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MAMBO 14 Aprile Apr 2016 1209 14 aprile 2016

Superare destra e sinistra porta dritti al fallimento sociale

In Italia come in Francia il mantra va di moda. Ma il risultato è solo un Paese più debole.

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Sullo sfondo, un'immagine di Beppe Grillo.

L’astro nascente della politica francese, ministro di Hollande, è Emmanuel Macron, che si fa promotore di un’iniziativa che superi la destra e la sinistra.
Più o meno quello che, in modi e con contenuti diversi, vogliono fare Renzi e i Cinque Stelle.
Il “nuovo” in alcune parti di Europa ha ormai questo mantra: superare destra e sinistra.
In concreto, però, dal momento che la destra resta in campo e si radicalizza, questa idea serve solo a “rottamare” la sinistra.
GB E USA SONO IMMUNI, PER ORA. È probabile che ciò derivi dalla sparizione di formazioni politiche moderate, che in tempi non lontani erano rappresentate da partiti di tipo democratico cristiano.
Questa ansia di superare la destra e la sinistra non coinvolge il mondo anglosassone, per ora. Nel senso che in Gran Bretagna è emerso un vecchio leader come Corbyn che sembra far tornare il Labour ai tempi precedenti l’ascesa di Tony Blair.
Purtroppo grava su Corbyn il sospetto che nel mondo politico che lo appoggia stiano a loro agio personaggi e culture francamente, e intollerabilmente, antisemite.
Negli Usa la stella Bennie Sanders è limpidamente di sinistra senza i toni millenaristici di certe sinistre radical europee. La stessa Hillary, che potrebbe presentarsi come rappresentante del superamento del binomio destra-sinistra, avendo di fronte a sé tutta la destra possibile, dai cristiani reazionari a Donald Trump, esita a fare di questo asse culturale il centro della propria identità.
IL BACKGROUND DI ITALIA E FRANCIA. In Italia invece, e adesso in Francia, il tema c’è. E il tema c’è perché in Italia, e in Francia, hanno operato due forti partiti comunisti. Erano due partiti diversi, anzi opposti nella concezione e nella pratica politica.
In questi due Paesi hanno operato anche due forti partiti socialisti. Quello italiano ha partecipato allo sblocco della politica nazionale e ha dato una chance al riformismo possibile in due tempi, in quello di Nenni e in quello di Craxi. Quello francese ha avuto un leader monumentale come Mitterrand che ha segnato la vita del suo Paese per molto tempo.
I due Pc si sono sciolti diversamente. Quello francese si è consumato come una candelina. Quello italiano si è drammaticamente e consapevolmente sciolto ma chi l’ha fatto, pur avendo molti meriti, e non mi riferisco solo a Occhetto, ha fallito l’operazione principale: creare una cosa veramente nuova e rielaborare - e non tranciare - il rapporto con il passato.
DUE FALLIMENTI DECISIVI. Anche per i due partiti socialisti l’esito è stato diverso. Quello italiano è stato stroncato da una imponente inchiesta giudiziaria che partita da un dato oggettivo, l’esplodere della corruzione, ha poi travolto le maggiori formazioni politiche e soprattutto i socialisti e il suo leader, Bettino Craxi.
Il partito francese sopravvive ma, come si vede, sopravvive con leader meno carismatici e non sembra in grado di arrestare l’avanzata di una delle più brute destre mondiali, quella lepenista.
Questi due fallimenti: il post comunismo e il socialismo, hanno dato fiato a uomini e movimenti che vogliono collocarsi al centro risucchiando la sinistra e rubacchiando qualche consenso alla destra che non si radicalizza.
NESSUNA NUOVA IDEA. La questione non va affronta dal punto di vista ideologico. Ognuno va dove lo porta il cuore. Il tema è quello della capacità che ha questo stare un po’ a destra e un po’ a sinistra di incidere sulla struttura delle società per rinnovarle e modernizzarle.
È probabile che tale operazione riesca dal punto di vista dei cosiddetti diritti civili, anche se va ricordato che il campione di queste riforme è stato un leader nettamente socialista come Zapatero.
È certo che possa riuscire quando cerca di semplificare il processo decidente a favore dell’esecutivo e con un certo sacrificio per le assemblee rappresentative.
È invece un vero fallimento dal punto di vista sociale. Qui, infatti, essere né a destra né a sinistra, a parte le encomiabili iniziative sugli 80 euro dati col ventilatore, non porta nessuna idea nuova se non quella che bisogna aspettare che rinascano gli spiriti vitali dell’economia, che si nazionalizzino, che facciano affari con pezzi di mondo e che schiantino il sindacato.
UNA FRAGILITÀ CHE SI ACUTIZZA. Superare la destra e la sinistra porta quindi a società sghembe che poggiano i maggiori diritti individuali su una fragilità che si acutizza.
Sarà anche per questo che forse è arrivato il tempo di mettere un trattino separatore fra destra e sinistra.
Anche perché banalmente la destra c’è. Non solo perché c’è Salvini, ma anche perché potrebbe avere il volto civile di Stefano Parisi, ex socialista che ha già superato il binomio destra-sinistra scegliendo una destra liberista e confindustriale d’antan.
Detto fra di noi, è quella che ha mandato a picco l’Italia, ma non si può dire pubblicamente perché in questo Paese è di moda dire che è colpa della Casta, nella quale non ci sono mai i nomi dei detentori dei poteri veramente forti.

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