori italiani e l'economia iraniana; una concretezza nuova per i memorandum of understanding, 30 ha puntualizzato il presidente della Repubblica islamica Hassan Rohani, firmati a Roma a febbraio tra Iran e Italia e a cui se ne è aggiunto stamane un altro buon numero.
Le Ferrovie dello Stato italiano costruiranno due linee ad alta velocità per un valore di oltre 3 miliardi in 10 anni, l'Enel ha raggiunto un'intesa di cooperazione con una società iraniana del gas, così come la società aeroporti di Milano Sea con una controparte iraniana. La Danieli, il cui amministratore delegato Benedetti ha firmato il Mou , presentandosi senza cravatta, all'iraniana, fornirà pezzi di ricambio nel settore automobilistico.
Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha lodato la rapidità con cui governo e aziende italiane si sono mossi per recuperare spazio e opportunità nel grande mercato iraniano. E il viaggio non è ancora finito: il 13 aprile è in programma l'incontro, alla Camera del Commercio, con i businessmen iraniani, pubblici e privati, alla presenza di Matteo Renzi e del ministro degli Esteri Zarif.

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