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ESTERI 12 Aprile Apr 2016 1028 12 aprile 2016

Libia, Gentiloni in visita a Tripoli da Serraj

È il primo alto rappresentante di un governo occidentale nel Paese dal 2014.

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Il ministro Gentiloni arriva a Tripoli.

Con la situazione in Libia che sembra stabilizzarsi dopo l'arrivo del nuovo governo di unità nazionale e la fuga del premier islamista dalla capitale, la diplomazia torna nel Paese frantumato dalla caduta di Gheddafi nel 2011. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni è arrivato a Tripoli, dove ha incontrato il nuovo premier sostenuto dall'Onu Fayez al Sarraj. È la prima visita di un alto responsabile straniero nella capitale libica dal 2014.
VALUTEREMO RICHIESTE DEL GOVERNO. Dopo il bilaterale, i due hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.

Gentiloni con il premier Serraj.

«Con l'Italia c'è un rapporto molto radicato e che intendiamo rafforzare, sul fronte della lotta all'immigrazione clandestina e al terrorismo», ha detto il premier Sarraj a margine del bilaterale con Gentiloni, ringraziando il titolare della Farnesina per la sua visita a Tripoli.
Durante la conferenza, Gentiloni ha annunciato che l'Italia ha fatto arrivare in Libia aiuti umanitari con un C-130. Tra gli aiuti, kit medici destinati all'ospedale di Tripoli. «Altri aiuti», ha detto il ministro, «saranno destinati presto a Bengasi».

Il ministro degli Esteri Gentiloni con gli aiuti umanitari dell'Italia alla Libia (Ansa).


«Come abbiamo sempre detto, si tratta di avviare un percorso di stabilizzazione in Libia», aveva detto Gentiloni, «insediare un governo, consolidarlo, avere una risoluzione delle Nazioni Unite e poi valutare le domande che il governo rivolgerà alla comunità internazionale su tanti piani, inclusa la sicurezza».
SI ATTENDE IL VOTO DEL PARLAMENTO DI TOBRUK. Intanto, nel Paese si attende ancora un paso fondamentale per la pacificazione. A Tobruk, il governo riconosciuto dalla comunità internazionale – prima della firma degli accordi che hanno nominato Sarraj – deve ancora dare il suo appoggio al nuovo esecutivo. Il Parlamento terrà una seduta per discutere e votare l'accordo politico libico «entro il 18 aprile», ha annunciato il vicepresidente dell'Assemblea, Emhemed Shouaib, in una conferenza stampa al Cairo.
La decisione è arrivata dopo gli incontri nella capitale egiziana, che appoggia e finanzia il governo di Tobruk, tra Shouaib e il presidente del Parlamento, Aguila Saleh, considerato un oppositore del governo Sarraj. Secondo alcune fonti, il Parlamento potrebbe già riunirsi giovedì 14 aprile.
«I LIBICI DEVONO BATTERE L'ISIS». Nel puzzle del Paese, il pezzo più difficile da sistemare è ancora quello dello Stato islamico. «Per combattere efficacemente il terrorismo dell'Isis e il traffico di esseri umani è urgente che la Libia trovi stabilità e pace», ha dichiarato Gentiloni, sottolineando che il consiglio presidenziale guidato da Fayez al Sarraj «sta muovendo nella giusta direzione». Parole dette il giorno precedente anche dall'inviato speciale dell'Onu Martin Kobler - intervistato da La Stampa - secondo cui è ancora presto per parlare di un intervento militare internazionale: «Un passo alla volta - afferma - La minaccia dell'Isis è seria. Distruggere l'Isis in Libia è il nostro primo obiettivo. Ma prima dobbiamo avere un governo pienamente in carica. Sarà questo governo a guidare la lotta all'Isis, con la collaborazione di tutti, comprese le milizie che saranno integrate nelle forze di sicurezza libica. Se poi il governo libico chiederà assistenza, la comunità internazionale è pronta».
IL RUOLO IMPORTANTE DELL'ITALIA. Nel caso, sarà l'Italia a guidare la missione? «L'Italia - risponde Kobler - sta svolgendo un ruolo molto importante», ha dichiarato Kobler al quotidiano di Torino, «ha già un ruolo di leadership nella missione civile di assistenza. Quanto a una futura missione militare, ripeto: un passo alla volta. Prima facciamo in modo che il processo istituzionale si completi».

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