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MAGISTRATURA 14 Aprile Apr 2016 2221 14 aprile 2016

Csm, Greco in pole per la Procura di Milano

Il Consiglio superiore della magistratura si spacca sulla scelta del futuro procuratore. Tre voti all'ex pm di Mani Pulite, uno a testa per Nobili e Melillo.

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Francesco Greco.

La scelta del nuovo procuratore di Milano si rivela per il Csm più complicata del previsto. Tant'è che la Commissione per gli incarichi direttivi giunta al voto conclusivo dopo una serie di sedute andate a vuoto si è divisa tra tre candidati: l'ex pm di Mani Pulite Francesco Greco, ora capo del pool sui reati finanziari, il collega Alberto Nobili e il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Giovanni Melillo.
GRECO FAVORITO. Greco è indubbiamente in testa, visto che ha ottenuto tre voti a fronte di un solo consenso ciascuno andato ai suoi concorrenti. Ma la decisione di Unità per la Costituzione, il secondo gruppo per consistenza dei togati, di astenersi, lascia lo scenario del tutto aperto, nel senso che la corrente sarà l'ago della bilancia quando la nomina, prevista al massimo a metà maggio, approderà all'esame del plenum.
IL SOSTEGNO DEL GRUPPO AREA. Greco ha avuto il sostegno del gruppo di Area e della laica di Sel Paola Balducci. Nobili, il voto di Claudio Galoppi, di Magistratura Indipendente. Melillo invece quello di Maria Elisabetta Alberti Casellati, laica di Forza Italia, che spiega di aver scelto il capo di gabinetto del ministro di un governo di cui il suo partito è all'opposizione, oltre che per i suoi meriti, proprio per il suo essere «esterno» alla procura di Milano e quindi nel segno di una «discontinuità» e di una «novità», pur ritenendo di «serie A» anche gli altri candidati.
ASTENSIONE DI UNICOST. La vera sorpresa è stata l'astensione di Unicost, che secondo alcune voci sarebbe stata determinata dalle divisioni interne alla corrente, in bilico tra Greco, considerato una scelta di continuità con la gestione di Edmondo Bruti Liberati, attenta alle ricadute politiche delle iniziative giudiziarie, e Nobili, che sarebbe invece più gradito ai colleghi milanesi anche perché ritenuto più adatto a 'pacificare' l'ufficio dopo gli scossoni del lungo scontro tra Bruti e l'ex procuratore aggiunto Alfredo Robledo.
DAVIGO ALL'ANM RIMESCOLA LE CARTE. Ma Luca Palamara, esponente del gruppo, smentisce queste divisioni: «Ci esprimeremo in un solo modo», assicura spiegando che il tempo che resta sino al plenum servirà a riflettere per arrivare magari a trovare quell'ampia convergenza che sinora non c'è stata. E tra le tante voci che in queste ore circolano a Palazzo dei Marescialli e impossibili da verificare c'è anche quella di chi ritiene che la candidatura di Greco, in un primo momento gradita al governo, non sarebbe più tale dopo l'elezione di Piercamillo Davigo al vertice dell'Anm, perché non sarebbe opportuno avere due simboli di Mani Pulite in altrettanti posti chiave.

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