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DIPLOMAZIA 15 Aprile Apr 2016 1410 15 aprile 2016

Germania, Merkel autorizza il processo contro il comico anti-Erdogan

La cancelliera dà il via libera al procedimento contro Jan Boehmermann per una poesia satirica sul presidente turco. Berlino non vuole strappi con Ankara.

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Il comico della Zdf Jan Boehmermann. Sul cartello la scritta 'perso'.

Il rapporto di amicizia tra Germania e Turchia, strettamente rinsaldato dagli accordi sui migranti e dalle politiche dei rimpatri, ha un prezzo da pagare.
Il governo tedesco ha deciso di concedere l'autorizzazione al procedimento penale contro il comico della rete Zdf Jan Boehmermann per la poesia satirica sul presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Lo ha riferito Angela Merkel in una dichiarazione ufficiale alla cancelleria.
Hanno preso parte alla decisione, oltre alla cancelliera, il vice Sigmar Gabriel e i ministri di Esteri, Interno e Giustizia.
LA DENUNCIA PARTITA DA ERDOGAN. La cancelliera si è riferita al paragrafo 103 del codice penale tedesco che prevede, in caso di denuncia di un capo di Stato estero per offese ricevute, la necessità di autorizzazione a un procedimento penale da parte del governo. La cancelliera ha aggiunto che il governo abolirà il paragrafo 103 del codice penale. Ha poi aggiunto che, in uno Stato di diritto, non tocca al governo vagliare tra diritto della persona e libertà di opinione e di espressione artistica ma alla procura e ai tribunali.
TENSIONE NEL GOVERNO. L'autorizzazione del governo non significa alcun giudizio preventivo, ha sottolineato la cancelliera. Merkel ha ammesso divergenze di opinione tra i ministri che hanno partecipato alla decisione. Secondo indiscrezioni di stampa, soprattutto il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier avrebbe espresso dubbi sull'autorizzazione.
«È importante salvaguardare l'applicazione dell'accordo sui migranti con la Turchia», ha spiegato il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, «è una cosa che interessa sia la Germania sia la Turchia. Ma al di là di questo continuiamo a riconoscere l'articolo 5 della nostra costituzione, che garantisce libertà di opinione, scienza e arte».
All'origine della querelle c'è una canzone satirica, Erdowie, Erdowo, Erdogan, che il comico tedesco ha dedicato al premier turco, scatenando la reazione di Ankara e portando a una convocazione dell'ambasciatore tedesco.
«ERDOGAN ZOOFILO E PEDOFILO». Tutt'altro che intimidito, Boehmermann è andato avanti per la sua strada, e in una nuova puntata della sua trasmissione Neo magazin royale ha prima spiegato al pubblico dell'esistenza di una legge tedesca per cui l'offesa a un capo di Stato straniero poteva essere reato, poi ha recitato una poesia piena di insulti rivolti a Erdogan, dipinto come pedofilo e zoofilo. Un modo per dimostrare alla Turchia di non esser disposto a rinunciare al diritto di satira, e di criticare una legge assurda, scritta nell'Ottocento, che prevede pene molto più alte di quelle previste per gli insulti alle persone comuni.
Il paragrafo 103 fu utilizzato dallo Scià di Persia per sanzionare i manifestanti tedeschi che lo contestavano, e finora nessuno l'ha rimosso. Angela Merkel ha preferito la via della diplomazia, sperando che ad assolvere Boehmermann ci pensino i giudici. Ma quella legge, nel 2016, ha fatto il suo tempo, ed è giunta l'ora di mandarla in soffitta.

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