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DOPO IL VOTO 17 Aprile Apr 2016 2353 17 aprile 2016

Trivelle, referendum senza quorum: le reazioni politiche

Renzi attacca i governatori promotori del referendum: «Triste esibizione della vecchia politica». Emiliano: «Impari a rispettarci. Le lobby non valgono di più».

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Il premier Matteo Renzi non ha perso tempo. Pochi minuti dopo le 23, a seggi ormai chiusi, ha attaccato «la triste esibizione dei politici vecchio stile», che avrebbero voluto una vittoria del sì al referendum abrogativo sulla durata delle trivellazioni in mare (leggi i risultati).
In conferenza stampa da Palazzo Chigi, pur senza mai nominarlo direttamente, Renzi si è scagliato soprattutto contro Michele Emiliano, il governatore della Puglia: «Pochi consiglieri regionali e qualche presidente hanno voluto cavalcare il referendum per esigenze politico-personali. Sono loro gli sconfitti».
EMILIANO: «IMPARI A RISPETTARCI». L'interessato ha replicato a stretto giro: «Renzi mi ha dedicato quasi tutto il suo discorso, onore che non merito. Impari a rispettare i cittadini e i loro eletti. Le lobby non valgono di più».
Per Renzi, i veri vincitori del referendum sono «gli operai, gli ingegneri, i lavoratori» delle piattaforme petrolifere e metanifere, che adesso avranno «un futuro e non solo un passato. Levo i calici con 11 mila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro e per i quali abbiamo proposto l'astensione al referendum».
IL PRESUNTO 'REGALO' AI PETROLIERI. Secondo Emiliano, tuttavia, quella dei posti di lavoro a rischio «è una barzelletta, perché è in vigore dagli Anni 90 una legge che non avrebbe mai consentito licenziamenti in questo settore». Il governo, dunque, sarebbe reo di aver voluto soltanto fare un 'regalo' ai petrolieri, consentendo loro di «non dover smontare le piattaforme in mare non più produttive, con un risparmio di 1 miliardo di euro».

Alcuni retweet a caldo di Michele Emiliano.


RENZI: «REGIONI IPOCRITE SUL MARE». Nel suo lungo discorso da Palazzo Chigi, il premier Renzi ha attaccato le Regioni accusandole anche di «falsità e ipocrisia», affermando che per anni si sono «disinteressate del mare e non hanno realizzato quei depuratori che servono a renderlo più pulito». Una «parte della classe dirigente di questo Paese si è mostrata autoreferenziale, ma l'Italia è più grande dei talk show, di Twitter, di Facebook. L'Italia chiede concretezza e solidità ed è in grado di comprendere se un referendum ha senso oppure se è solo strumentale. Essere demagogici non paga».
LA «GUERRA IDEOLOGICA DEI SOLITI NOTI». Infine, il presidente del Consiglio ha lanciato un appello. Occorre «superare la guerra civile ideologica dei soliti noti, comunque abbiate votato mettiamo fine alle polemiche. Poi alle prossime elezioni politiche ciascuno voterà come crede, ma fino a quel momento diamoci una mano anche nel settore delle energie rinnovabili, senza usare tutte le occasioni per alimentare una vecchia tiritera ideologica».
BOSCHI: «GOVERNO PIÙ FORTE DELLE POLEMICHE». Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, non ha nascosto la propria soddisfazione per il risultato della consultazione.
Su Twitter ha scritto: «Questo governo è più forte dei sondaggi, dei talk e delle polemiche #avantitutta».

EMILIANO RILANCIA LA SFIDA. Dal canto suo, il governatore Emiliano ha rilanciato però la sfida: «Noi esigeremeo dal governo che controlli tutte le piattaforme non eroganti e pretendiamo che vengano smontate. Costringeremo i potenti a stare a sentire, da stasera cambia tutto e chiederemo una legge sulle lobby. Il presidente del Consiglio non conosce il concetto di imparzialità, al punto da aver consigliato di non andare a votare al referendum. Ha fatto delle allusioni nei miei confronti e rispondo: non ho alcuna ambizione personale di tipo politico, voglio fare il presidente di regione. Io però di sicuro non mi spavento e non si spaventano i pugliesi. Renzi deve accettare l'idea che non basta che lui prenda una decisione, deve imparare ad ascoltare gli italiani e i loro rappresentanti».

Sul blog di Beppe Grillo, il grazie del Movimento 5 stelle ai cittadini che hanno votato al referendum.


GRILLO: «BATTAGLIA COMBATTUTA DA EROI». Beppe Grillo, come di consueto, ha preferito affidare al blog il suo punto di vista: «Grazie agli oltre 15 milioni di cittadini che hanno detto sì alla democrazia e ad un futuro con mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica e turismo sostenibile! Sono tantissimi e hanno combattuto una battaglia da eroi della democrazia. Hanno combattuto come milioni di semplici Davide del Mondo Pulito contro i Golia delle lobby del petrolio di Trivellopoli e della disinformazione».
GREENPEACE: «LA PARTECIPAZIONE NON VA IGNORATA». AncheGreenpeace, l'organizzazione non governativa in prima linea per il sì al referendum, ha ringraziato «tutti gli elettori che hanno deciso di esprimersi sul futuro delle politiche energetiche del nostro Paese, finalmente al centro del dibattito pubblico». Pur «prendendo atto del mancato quorum», la Ong ritiene comunque che «la partecipazione alla consultazione non debba essere ignorata. Crediamo che Renzi e il suo governo dovrebbero invece ascoltare il segnale che viene dalle urne. Hanno votato, infatti, circa 15 milioni di italiani, quasi il doppio di quanti votarono nel 2013 per il Pd e, come emerge dai primi dati, in maniera massiccia contro le trivelle. Parliamo dunque di una maggioranza nettissima rispetto al voto che ancor oggi legittima la premiership di Renzi».
BRUNETTA GUARDA AL VOTO DI OTTOBRE. Forza Italia si affida alle parole di Renato Brunetta. Il capogruppo azzurro alla Camera mette il voto sulle trivelle in relazione con il prossimo referendum di ottobre sulle riforme costituzinoali, affermando che per battere il governo basteranno «13 milioni di voti».
SPERANZA: «ASCOLTARE CHI HA VOTATO». Roberto Speranza,uno dei leader della minoranza dem, si è detto soddisfatto del quorum in Basilicata, unica regione dove i votanti sono stati il 50,32% degli aventi diritto. Speranza ha quindi sottolineato la necessità di ascoltare gli «oltre 16 milioni di italiani hanno votato al referendum».

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