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POLITICA 14 Aprile Apr 2016 1937 14 aprile 2016

Russia, Putin giustiziere risponde ai cittadini

Quasi quattro ore di linea diretta. Putin risolve problemi ed elogia Obama: «Persona perbene, ha ammesso i suoi errori sulla Libia». Panama papers? «Dietro c'è Goldman Sachs».

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Una donna russa gioca con il suo bambino mentra guarda in televisione la trasmissione della linea diretta con il presidente Putin.

Tre ore e 40 minuti di linea diretta con i cittadini russi. Per la 14esima volta il presidente Vladimir Putin si è sottoposto a un rito che sembra ormai una versione moderna delle antiche petizioni allo zar, quando il popolo si rivolgeva direttamente al leader supremo perché soltanto lui poteva raddrizzare torti e sanare ingiustizie.
PRONTO INTERVENTO PER TATIANA E YELENA. Che dire per esempio del caso di Tatiana e Yelena, impiegate in uno stabilimento per la lavorazione del pesce nelle lontane isole Curili? Il proprietario della fabbrica non paga gli stipendi da mesi e in tutto deve ai dipendenti sei milioni di rubli. Nessuno fa niente, nemmeno i magistrati locali. L'ultima speranza pare proprio il presidente. Che in effetti si adira, chiede al procuratore generale di valutare l'ipotesi di licenziare i pm fannulloni, si scusa e promette il suo intervento. Tanto basta. Poco dopo le agenzie di stampa battono l'incriminazione dell'imprenditore cattivo.
OTTIMISMO ECONOMICO. Putin risponde a tutte le domande, da quelle più 'spinose' sul caso Panama papers alle più banali come «cosa mangia a colazione?», «dice mai le parolacce?». Si sposta poi sul terreno dell'economia e ammette che le cose non vanno bene come promesso, ma aggiunge che stanno migliorando e che nel 2017 «il Pil russo crescerà dell'1,4%».
PANAMA PAPERS FRUTTO DI GOLDMAN SACHS. A chi gli chiede perché non abbia perseguito per diffamazione chi ha diffuso le informazioni contenute nei Panama papers Putin risponde in maniera sorprendente: non si può, i dati relativi ai conti offshore riconducibili all'amico musicista Serghei Roldugin «sono corretti». Il dolo semmai sta «nell'insinuare» che lui, Putin, sia in qualche modo coinvolto. D'altra parte è chiaro chi siano i mandanti di questa operazione, visto che la holding che possiede il giornale Süddeutsche Zeitung, che per primo è entrato in possesso dell'archivio, «è di Goldman Sachs».
I DEBITI DELL'AMICO ROLDUGIN. Accusa smentita seccamente dal quotidiano. «Più si avvicineranno le elezioni, più si moltiplicheranno gli attacchi mediatici», prevede però il presidente russo. Mentre l'amico Roldugin, dal canto suo, avrebbe speso quei soldi per comprare strumenti pregiati per conto dello Stato e adesso «non ha più nulla», semmai soltanto «qualche debito».
OBAMA «PERBENE», TURCHI «AMICI». Al netto dei vari passaggi che ruotano intorno al concetto di una Russia indipendente sullo scacchiere internazionale, attaccata perché non si piega «all'imperialismo americano», Putin ha adottato un tono conciliante, definendo Barack Obama una persona «perbene», che ha saputo ammettere i propri errori in Libia. Parole distensive anche per la Turchia, «un popolo amico» guidato però da politici che non si comportano come dovrebbero e che collaborano con gli estremisti.
PERQUISIZIONE DURANTE LA DIRETTA. Nel bel mezzo del 'parla con Putin', alcuni agenti in borghese hanno perquisito la Onexin, la holding di Mihkail Prokhorov, editore dell'agenzia di Rbk. Colpevole, dicono diversi analisti, di servizi troppo disinvolti sul cerchio magico del presidente. Rbk aveva anche pubblicato un articolo in cui sostanzialmente dipingeva la linea diretta con il presidente come un grande esercizio di pubbliche relazioni, in gran parte organizzato a tavolino: una critica a quanto pare poco gradita.

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