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MAMBO 15 Aprile Apr 2016 1013 15 aprile 2016

E così pure Napolitano si è dato all'antipolitica

Sempre a favore del voto, chiede di astenersi al referendum. Ha perso la bussola.

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Napolitano esulta dopo l'elezione di Mattarella.

Il 17 aprile si giocherà la prima delle tre difficile partite di Renzi (referendum, voto amministrativo, altro referendum). Questa della prossima domenica sarà forse la più facile.
I pronostici dicono che il quorum è lontano anche se l’estrema politicizzazione che il premier ha dato al voto potrebbe rivelarsi un boomerang.
Tuttavia questo referendum non ha messo in discussione quale atteggiamento sia legittimo da parte degli elettori. Con tutta evidenza ciascuno di noi ha tre possibilità: si-no-astensione. La consultazione del 17 aprile ha chiamato in causa il tema del fair play istituzionale. In verità si potrebbe usare un'espressione più forte che va da “correttezza” a “dovere”.
MANCA FAIR PLAY ISTITUZIONALE. È legittimo, infatti, che cariche istituzionali invitino al non voto? Molti pensano che sia legittimo, anche se un dubbio rimane. Tuttavia dal punto di vista del fair play istituzionale appare evidente, e mi sorprende che tanta bella gente non lo capisca, che i presidenti della Repubblica, del Consiglio , delle Camere e della Corte non possano invitare all’astensione. È scorretto.
In tempi più civili avrebbero fatto trapelare la loro indifferenza per il voto, avendo anche la memoria che l’invito ad «andare al mare» qualche volta porta jella.
Al coro degli astensionisti si è unito l’ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Anche qui non si discute la legittimità della sua presa di posizione, pure se contraria ad altre prese di posizione strenuamente ostili all’astensionismo.
Il tema di Napolitano non è la coerenza di atteggiamento, in politica si può essere incoerenti se si spiega perché e se si ammette di esserlo. Il punto è se sia corretto che un ex presidente invada in questo modo il campo della politica in qualche modo mettendo in imbarazzo il successore.
UN'EPOCA DI MALEDUCAZIONE ISTITUZIONALE. Sarebbe stato normale che un ex capo dello Stato avesse preso o prendesse posizione su altri campi della politica. Nessuno si può scandalizzare se nel prossimo referendum Napolitano inviterà i cittadini ad accorrere in massa a sostenere la riforma istituzionale di Renzi che è anche la sua (di Napolitano) riforma.
Sull’astensione invece è altra la questione. Non votare è un legittimo rifiuto di partecipazione che può anche avere un significato politico attivo. Finora le cariche istituzionali, e soprattutto Napolitano, hanno combattuto ogni atteggiamento che si configurasse come rifiuto della politica, preferendo un corretto svolgimento dello scontro fra le parti.
L'ex capo dello Stato, invece, tradendo se stesso, incoraggia oggi la scelta politica che si traduce in un atto di anti-politica.
Mi sembra che molti protagonisti della battaglia ormai abbiano perso la bussola istituzionale. Tutte le tesi sono valide e sostenibili da parte di chiunque.
Vien fuori così un’Italia politica e istituzionale senza più fair play. Poi non lamentatevi se al funerale del guru dei 5 Stelle si fischiano gli ospiti. Sono tempi di maleducazione istituzionale.
E l’esempio, come nel caso della puzza del pesce, viene dalla teta.

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