Renzi chiama Napolitano auguri 90 anni
INTERVENTO 14 Aprile Apr 2016 1855 14 aprile 2016

Referendum trivelle, Renzi: «Astensione legittima. Napolitano magistrale»

L'ex presidente difende la scelta di non votare. Il premier lo applaude.

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Erano alleati quando il primo siedeva ancora al Quirinale, lo sono anche ora che bisogna affrontare un referendum sulle trivelle. E se Giorgio Napolitano non ha avuto dubbi nel ribadire come la scelta di non votare sia legittima, Matteo Renzi non ha esitato a usare le sue parole e l'autorevolezza tipica di chi ha passato otto anni a fare il presidente della Repubblica per perorare la sua causa.
«OGNI SCELTA È LEGITTIMA». «Ogni scelta è legittima», ha scritto il premier nella sua newsletter Enews il 14 aprile, a tre giorni dalla consultazione popolare, «come ha magistralmente spiegato Giorgio Napolitano oggi in una intervista a Repubblica, se un referendum prevede il quorum la posizione di chi si astiene è costituzionalmente legittima al pari delle altre. Nel caso di un referendum con quorum sostenere le ragioni di chi non vuole andare a votare ha la stessa identica dignità di chi dice sì o no».
A chi chiede di fermare le trivelle e puntare su eolico e solare, Renzi ha replicato così: «Sulle energie rinnovabili l'Italia va forte, meglio di Regno Unito, Francia e Germania. Ma le rinnovabili da sole non bastano, per il momento. Se chiudiamo le nostre piattaforme dovremo comprare più gas e petrolio dagli arabi o dai russi, sprecando le risorse già esistenti. A me sembra più saggio finire di estrarre ciò che già c'è, senza licenziare i lavoratori del settore e senza sprecare l'energia che abbiamo».
«NON CI SONO TRIVELLE IN DISCUSSIONE». «Ripeto fino alla noia, scusandomi con chi ha già sentito queste considerazioni sulla bufala trivelle. Non c'è nessun referendum sulle trivelle. Non c'è una sola trivella in discussione», ha insistito il premier, «solo la scelta se continuare a estrarre carbone e gas fino all'esaurimento del giacimento senza sprecare ciò che già stiamo utilizzando oppure fermarsi a metà alla scadenza della concessione».
SPERANZA: «INACCETTABILE CHE RENZI GUIDI ASTENSIONE». «È inaccettabile che sul referendum del 17 aprile il premier faccia il capo del partito dell'astensione. Pd non significa partecipazione dal basso?», ha scritto su Twitter Roberto Speranza, deputato della minoranza Pd che guida Sinistra riformista. Se sono state molte le critiche al premier, anche sulle dichiarazioni dell'ex presidente della Repubblica non sono mancate delle polemiche. «È quanto meno singolare che un ex Presidente della Repubblica legittimi l'astensionismo in vista di un referendum, scoraggiando i cittadini a esercitare il diritto politico per eccellenza, cioè il diritto costituzionale al voto», ha commentato Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile. «Le affermazioni di Napolitano», ha aggiunto, «sorprendono ancor di più se si considera che tutte le più alte cariche dello Stato - il presidente Mattarella, i presidenti di Camera e Senato e il presidente della Corte Costituzionale - hanno fatto sapere che andranno a votare».
RIFORME COSTITUZIONALI, «SARÀ CAMPAGNA DURA». Ma quello sulle trivelle non è l'unico referendum che preoccupa il presidente del Consiglio. Più lontano, ma ancora più importante, è quello sulla riforma costituzionale recentemente varata dal parlamento: «Ovviamente la campagna elettorale referendaria di ottobre avrà accenti molto duri, vista la posta in gioco, e io non mancherò di utilizzare tutti gli argomenti più chiari e più efficaci per valorizzare quanto di buono ci sia nel testo della riforma», ha avvisato Renzi. Alla Camera «ho cercato di rispondere punto per punto alle critiche che giudico in larga parte strumentali, come estremo atto di riguardo verso il Parlamento e il suo dibattito», ha sottolineato.
«COMITATO DI PERSONALITÀ PER ILLUSTRARE LE RIFORME». Per vincere la partita, il premier è pronto a schierare «un Comitato nazionale guidato da personalità e da studiosi che nel corso della campagna avranno la responsabilità di illustrare i temi di merito e le ragioni della riforma. Poi ci sarà la possibilità per almeno dieci cittadini di riunirsi assieme e di fare un comitato spontaneo sia su base territoriale che sui luoghi di lavoro o nelle realtà culturali: grande occasione per avvicinarsi».

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