Ivan Lobello 160416183942
GIUSTIZIA 16 Aprile Apr 2016 1539 16 aprile 2016

Petrolio, indagato il vicepresidente di Confindustria Lo Bello

Nel mirino i suo rapporti con Gemelli. I pm di Potenza lo accusano di associazione a delinquere.

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Ivan Lobello.

Anche il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello risulta indagato dalla procura di Potenza per associazione a delinquere nell'inchiesta sul Petrolgate che ha portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.
Secondo la ricostruzione offerta dai pm ed emersa dagli atti dell'inchiesta, per assicurarsi il controllo di un pontile nel porto di Augusta, Lo Bello avrebbe dato vita a un'associazione per delinquere con Gianluca Gemelli, Nicola Colicchi e Paolo Quinto. A Colicchi e Gemelli è attribuito il ruolo di «promotori, ideatori ed organizzatori»; a Quinto e Lo Bello quello di «partecipanti».
Le contestazioni riguardano, oltre al pontile nel porto di Augusta, altri progetti di impianti energetici e permessi di ricerca e i «sistemi di difesa e sicurezza del territorio» da attuare in Campania.
«ORGANIZZAZIONE RUDIMENTALE». L'organizzazione viene definita «rudimentale» dagli inquirenti, secondo i quali però «il gruppo di indagati ha mostrato di essere permanentemente impegnato in attività che, seppure connotate da finalità lecite, vengono perseguite attraverso condotte illecite, quali il traffico di influenze illecite e l'abuso d'ufficio».
Riferendosi in particolare al pontile nel porto di Augusta, Quinto, in un'intercettazione del 16 gennaio 2015, dice a Gemelli: «Se noi vogliamo fare una cosa intelligente, ti conviene prendere il pontile così condizioni l'uso di esso».
«CHIEDERÒ DI ESSERE SENTITO». «Ho appreso dalle agenzie di stampa di essere indagato dalla magistratura di Potenza», ha commentato Lo Bello, che ricopre anche la carica di presidente di Unioncamere. «Ho sempre avuto piena fiducia nell'operato dei magistrati. Chiederò alla procura di Potenza di poter essere sentito quanto prima per chiarire ogni cosa».
Agli atti si legge anche come l'ex ministro dello Sviluppo economico fosse diventata «inconsapevole strumento di quello che lei stessa non aveva mancato di individuare quale vero e proprio 'clan'» che aveva tra i componenti il suo compagno, Gianluca Gemelli.

Dall'azienda di famiglia a viale dell'Astronomia

Da avvocato e piccolo imprenditore nell'azienda di famiglia a vicepresidente di Confindustria nazionale. La scalata di Ivanhoe Lo Bello, per gli amici Ivan, 53 anni, siracusano, è stata veloce.
Capacità di guardare avanti e determinazione sono le doti che gli riconoscono tutti, amici e nemici. Presidente di una ditta che fa biscotti, la Fosfovit, a soli 35 anni Lo Bello è nel consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia (dove resta per quattro anni) su indicazione dell'allora presidente della Regione Siciliana, Giuseppe Provenzano.
LA SCALATA INIZIA NEL 1999. Nel 1999 inizia la scalata a Confindustria: presidente di Siracusa per due mandati, fino al 2005, e dall'anno dopo numero uno in Sicilia. Ed è questo il momento della svolta: la sua presidenza è caratterizzata dall'introduzione del codice etico e da uno slogan dirompente in una terra in cui cedere al racket è la regola. «Chi paga il pizzo verrà espulso», è la regola Lo Bello. Lui la chiama «rivoluzione culturale» e le espulsioni non si fanno attendere.
DALLA SICILIA A ROMA. Scontata è la riconferma anche per il secondo mandato, fino al 2012. E' il biglietto da visita che lo porta a Roma, dove diventa numero due della associazione degli industriali. In Sicilia lascia il posto al suo vice, Antonello Montante che ne segue la strada nell'impegno per la legalità. Entrambi sono ora indagati: Montante a Caltanissetta, con la pesante accusa di concorso in associazione mafiosa. Lo Bello a Potenza per associazione a delinquere.
PRESIDENTE DI UNIONCAMERE. Fino al 2010 Lo Bello è presidente del Bds: poi, dopo l'incorporazione da parte di Unicredit, nel gennaio 2011 viene nominato presidente di Unicredit leasing. Socio e amministratore di altre società industriali, nel 2012 è uno degli 11 vicepresidenti di Confindustria, con delega all'Educazione. Nel frattempo arriva la nomina a presidente della Camera di Commercio di Siracusa e vicepresidente di Unioncamere. Nel 2015 viene eletto presidente di Unioncamere ed è presidente del Comitato consultivo dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca.

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