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ASIA 13 Aprile Apr 2016 1212 13 aprile 2016

Corea del Sud, la presidente Park «senza maggioranza»

Il partito Saenuri vince di misura le elezioni. Ma non ottiene il mandato necessario per approvare la riforma del lavoro. Sullo sfondo le tensioni con Pyongyang e il peso delle comunità religiose.

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Park Geun-hye, presidente della Corea del Sud.

Saenuri, il partito di governo in Corea del Sud, potrebbe aver perso la maggioranza in parlamento a seguito delle elezioni politiche indette allo scopo di rafforzare i suoi numeri all'interno dell'Assemblea nazionale.
Secondo gli exit poll, Saenuri avrebbe un leggero vantaggio rispetto agli altri partiti, ma non abbastanza per conquistare il 51% dei seggi in parlamento, che conta in tutto 300 membri.
PARALISI LEGISLATIVA. Finora il governo della presidente Park Geun-hye si reggeva su un pugno di deputati, il che ha prodotto una situazione di paralisi dell'attività legislativa. Saenuri sperava quindi di riuscire a conquistare almeno i tre quinti dei seggi, necessari per l'approvazione di alcuni importanti provvedimenti economici, come la riforma del lavoro.
Secondo la tivù pubblica Kbs, Saenuri avrebbe tuttavia ottenuto tra i 121 e i 143 seggi, mentre al principale partito d'opposizione, Minju, andrebbero tra i 101 e i 123 seggi.
PARK IN SCADENZA. Gli elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere 253 parlamentari su 300. I restanti 47 sono attribuiti con il sistema proporzionale, in base al numero di voti presi da ciascuna forza politica.
La presidente Park sperava di ricevere un mandato più forte, prima della scadenza del suo incarico prevista tra circa un anno e mezzo.
DISOCCUPAZIONE GIOVANILE AL 12,5%. In Corea del Sud la disoccupazione giovanile è salita al 12,5% nel mese di febbraio, un dato molto superiore alla media del Paese, che si aggira attorno al 5%.
Allo stesso tempo, tutti i principali partiti hanno promesso misure per ridurre la povertà tra gli anziani.
LE TENSIONI CON LA COREA DEL NORD. Un altro tema politico cruciale riguarda i rapporti con la Corea del Nord, sempre più burrascosi. La presidente Park Geun-hye ha chiuso la zona industriale di Kaesong, al confine tra i due Paesi, in risposta ai test missilistici e nucleari del regime di Pyongyang.
Una decisione che alcune componenti della società coreana, come per esempio i rappresentanti della comunità cristiana, hanno considerato poco prudente: «In quell’area, dove imprese del Sud e del Nord lavoravano fianco a fianco, si viveva un dialogo di fatto che era comunque un antidoto al conflitto vero. La chiusura è un segnale estremamente pericoloso», ha detto il vescovo cattolico Peter Kang.
LA NOVITÀ DEI PROTESTANTI RADICALI. Un'altra novitàè la fondazione del Christian Liberation Party, di ispirazione protestante, che potrebbe guadagnare uno o due seggi in parlamento facendo presa sull’elettorato più radicale e trovando consensi nella battaglia contro l’omosessualità e contro l’Islam. Nel Parlamento uscente c'erano 100 cento deputati cristiani protestanti e 80 cattolici: numeri in grado di influenzare i destini politici del Paese.

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